Lazza, il nuovo pericoloso re Mida in un mondo che tratta la musica come un detersivo. Il testo della canzone che inneggia al suicidio (?)

È un momento decisamente delicato per la musica italiana. Difficile capire perché accada, ma succede: la canzone è in mano completamente alle richieste di un mercato sempre meno musicale e troppo vicino a dinamiche da social. 8409BAF5-9A63-4492-BCF4-D44F6DD4B8DE

Le classifiche Fimi (Clicca qui per leggere le classifiche complete) di questa settimana confermano così il nuovo trand: ai vertici, con Mahmood, troviamo infatti il nuovo -l’ennesimo- fenomeno della trap, Lazza. Non è tutto oro quello che luccica -tranne che nella bocca di Sfera Ebbasta, lì sì che si trova una miniera- ma nemmeno è tutto letame quello che si respira. Quindi vogliamo essere obiettivi, i gusti musicali non si discutono e anche Achille Lauro, aldilà di un testo che lascia troppi dubbi sulla sua limpidezza, ha dimostrato a Sanremo che si può essere orecchiabili con una musica decisamente diversa rispetto a quella cui si era abituati anni fa. L’hit parade dice infatti che gli italiani amano la melodia: Ultimo si trova nella top ten addirittura con due album (e ancora deve uscire quello post Festival), Il Volo, Mengoni, i Queen sono anche loro nei primissimi posti. Le buone abitudini dunque non si sono perse per certi versi, ma lascia basiti la nuova promozione musicale che lancia costantemente al primo posto un trapper differente da quello di due settimane precedenti. La musica è ormai usa e getta insomma.DC454B84-BD44-4313-B3A0-66E18E1CA117.jpeg

Lazza lo avrete infatti notato nelle scorse settimane per quella pubblicità che imperava nelle metropolitane occupando larghi spazi su cui campeggiava la locandina di questo nuovo album, Re Mida. Stessa mossa di marketing che spinse Sfera Ebbasta poco più di un anno fa a volare nelle playlist dei ragazzini con i suoi deplorevoli testi. E, come prevedibile, anche per Lazza è stato un trionfo immediato alla prima settimana, tanto da spingere al secondo posto il discusso vincitore di Sanremo. Ora, sulla voce talentosa di Mahmood nessuno ha niente da ridire, sulla votazione ci siamo già espressi e sulla bruttezza della canzone anche, ma fa riflettere che la musica ormai si serva degli stessi mezzi di un social. Basta una foto ben fatta, colori con mille filtri, tante condivisioni su internet, e da una foto pubblicitaria ne emerge l’album più venduto del momento, trattato come un Dixan, che lava e ripulisce le macchie di quello che fino a poco prima era un idolo. L’album musicale ora non si ascolta più: si guarda nelle metropolitane. E’ questa la nuova imposizione di Charlie Charles. La melodia tanto non interessa più a nessuno, contano solo i testi che, ormai, iniziano pure quelli a scarseggiare di novità. Che il mondo faccia schifo, che siano tutti fatti e che le donne siano tutte allegre e traditrici ce l’hanno detto in ogni brano. Per essere originali, almeno per quello, io cambierei, a meno che l’obiettivo non sia fare ora il boom e finire a Ora o mai più tra una ventina d’anni. Ecco qui sotto il testo completo di Re Mida, scritta dallo stesso Jacopo Lazzarini, detto Lazza, giusto per sottolineare la provenienza dal ghetto delle periferie. Un testo che, ancora, fa sfoggio del lusso e del diavolo che si ha dentro: diventa un privilegio avere la testa che gira (per alcol? Droga?) e lecita la richiesta di spegnere il fuoco che si ha dentro buttando benzina. Messaggi allucinanti e a dir poco sconvolgenti, dove a questo punto i genitori speriamo prendano le distanze e impediscano presto ai figli adolescenti di ascoltare questi brani che se non sono terribili inni al suicidio, poco ci manca. E si ha pure il coraggio di accusare quella società che, come facciamo noi, li ripudia.

Massimiliano Beneggi 

Ehi, yeh yeh
Ehi, ehi, ehi, ehi, ehi, ehi
Faremo un pic-nic sulla mia camicia Burberry (ehi)
Sperando che non piova come a Carnaby
Siamo arte di strada come Banksy
Se non ci credi guardami
Dopo appendi il mio disco in una gallery (ehi)
Ho promesso a un paio di persone
Che daranno Zzala al cinema
Mi auguro che tua madre ti libera
Sbaglio i congiuntivi, ho la licenza poetica
Il tuo rapper, frate’, inizia lunedì, si licenzia domenica
Mamma, ti regalerò una Birkin (ehi)
Non fermano il diavolo che ho dentro questi pimpi (yeah)
Faccio parte di quelli tenuti zitti
Per questo a certi manager preferisco gli sbirri, ehi
Metà di voi non sa di cosa parla
Vive di una foto e di chi corre a commentarla
Fra’, non c’è mai stata storia (no)
Fai un pezzo e chiamalo “Vittoria” così forse puoi cantarla
Non seguo né consigli né guida, né guida, ehi
Spegnimi il fuoco usando benzina, benzina, ehi
La testa gira, sono a tremila, tremila, ehi
Se metto bocca è oro, Re Mida, Re Mida, ehi
Yah, ehi
Sono un figlio dell’odio come Said (ehi)
Lei aspetta un mio singolo più di un figlio (yah, yah)
Non puoi provare la mia vita o la mia tipa (no)
Se vuoi puoi provare invidia da zitto (shh)
Il tuo idolo ha mangiato a casa mia
Quando ancora ci giocava, ma per me era già lavoro
Ho imparato due lezioni
Sono tutti arrivisti e mio padre cucina meglio del loro
Sono quello che nella foto di classe non c’era (yeh)
Perché di stare in mezzo agli altri non mi fotteva (no)
Pensavo a togliermi un problema, una due posti nera
Ha del cristal sul suo fondoschiena
Compro una casa nuova e un’altra la metto al polso (yah)
Nemmeno la leggo, ma sai che il mio tempo ha un costo (ehi)
Fisso questi finti delinquenti, tutto ridicolo
So che quelli balordi davvero non te lo dicono, ehi
Non seguo né consigli né guida, né guida, ehi
Spegnimi il fuoco usando benzina, benzina, ehi
La testa gira, sono a tremila, tremila, ehi
Se metto bocca è oro, Re Mida, Re Mida, ehi

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