Jalisse: “Il coraggio è il motore della vita”. Tra musica e teatro li attende un grande 2020

Un nuovo album, una tournée teatrale con una commedia musicale che racconterà in qualche modo anche la loro storia e che si alternerà a una tournée estiva, un musical che li vede protagonisti. E’ un periodo di lavoro molto intenso per i Jalisse e continua a esserlo, con entusiasmo, anche in questi giorni strani e difficili in cui tutto appare fermo ma è pronto a emergere non appena si tornerà alla normalità.

Icona della melodia italiana e del talento che ha bisogno di sostegno solo per esprimersi ma non per esistere (vinsero infatti a Sanremo con un’etichetta indipendente imponendosi contro ogni avversità), il duo composto da Alessandra Drusian e Fabio Ricci sta vivendo una nuova fase artistica davvero luminosa. E, dopo le fortunate partecipazioni a Ora o mai più e Tale e Quale Show, l’energia positiva che li ha da sempre contraddistinti è particolarmente palpabile nelle loro parole.

Non avere paura di chiamarlo amore è il titolo del nuovo singolo che anticipa l’uscita dell’album inizialmente prevista a fine marzo e inevitabilmente rimandata per le contingenze del momento. Poco male, loro nel frattempo approfittano per mettere a punto gli ultimi accorgimenti e intanto due giorni fa hanno lanciato la nuova canzone che li vede protagonisti in un’inedita versione metal con i Teodasia. Uno sconvolgente matrimonio tra la voce melodiosa e imperante di Alessandra e le suggestioni gotiche del giovane trio veneziano: si tratta di un dialogo tra una donna che prova a fare esprimere i sentimenti all’uomo che ama e si nasconde dietro alla sua figura di superuomo. Il video ufficiale ancora non è stato possibile registrarlo per le regole che impongono il divieto di aggregazione in questo periodo, ma sul loro canale ufficiale è già uscito il video lyrics.

Non avere paura di chiamarlo amore è anche il titolo della commedia musicale che ha debuttato lo scorso 9 febbraio ad Abano Terme ed è pronto a girare per tutta Italia. Su una scenografia di Enzo Pichetti che trasforma il palcoscenico in un ambiente domestico, i due raccontano il rapporto tra amore, musica e vita attraverso i loro brani come se portassero il pubblico a casa loro, coadiuvati dalle voci di Elda Russo e Mariano Borrelli. In realtà, proprio in questi giorni, i Jalisse ci conducono nella loro straordinaria simpatia davvero a casa loro attraverso le dirette Facebook con cui intrattengono il pubblico che ama la bella musica.

Contemporaneamente, Alessandra e Fabio saranno presto impegnati nel Musical9to5, che riprende il celebre film degli anni ’80 con le musiche di Dolly Parton: una storia di emozioni, sogni e rispetto nei confronti della donna. Più che mai attuali anche in questa circostanza, i Jalisse ci raccontano quindi il loro bel periodo artistico.

Foto di Tony Zecchinelli

Non avere paura di chiamarlo amore mi fa venire in mente Bertrand Russell, quando diceva che “temere l’amore è temere la vita, e quindi è in buona parte già morto”. Da dove avete tratto l’ispirazione di questo nuovo brano?
Alessandra: Dal finale della nostra commedia musicale a cui stavamo lavorando da tempo e che a novembre ha partorito questo titolo. Quando siamo sul palco, non facciamo altro che rappresentare quello che siamo nella vita. I Jalisse nella vita e i Jalisse sul palco sono la stessa cosa. Non abbiamo paura di mostrare che siamo una coppia innamorata, con due figli. Non temiamo di palesarci per quello che siamo nei pregi e nei difetti: questo penso ci avvicini al pubblico che facciamo entrare in casa nostra in un certo modo. Molti ci chiedono come facciamo a stare ancora insieme dopo tanti anni: per noi è naturale, ci reinventiamo il nostro amore, senza aver paura di mostrare i nostri sentimenti. Lo facciamo vivendo in modo spontaneo come bambini che aprono ogni giorno un nuovo regalo, vivendo una nuova gioia, una nuova notizia. Bisogna essere così nella vita, perché se si fossilizzano e si pietrificano le cose si diventa anche noi di pietra, invece è importante mantenere quella spontaneità di quando si è bambini, che permette di andare oltre. E’ fondamentale mantenere la fantasia e il coraggio di non restare chiusi in se stessi, manifestando i propri sentimenti. Il finale di questo spettacolo racchiude proprio la nostra vita e il nostro modo di interpretarla.

Il vostro sentimento rappresenta un bellissimo esempio di spontaneità per tutte le coppie. L’amore non ha niente di scontato, se lo si vive completamente.
Alessandra: Più che mai ora che si stanno rivoluzionando le quotidianità. Io e Fabio stiamo insieme da 28 anni e viviamo costantemente 24 ore su 24 anche per lavoro. Molte coppie invece solo adesso devono trovare il coraggio di tollerarsi: nasce la voglia di reinventarsi e non rimanere chiusi nella propria esistenza. In questo periodo non esiste più la quotidianità per cui ci si vede solo a pranzo e a cena: è una bella prova per vivere i sentimenti.

Foto di Tony Zecchinelli

C’è una parte di questa nuova canzone che è particolarmente significativa, quando nel dialogo lui dice “Forse è più difficile spiegarti quello che ti voglio dire, provo allora a scrivere ma il mio imbarazzo è qui e mi fa morire”. Più che mai all’epoca dei social si pensa che scrivere sia più facile che non dichiarare a voce i propri sentimenti, come se questi diventassero più forti nascondendo il nostro volto.
Fabio: C’è imbarazzo ad ammettere i propri sentimenti, ecco perchè si trasformano poi in paura e manca la timidezza fondamentale a emozionarci. Per questo qualcuno scrive trovandolo più facile. Oggi coi social basta mettere un cuore per dire ti amo, oppure sembra che sia necessario aggiungere un emoticon per far comprendere meglio quello che si vuole dire. Spesso però sembrano più delle tristi giustificazioni del proprio pensiero, come a significare: “Te lo dico, ma non sono arrabbiato”…In questa canzone invece si parla di un innamoramento puro, vero. Poco più avanti nel testo si capisce meglio quando si dice “Non sarà la febbre, le difficoltà o la malattia e neanche il tempo a logorarci i passi e trascinarli via”. In questo momento specifico che viviamo in questi giorni, tra le gioie e le ricchezze che avevamo dato come certezze niente ha alcun valore se non i nostri occhi innamorati. Possiamo raccontarci di tutto, ma alla fine parlano i nostri sentimenti, i nostri cuori. Gli occhi innamorati sono l’anima che fa entrare e uscire le sensazioni.

Sembra quasi una canzone scritta apposta per questo periodo delicato del nostro Paese.
Fabio: In effetti sembra così, invece lo abbiamo scritto a novembre. Abbiamo deciso di farlo uscire adesso proprio perchè ci sembrava un bel messaggio da lanciare. La non paura di amare deve essere un inno per noi oggi: i medici e gli infermieri che stanno facendo un lavoro immenso e si stanno prodigando notte e giorno in questo periodo non hanno paura, perché quella immobilizza. Sono spinti chiaramente dall’amore. Solo quello e la voglia di fare possono dare una carezza a una persona che in questo momento è lontana dai suoi familiari. Se c’è amore e c’è fiducia ce la si può fare. Partire da un posto che è in quarantena non sarebbe un modo per stare meglio e per curarsi, ma creerebbe anzi delle difficoltà ai propri parenti. Stare fermi chiusi in casa a noi sta consentendo di lavorare sull’album, sistemare la casa, dedicarci alla cucina.
Alessandra: Ci si può dedicare alle creatività che spesso non coltiviamo. Gli scaffali delle farine sono quasi vuoti ai supermercati: questo dice molto di come stiamo riscoprendo un modo di vivere che non immaginavamo.

Ogni secolo ha vissuto i suoi drammi: noi avevamo l’illusione di essere invincibili perché ormai avevamo tutto con la tecnologia. Che in questo periodo talvolta può anche aiutare.
Alessandra: L’unica grande utilità che oggi ci permette la tecnologia è il servizio web, con cui rimaniamo in contatto con le persone in diversi modi. Due anni fa la nostra figlia più grande è stata in Paraguay dieci mesi per una borsa di studio che aveva vinto. L’unica possibilità di comunicazione che avevamo a 10 mila chilometri di distanza è stato Whatsapp. Questo aiuto della tecnologia è una vittoria fantastica dell’essere umano. Stiamo riscoprendola in un ambiente casalingo: lavoriamo da casa con la nostra famiglia, e questo è un tesoro che riscopriremo quando sarà tutto finito.

Il sodalizio coi Teodasia apre a una collaborazione a più ampio respiro?
Fabio: Si tratta di un esperimento, che però potrebbe assolutamente dare vita a nuove idee. Dal 2001 ragionavamo sulla possibilità di scrivere un brano con un arrangiamento metal e sinfonico che si unisse con la voce potente di Alessandra. Eravamo certi che prima o poi qualcosa sarebbe successo. Insieme a Mariano Borrelli, musicista e collaboratore eccezionale che spesso ci segue, abbiamo lanciato una sorta di recluting su internet, e abbiamo conosciuto i Teodasia, uno straordinario gruppo che ha fatto cose eccezionali anche a livello internazionale con un’esperienza decennale. Ci è piaciuto il loro sound e abbiamo proposto questo testo che coinuga la lingua italiana con il suono gothic/methal e contaminazioni elettroniche. E’ nato come esperimento, ma mi sta gasando talmente tanto che potremmo fare qualcosa d’altro. Ci hanno proposto una versione metal di Fiumi di parole. Stiamo trovando un’alchimia giusta, e la voce di Alessandra si sposa benissimo con queste atmosfere.
Alessandra: Abbiamo tanti brani che potrebbero essere rifatti con queste sonorità. Fiumi di parole in passato l’avevamo fatta in versione reggae ma fu più per gioco. Vedremo cosa nascerà ora.

Avete dovuto sospendere le prove del musical 9to5: un’altra bella e importantissima prova teatrale che vi vedrà impegnati.
Alessandra: Io interpreto la segretaria di Hart, impersonato da Fabio, a cui non piaccio molto anche per i suoi modi duri nei confronti delle donne.
Fabio: E’ una storia di maschilismo molto attuale purtroppo anche in questo momento, con un uomo che per far successo ci prova con tutte le donne del suo ufficio. Mi piace molto questa esperienza teatrale e non vediamo di portarla in giro per l’Italia.

E poi naturalmente riprenderà il vostro tour Ora.
Fabio: Siamo pronti per i nostri live: quando non si fanno concerti non sono solo gli artisti a rimetterci, ma tutti i lavoratori che ci sono nella produzione. Il mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento in questo momento sono in ginocchio.
Alessandra: Ci auguriamo che finisca presto tutto questo per portare in tutte le piazze italiane il tour, lo spettacolo Non avere paura di chiamarlo amore e quindi questo musical. Ci auguriamo finisca presto questa situazione angosciante, e nel frattempo facciamo le dirette da casa dove possiamo suonare e nel nostro piccolo cerchiamo di intrattenere distraendo in questo momento in cui anche noi ci atteniamo al massimo alle regole di non uscire. E’ importantissimo per tutti, e non dobbiamo sottovalutarlo.

Massimiliano Beneggi

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