Bim Bum Bam, e la tv regalò lo spazio ai ragazzi

Da domani mattina alle 8 Mediaset Extra replica il telefilm Love Me Licia, quindi da venerdì 17 in prima serata torna per cinque settimane Bim Bum Bam Generation.

TeatroeMusicaNews vivrà l’evento questa settimana con voi ripercorrendo la storia della tv dei ragazzi, quotidianamente con il racconto dei cartoni animati, delle serie televisive di Cristina D’Avena e con un’intervista esclusiva ogni giorno!

Bim-Bum-Bam

E’ il 4 luglio 1982 quando Paolo Bonolis, Sandro Fedele e Marina Morra esordiscono su Italia Uno con Bim Bum Bam. Il contenitore per bambini, nato pochi giorni prima della vittoria dell’Italia di Bearzot ai Mondiali di Spagna, nasce per essere la rampa di lancio dei più grandi cartoni animati giapponesi che, divisi in puntate da 20 minuti circa, coinvolgono il pubblico più giovane in storie avvincenti e ricche di insegnamenti. Attraverso i cartoni diventa più facile il ruolo pedagogico di introduzione al mondo dei grandi, lo ha già dimostrato vari decenni prima Walt Disney. Il programma di Italia Uno (che diventerà Fininvest solo qualche mese dopo), che vede tra gli autori anche il mago Zurlì Cino Tortorella e Giancarlo Muratori, vuole seguire la stessa scia, aggiungendo qualcosa in più: con le strisce quotidiane di diversi episodi si crea infatti un appuntamento fisso per i bambini che, dalle 16 alle 18, hanno una trasmissione tutta dedicata a loro. Quiz, lettere del pubblico, rubriche e inchieste dei conduttori fanno da colorata cornice a Dolce Candy, Lady Oscar, Lupin III, e così via. Quella del 1982 è solo una trasmissione allo stato embrionale, ma segna di fatto l’inizio di un’epopea che durerà 20 anni. Bim Bum Bam non è il primo ma è il più importante programma della tv dei ragazzi mai esistito in Italia, che nel 2020 non è ancora mai superato per qualità e professionalità. Nonostante goffi tentativi di imitazione. Dal 1984 Ciao Ciao, nato qualche anno prima sulle tv locali del circuito Telemond di Leonardo Mondadori e proseguito sulla neonata Rete 4, passa anch’esso sotto il Biscione e da semplice contenitore di cartoni animati si modella sullo stile di Bim Bum Bam, divenendo così l’appuntamento del primo pomeriggio (e poi anche del mattino). A curare la programmazione, un’autrice in grado di comprendere le esigenze dei bambini più di qualunque migliore insegnante: Alessandra Valeri Manera, autrice anche dei testi delle sigle che completavano il successo dei cartoni. Come logico fosse, specie in una rete commerciale che faceva sfornare ogni anno due album di grande successo (Cristina e i tuoi amici in tv e Fivelandia).

Quattro Telegatti suggellano il talento che oggi pare inarrivabile e che si respirava in ogni angolo di quella tv. Negli anni tanti sono i cambiamenti: al posto di Fedele e della Marra arrivano Licia Colò (poi passata a Buona Domenica e quindi sostituita da Manuela Blanchard) e Uan, il cane pupazzo che grazie al programma supera presto persino Five nella popolarità. In Ciao Ciao, invece, si chiama Four il pupazzo a forma di dolce quanto furbo orsacchiotto. Successivamente Bonolis lascia per fare il cosiddetto salto di qualità e si creano delle famiglie: Carlotta Pisoni Brambilla e Roberto Ceriotti affiancano Uan, mentre Carlo Sacchetti e Debora Magnaghi sono i compagni di avventure di Ambrogio, un leone antropomorfo pasticcione quanto Uan. Marco Bellavia, noto già per i telefilm con Cristina D’Avena, conduce la parte in diretta del programma: quella del gioco Clementoni.

bimbumbammin

La tv dei ragazzi nasce così con un ben preciso intento e riesce ad andare oltre. Bonolis arriva così a presentare programmi per grandi diventando uno dei più importanti conduttori del panorama televisivo, ma in effetti è cambiato solo il pubblico. Il suo modo di scherzare con Luca Laurenti non è in effetti molto dissimile da quello usato con Uan; si usano linguaggi diversi a seconda dell’età di chi segue ma bisogna comunque essenzialmente divertire; Paolo scherza sui concorrenti proprio come Piolo ha sempre fatto nei confronti dei Puffi. La tv dei ragazzi, era per piccoli ma era una grande tv.

I piccoli trattati come grandi, con appuntamenti fissi che scandiscono le giornate e regalano quell’importanza al pubblico più giovane che ha un prodotto confezionato apposta. E’ la Domenica In dei bambini, in onda però quotidianamente. I cartoni animati, naturalmente, sono al centro di tutto. Creano entusiasmo, divertimento, emozioni, tormentoni, e silenziosamente lavorano nell’animo del pubblico. Che infatti, a distanza di qualche anno, vive una vera nostalgia. Perché quando gli veniva rinfacciata la colpa di essere teledipendente rispetto alla generazione cresciuta solo con Carosello, stava invece godendo una televisione ricca di contenuti, pulita, fatta da professionisti senza improvvisazione, che rappresentava la più efficace delle baby sitter. Eccoci allora pronti per entrare nel mondo della tv dei ragazzi. Quella che non conosceva ancora i reality. Quella nata e cresciuta con autori, attori e cantanti provenienti dalla gavetta, e morta (non a caso) quando arrivarono i reality di concorrenti senz’arte né parte. Quella che ai bambini di oggi potrebbe apparire a tratti anche più lenta, e che anziché fare sentire vecchi, rende orgogliosi. Rieccoci nella tv della nostalgia.

Massimiliano Beneggi

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