“Bim Bum Bam”, la storia. Da Emi a Sandy, le maghette possibili

Erano apparentemente normali adolescenti, di un’età spesso indefinita perché in Giappone le scuole superiori hanno altri parametri, ma erano tutte maghe. Niente castelli, né vestitoni da fattucchiere. Anzi, per la verità erano sempre dotate di vertiginose minigonne che facevano regolarmente impazzire gli amici tontoloni e del tutto inconsapevoli di avere a che fare con streghette in grado di sovvertire le situazioni. I cartoni animati degli anni ’80 e ’90 ci hanno regalato una serie di ragazzine simpatiche e fantasiose che sapevano usare la magia. Vediamole, nell’attesa del ritorno di Bim Bum Bam Generation a partire da venerdì 17 in prima serata su Mediaset Extra.

Magica magica Emi, L’incantevole Creamy, Sandy dai mille colori, più che per la trama si distinguono per i loro modi di utilizzare i poteri magici che le protagoniste hanno ricevuto in dono. E ognuna di loro sa raccontarci una morale che puntata dopo puntata entra nell’animo dei bambini. Quelli che un tempo venivano definiti teledipendenti, e che oggi da adulti possono guardare con orgoglio a una televisione che aveva dei contenuti leali.

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Sandy infatti incontra due folletti che provengono dalla Terra dei Fiori con cui la ragazzina può disegnare nel vuoto qualunque cosa rendendola reale. Scoprirà solo col tempo che i disegni non sono né permanenti né ripetibili né sovrapponibili tra loro creando disagi e disavventure: non si può avere tutto ciò che si desidera in un solo momento, e bisogna sapere sfruttare il tempo senza sprecare nulla né dare per scontato qualcosa. Tutti possiamo realizzare tante cose che ci piacerebbero, ma dobbiamo ammetterne i limiti.

Yu è la bambina che con la capacità di sognare a occhi aperti scorge nel cielo un’arca di cristallo destinata a poche persone. Anche lei riceve la visita di un folletto che ne apprezza le qualità fantasiose, e allora le dona per un anno un medaglione magico con due gattini che vegliano sul suo utilizzo dei nuovi poteri che la rendono una ragazzina più grande. Yu si trasforma quando vuole nella cantante Creamy, nuova icona pop giapponese. Quei poteri verrebbero persi se qualcuno scoprisse la doppia identità di Yu: e quando l’amico Toshio si accorge della situazione, accetta per amore dell’amica (ignara dei suoi sentimenti) di cancellare dalla memoria il ricordo che Yu e Creamy siano la stessa persona. Alla fine dell’anno solare, Yu perde i poteri e Creamy saluta il pubblico commosso. Sincerità, impopolarità delle bugie e solidarietà scrivono quindi la storia di questo cartone animato che, tra mille disavventure, mostra come per tutti sia possibile vivere un sogno purché sappiamo tenere anche i piedi sulla terra senza montarci la testa al primo traguardo. Altrimenti la vita mostra il conto.

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Mai è una ragazzina figlia di una ex maga e di un pasticcere. Durante il trasloco dei nonni si accorge di una sfera di luce invisibile agli altri. La sfera finisce in uno specchio a forma di cuore regalato dal nonno a Mai: una volta aperto lo specchio ne esce fuori…un folletto. -E poi ci si chiede perchè tutti abbiano aperto almeno una volta la porta a un rappresentate di aspirapolvere dopo un indottrinamento che voleva sempre i folletti in aiuto degli umani!- Questo si trasforma in uno scoiattolo (che è in origine un pupazzo di Mai) e diventa il fidato amico della ragazzina, che diventa la prestigiatrice Emi. Ai giochi di magia unisce canzoni che rendono i suoi spettacoli dei veri e propri show. Quando deve partecipare a un concorso, separatamente dai Magical Art che nel frattempo l’hanno ingaggiata, Emi vince ma si sente in colpa per avere bluffato: la sua magia è dovuta solo a poteri che non dipendono da lei. A quel punto si convincerà a rinunciare ai poteri per diventare la maga che avrebbe sempre voluto con l’impegno. Nello show finale Emi si trasforma in Mai davanti a tutti svelando la sua identità. I sotterfugi e le scorciatoie possono dare una gioia, ma non danno lo stesso successo morale e materiale che può arrivare con l’impegno.

La tv dei ragazzi, con le maghette (praticamente sempre femminili, perchè quando sono maschi si parla di poteri paranormali, vedi Johnny o il gatto Doremon) impose di fatto una superiorità delle donne, perlomeno nell’astuzia, per la cultura giapponese. Cartoni che avevano una trama, un senso, e soprattutto tanti insegnamenti, proprio perchè le protagoniste erano ragazzine e non strane figure antropomorfe. La magia era qualcosa di impossibile, travestito da possibile. Tutti possiamo diventare l’impossibile con l’immaginazione. La tv dei ragazzi, era fatta per i piccoli ma era una grande tv.

Massimiliano Beneggi

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