Bim Bum Bam/la storia: gli anime didattici

Sembra quasi un paradosso pensare che il pomeriggio alle 16 potessero esserci così tanti bambini, negli anni ’80 e ’90, che interrompessero i compiti per dedicarsi ai cartoni animati che raccontavano…la storia! Sì, quella tanto noiosa e tanto odiata a scuola, diventava improvvisamente interessante e persino coinvolgente dietro alle sigle cantate da Cristina D’Avena. La tv dei ragazzi, che tornerà da venerdì 17 con cinque appuntamenti settimanali in Bim Bum Bam Generation, su Mediaset Extra, aveva obiettivi molto più didattici di quello che il suo pubblico potesse immaginare, e infatti in quegli anni emerge anche Siamo fatti così, cartone francese Con qualche carattere di comicità o di sentimentalismo, i cartoni portavano a subliminali racconti di quella storia che, se fosse stata insegnata sempre così nelle aule, avrebbe reso tutti grandi conoscitori della nostra cultura. E invece, per un incredibile fascino del ‘700 che ispirò la maggior parte degli anime giapponesi, ecco che fu soprattutto la storia francese ad avere la maggiore popolarità.

A Una Spada per Lady Oscar e D’Artagnan e i moschettieri del re, si affiancava la narrazione di Cristoforo Colombo, che riecheggiava qualcosa di prettamente italiano nel 1992, a 500 anni dalla scoperta dell’America. Il cartone è comunque una coproduzione giapponese.

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Maria Antonietta d’Austria, figlia di Maria Teresa, nonché promessa sposa di Luigi Augusto, nipote di Luigi XV è sempre scortata da Oscar, comandante della Guardia Reale, educata da sempre come un uomo per volere del padre che appare maschilista sin dalla sigla originaria (che rimane più famosa di quella più recente della D’Avena). Oscar si accorge presto di una relazione segreta tra Maria Antonietta e il conte von Fersen di Svezia, che prosegue anche alla morte di Luigi XV, quando ormai la figlia di Maria Teresa è moglie del re di Francia. Costretta a separarsi dal conte, fuggito, Maria Teresa cade in depressione. La contessa di Polignac la spinge addirittura nel gioco d’azzardo, prima di uccidere la madre adottiva della sua figlia biologica, Rosalie. L’evento porta lo scompiglio totale e introduce persino l’immagine del suicidio: quella della sorellastra di Rosalie una volta saputo il passato losco di sua madre. Maria Antonietta, che si è ritirata a vita privata dopo il ritorno per un certo periodo del conte von Fersen, è vittima della celebre truffa nota come affare della collana con cui venne messa in discussione la sua onestà morale di fronte a certi imbrogli tenuti nascosti. E diciamocelo pure, a distanza di anni: se è vero che Maria Antonietta non aveva mai voluto acquistare quella collana, è pur vero che non rappresentava quello che si può definire uno stinco di santo. Lady Oscar ce lo ha insegnato. Gli intrighi a corte si celano anche sotto la maschera del Cavaliere Nero che, con l’appoggio del duca d’Orleans, compie dei furti ai danni dei nobili per cedere tutto ai più poveri. Attorno alla storia che si conclude con la Rivoluzione Francese che porta Maria Antonietta all’esecuzione con la ghigliottina, si narra quindi la storia di Oscar, che per tutta la serie viene regolarmente confusa per un uomo. La sua fedeltà alla Corona fa di lei un personaggio estremamente leale, ma non manca la parte sentimentale a coinvolgere il pubblico e a sconvolgere la sua carriera: Oscar è contesa praticamente da tre uomini (e persino da una donna) e, quando alla fine si scopre innamorata di Andrè, decide di mettersi dalla parte del popolo nella Rivoluzione contro la Regina. Il finale è tragico: Andrè e Oscar muoiono. Mai viste tante tragedie e tanti intrighi in un cartone animato: quelle di fantasia si aggiungono a quelle (già di per sè numerose) della storia reale.

Si torna indietro di qualche tempo con D’Artagnan e i moschettieri del re. Il cartone, ispirato al romanzo di Dumas, racconta questa volta della regina Anna d’Austria, sposa di Luigi XIII, anche lei invaghita di un altro: il duca di Buckingham. Qui, però, la sua dama di compagnia Costance la aiuta completamente a nascondere la relazione peccaminosa contro le cattiverie del cardinale Richelieu che, invece, vorrebbe screditarla per creare una guerra civile. Anche qui la Francia, anche qui una collana da recuperare, anche qui un ignoto personaggio (Maschera di Ferro), nonchè un moschettiere che si rivela essere donna (Aramis). Insomma sembra di rivedere Lady Oscar, con qualche accenno di storia in meno. Potere temporale e spirituale si sovrappongono, ma c’è soprattutto tanta avventura con il personaggio creato da Dumas: D’Artagnan è infatti al centro di tutti gli episodi con la sua loquace comicità e il suo modo di essere scapestrato (tutto il contrario della sempre cupa e ferma Oscar). La sua storia con Constance appassiona insieme al suo tentativo, concretizzato alla fine della serie, di diventare moschettiere del Re. Intorno tanti simpatici personaggi: dal piccolo amico Jean che cerca la madre scomparsa anni prima fino al pappagallo Copy, simbolo prima di meschinità quando fa la spia di Richelieu e poi di redenta onestà quando diventa complice di D’Artagnan (un modo machiavellico per affermare che è il fine a fare la differenza nelle azioni). Rochefort rappresenta la parte comica del cartone con la sua goffa incapacità di essere al servizio del cardinale, mentre Milady è la corruzione della natura con la sua capacità di ipnotizzare, nonché la seduzione fatta a persona, che nella traduzione italiano non lascia comunque spazio a pensieri inverocondi. Chiunque insomma può diventare buono dopo un passato da cattivo, ma talvolta il passaggio può essere anche inverso.

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Cristoforo Colombo è ostacolato dal padre Domenico nel suo progetto di viaggiare per mare con una nave, ma nessuno può imporgli di lavorare come tessitore, e quindi il giovane genovese sceglie il suo destino diverso da quello inizialmente sognato per lui dalla sua famiglia. Assalito dai corsari, vittima di un naufragio, Cristoforo studia in Portogallo alla Scuiola di Navigazione. Diventa ufficiale di una nave diretta in Groenlandia, e quindi progetta di raggiungere le Indie da occidente. Dopo essere riuscito a convincere gli esperti spagnoli a sovvenzionare il viaggio, Colombo parte con tre navi per le Indie. Naturalmente, invece, tutti conosciamo lo strepitoso senso di orientamento di Colombo: arriva in America e fa la scoperta che cambierà il mondo. Dagli errori non solo si impara ma talvolta si ottiene molto più di ciò che si spera, perchè il destino ci fa sempre fare quello che più è corretto.

Era la storia vera dei grandi personaggi, raccontata come nei fumetti: così la tv dei ragazzi forse non faceva amare di più la materia (si rischiava in realtà una gran confusione di date, quando poi andavano in onda nello stesso periodo Lady Oscar e D’Artagnan non si capiva più a quale Re Luigi si faccia riferimento) ma permise in questa maniera di raccontare come il coraggio e la determinazione abbiano realmente cambiato sempre la storia. A muovere l’essere umano, in fondo, non sono altro che i sentimenti e le sensazioni. Se ce l’hanno fatta i personaggi che hanno fatto la storia, e che hanno sempre trovato ostacoli iniziali nei loro progetti, allora possiamo farcela tutti. La tv dei ragazzi sarà anche stata una tv per piccoli, ma era una grande tv.

Massimiliano Beneggi

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