Bim Bum Bam/la storia: gli anime dei romanzi

Incredibili avventure con protagonisti sempre bambini che, spesso in straordinari viaggi, si rivelavano essere dei piccoli eroi. Cresciuti nel migliore dei casi quasi sempre orfani di almeno uno dei due genitori, questi impavidi personaggi compivano delle ricerche impensabili in cui ritrovavano, tra tanti loschi figuri che ne ostacolavano gli obiettivi, anzitutto se stessi. Erano gli anime liberamente tratti dai romanzi per ragazzi, che canonicamente tornavano sulla scena di Bim Bum Bam e Ciao Ciao ogni giorno.

Pollyanna, Belle e Sebastien, Là sui monti con Annette, sono solo alcuni tra gli innumerevoli anime di questo genere già sperimentato con successo anni prima con Heidi. Trame collaudate, caratteri dei personaggi ben definiti: è più facile affidarsi alle sceneggiature ispirate a romanzi di grandi penne. Parliamo quindi dei più famosi, a cui pure non hanno molto da invidiare Lovely Sara, Papà Gambalunga, Piccola Flo, Remì, Piccole donne, Cuore. Per renderli più omogenei agli altri cartoni, non mancano ovviamente gli inseparabili animaletti che fanno compagnia ai bambini: l’amore per gli animali è in fondo un messaggio subliminale di ogni anime.

 

pollyanna-copertina

Pollyanna è una bambina di 8 anni, orfana di madre. Il padre le insegna il gioco della felicità, ovvero la possibilità di vedere sempre la vita positivamente nonostante le difficoltà. E il destino ne propone davvero tante alla protagonista. Dopo poco infatti anche il padre muore, e Pollyanna si ritrova a ad essere cresciuta dalle domestiche, fino a quando un giorno non arriva la zia, sorella di sua madre, dal nome piuttosto originale: Polly. Dopo qualche ostacolo iniziale nel loro rapporto, Pollyanna e la zia trovano la sintonia che le fa essere felici. La bambina scopre delle nuove amicizie ed è sempre radiosa nonostante il cuore non sempre sorrida: viene investita da un’auto e rimane paralizzata. Il gioco della felicità, però, funziona anche questa volta e se è vero il detto aiutati che Dio t’aiuta, ecco che con la positività mentale, senza chiedere nulla, arriva il dottor Chilton a trovare la cura giusta per la bambina. Chilton si sposa con la zia Polly, mentre Pollyanna è tornata a camminare. E’ arrivata la piena felicità? Nemmeno per idea: il dottore muore in un incidente. Tragedie infinite insomma in questo cartone animato tratto dal romanzo di Eleanor H. Porter, ma un grande insegnamento: se la felicità sembra essere un concetto enorme, la positività è un sentimento che ha i caratteri dell’eternità. Nessuno più di Pollyanna sa cosa siano le sofferenze, ma piangersi addosso non serve a restituirci ciò che abbiamo perso: nella solitudine ritrova la parte più forte di se stessa.

Sebastien è un bambino di 7 anni che nel secondo dopoguerra vive alle pendici dei Pirenei col nonno e la cugina adottivi. Solo la generosità e la bontà del ragazzino riescono a vedere in Belle un affettuoso cagnone scappato dal canile e non il diavolo delle nevi, come viene chiamato da tutti che nel paese gli danno la caccia per catturarlo. Per salvare il suo amico a quattro zampe, Sebastien si mette in fuga verso la Spagna con Belle e Pucci, un cagnolino affettuoso e talvolta dispettoso che, al contrario di Belle, può stare in una tasca. Vivono tante avventure tra le montagne, con l’obiettivo nel frattempo di ritrovare la madre di Sebastien, che lui crede ancora viva al contrario di quanto detto dal nonno. Coraggio e amicizia sono i valori che legano il cane al bambino in questo cartone ispirato al romanzo di Cecile Aubry.

annette

Annette è una bambina di 7 anni, entusiasta dell’imminente arrivo di un fratellino. Quando nasce Dany, però, la madre muore durante il parto. E’ così che la ragazzina (una sorta di Heidi un po’ più aggraziata ma altresì isterica) diventa in qualche modo anche una mamma per il fratellino, che educa insieme al padre. Il migliore amico di Annette è Lucien (che potrebbe essere il simulacro di Peter): i due spesso litigano a causa dei loro caratteri irascibili e talvolta esasperati. E’ proprio da un loro bisticcio che nasce il misfatto principale della storia: Lucien rompe accidentalmente lo specchietto di Annette, che quindi non invita l’amico al suo compleanno. Lucien, quando lo scopre, se la prende con il piccolo Dany a cui aveva appena regalato un piccolo animaletto di legno. Nella baruffa, il bambino cade da un dirupo e si rompe una gamba restando paralizzato. L’amicizia tra Annette e Lucien si rompe, e nulla sembra poterla ricucire. Il ragazzino sparisce, pensa addirittura al suicidio, fino a che non si dedica alle sculture in legno che un vecchio signore gli insegna a perfezionare. Quando c’è un concorso a scuola per la creazione più bella, Annette nota un bellissimo cavallino di legno fuori dalla casa dell’amico, che con quello parteciperà alla gara (con l’intento di volerlo regalare a Dany). Per potere vincere, Annette distrugge di nascosto la creazione di Lucien e lei si aggiudica il primo premio. I sensi di colpa la affliggono, si riavvicina al ragazzino, ma tutto si sistema davvero solo quando questi fa di tutto per fare curare Dany da un luminare che ridà al piccolo la possibilità di camminare. Tratto da Tesori tra la neve di Patricia Saint John, l’anime trasmesso per la prima volta nel 1985 è uno dei cult che racconta la doppiezza presente in ognuno di noi: bene e male si possono alternare e siamo sempre solo noi a decidere se fare prevalere la dolcezza o la collera. Lucien si prende cura di Annette. Annette si prende cura del fratellino, che si prende cura dell’ermellino Klaus. Prendersi cura degli altri fa stare bene e rende più felici.

La tv dei ragazzi poteva così raccontare storie presenti in romanzi, al fine di incentivare la curiosità per la lettura di vicende che i bambini già conoscevano dai cartoni. Niente come la letteratura può dare un insegnamento pieno di morale e di sentimenti. I piccoli eroi dei romanzi erano dei grandi protagonisti. Esattamente come la tv dei ragazzi, fatta per i piccoli ma coi caratteri della grande tv.

Massimiliano Beneggi

 

 

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