Bim Bum Bam/la storia: i cartoni soap opera

A metà anni ’80 esplosero sulle tv italiane le telenovelas e le soap opera, un genere che una decina di anni dopo avrebbe visto anche delle produzioni nostrane di successo. La tv dei ragazzi era una colonna portante delle reti commerciali, e quando diciamo che era completa è perchè realmente comprendeva tutto quello che si poteva avere: non mancavano quindi, in tal senso, nemmeno le soap opera. Naturalmente, nella forma del cartone animato.

Georgie, Candy Candy, Piccoli problemi di cuore: appassionanti anime giapponesi che raccontavano giorno dopo giorno i sentimenti non meno altalenanti di quelli di Reeva Sheeva in Sentieri, solo con molta più delicatezza. E con l’attenuante che i protagonisti fossero sempre giovani mandrilli con gli ormoni ballerini. Dopo le incertezze, che dividevano puntualmente il pubblico tra chi parteggiava per uno piuttosto che un altro spasimante, l’amore si svelava in tutta la sua essenza. I litigi cessavano, le fughe dall’altro anche, ed ecco che il sentimento si trasformava in qualcosa di puro, e naturalmente del tutto innocente per le versioni italiane. La versione soap opera è del resto quella che fece il successo anche dello stesso Kiss me Licia: il pubblico è generalmente quello femminile che, oltre ad avere una curiosità e una malizia molto diverse da quelle maschili, ha anche molta più pazienza nel seguire serie lunghe. Gli episodi di Georgie sono 45, mentre quelli di Piccoli problemi di cuore sono 76. Con Candy Candy si raggiunge l’improbabile numero di 115 episodi. Se si pensa che Chobin il marziano che pure doveva cercare sua madre, durò 26 puntate che interessarono più i maschi delle femmine, viene da chiedersi allora se il problema sia in una capacità di sintesi degli autori o piuttosto il fatto che un alieno sia più rapido nelle sue ricerche rispetto a qualunque umano. Va detto che, segretamente, tanti uomini hanno visto questi cartoni con la scusa di guardarli con le figlie per emozionarsi loro stessi.

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Georgie è una bambina abbandonata dalla madre che la affida al signor Butman: passa la sua infanzia in Australia (nel 1800 colonia inglese) con Abel e Arthur, convinta siano i suoi fratelli. Per salvare Georgie da un incidente, il signor Butman muore, e la moglie Mary che già prima mal sopportava la ragazzina, sente inasprire il suo trasporto verso la biondina. Che invece è amatissima dai suddetti fratellastri con cui gioca come un maschio rotolandosi nel fango. Abel e Arthur sono a conoscenza del passato di Georgie, al contrario della ragazzina. Quando i due fratelli, crescendo, iniziano a flirtare con lei, nascono delle violente diatribe che li allontanano e Mary spinta dal rancore rivela a Georgie la sua reale discendenza facendola così fuggire in Inghilterra, con il braccialetto che le è stato affidato in ricordo dei suoi natali. A Londra incontrerà di nuovo il nobile Lowell, già conosciuto in Australia, di cui Georgie si innamorerà perdutamente in un vortice di passione che un cartone animato non ha mai conosciuto. Lowell, però, è fidanzato con Elisa, la figlia del Duca di Dangering, e non può sottrarsi a questo legame. Mary muore di crepacuore dopo continui sensi di colpa, e se Arthur torna a casa, Abel fugge in Inghilterra per conquistare Georgie. Finito il funerale, anche Arthur va in Inghilterra per trovare Georgie e Abel, scopre accidentalmente il piano del Duca di Dangering per uccidere la regina Vittoria, di cui era stato ingiustamente accusato il conte Fritz Gerald (non gli si poteva attribuire un nome diverso?), che si viene a sapere essere nientemeno che il vero padre di Georgie. Arthur quindi viene sequestrato dal Duca. Georgie, deve lasciare Lowell dopo una fallimentare fuga d’amore in quanto lui è malato di tisi, e l’operazione per guarire sarebbe troppo costosa senza il supporto della famiglia di Elisa. Abel e Georgie quindi liberano Arthur grazie a Fritz Gerald, che nel frattempo era stato prosciolto da ogni accusa. I tre possono quindi tornare in Australia, sapendo di non essere fratelli. Come prosegue la storia dopo l’ultima puntata, quindi, è tutto lasciato all’immaginazione come in una sceneggiatura di Ivan Cotroneo: di certo i piccoli appassionati di questa soap opera possono scoprire così un mondo sentimentale che non sempre è lineare, ma può offrire colpi di scena continui. Si ride e si scherza, ma quando sono in gioco i sentimenti, ecco che parole e gesti hanno un peso specifico che è giusto calibrare ogni volta.

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Candy (che in Italia chiamiamo con il nome ripetuto due volte, privilegio concesso solo ai Duran Duran) e Annie sono due orfanelle abbandonate presso l’orfanotrofio di Miss Pony e Suor Maria. Annie viene adottata da una ricca famiglia, mentre Candy rimane sola, invaghendosi un misterioso giovane che suona per lei la cornamusa su una collina. Qualche tempo dopo anche Candy viene adottata da una famiglia nobile, i Legan, da cui viene però trattata a guisa di cameriera: l’ingresso nei Legan le consente altresì di avvicinarsi alla famiglia Andrew, di cui riconosce lo stemma uguale alla spilla caduta sulla collina al giovane suonatore di cornamusa. Candy diventa così amica dei nipoti di casa Andrew: Archie, Stear, e Anthony, somigliante a quel principe della collina incontrato anni prima con cui crescerà il sentimento di Candy. Gli Andrew adottano Candy, che intanto conosce Albert, un giovane che vive in una foresta. Durante una caccia alla volpe, Anthony muore cadendo da cavallo, e Candy distrutta dal dolore decide di tornare all’istituto di Miss Pony per poi trasferirsi a Londra, dove al collegio ritroverà Archie e Stear e diventerà amica di Patty. Si innamora di Terence creando non poche invidie: la sua felicità infatti non piace a Iriza Legan che la fa espellere dall’istituto, mentre il fidanzato parte per la sua esperienza di attore. Nel dramma del Primo Conflitto Mondiale, Candy capisce che la sua missione, negli USA, è fare l’infermiera. Nell’ospedale di Chicago ritrova il suo amico Albert che, ferito in combattimento, soffre ora di amnesia, e lei decide di prendersi cura di lui. Terence la invita alla prima di uno spettacolo, ma lì Candy scopre che il fidanzato è vittima di un ricatto morale da una ragazza che ha perso una gamba per salvarlo dalla caduta di un riflettore. Per evitare il minacciato suicidio della ragazza, invaghita anch’ella di Terence, Candy torna a Chicago interrompendo la relazione con l’attore. Stear muore in guerra, mentre Albert, che ha ritrovato la memoria è scomparso. I Legan tramano per combinare un matrimonio tra il figlio Neal e Candy su consenso dello zio William Andrew. Ma qui arriva il colpo di scena finale: William è in realtà Albert, che è poi anche il ragazzo con la cornamusa. Lui ha sempre vegliato su di lei e l’ha protetta in ogni istante, e anche alla fine quindi evita il matrimonio combinato.

Miki è una ragazza di 15 anni, che rimane sconvolta dalla dinamica che porta al divorzio i suoi genitori: si sono infatti scambiati i partner con una coppia conosciuta alle Hawaii. L’altra coppia ha un figlio, Yu, della stessa età di Miki, delle cui battute la ragazzina è continuamente vittima. Dietro a quell’atteggiamento, naturalmente, si cela un innamoramento del ragazzo, che presto viene ricambiato da Miki. Ginta è l’ex fidanzato della ragazza, con cui è rimasto in ottimi rapporti giocando insieme a tennis; anche Yu ha una amica che provocherà tante gelosie in Miki, si tratta di Arimi. E’ molto probabile ci sia un’influenza del successo di Georgie in questo anime, infatti anche Yu è alla ricerca del suo vero padre, che a un certo punto sembra potere essere il padre di Miki. Il successo del cartone indusse anche in questo caso Mediaset a ragionare su una versione con personaggi veri, ma non si concretizzò mai. Storico l’episodio di censura italiana in cui Miki, anziché avere il ciclo mestruale come era nell’originale, fu semplicemente indisposta per un’influenza durante tutta la puntata.

La tv dei ragazzi non perdeva mai di vista le esigenze del pubblico, che voleva sentirsi grande e non perennemente trattato con quelle frasi ai limiti dell’infantilismo neonato che torneranno anni dopo coi Teletubbies. I bambini volevano le telenovelas, e così arrivavano i cartoni sul genere fotoromanzo. L’ironia sottile nella scrittura dei testi testimoniava lo spirito con cui andavano prese le storie. La tv dei ragazzi era per piccoli, ma aveva i caratteri di una grande tv.

Massimiliano Beneggi

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