È in scena fino al 3 dicembre al Teatro Manzoni di Milano, La strana coppia (produzione Francesco e Virginia Bellomone Virginy L’Isola trovata) di Neil Simon, con traduzione e adattamento di Gianluca Guidi. Ecco la recensione.

IL CAST
Gianluca Guidi, Giampiero Ingrassia, Giuseppe Cantore, Riccardo Graziosi, Rosario Petix, Simone Repetto, Claudia Tosoni, Federica De Benedditis. Regia di Gianluca Guidi.
LA TRAMA
Oscar, dopo la separazione dalla moglie, è ormai uno scapolo convinto e disinvolto tra serate mondane e partite a poker con gli amici. Ha perso totalmente il senso della famiglia, nonché la sua credibilità presso il figlio. A una delle consuete serate con gli amici, Felix è in ritardo: giunge notizia che anche lui sia stato separato dalla moglie. Quando arriva, si mostra depresso e Oscar gli offre la possibilità di intrattenersi da lui per unire le due solitudini dopo i fallimenti dei rispettivi matrimoni. Sarà una scelta infelice: l’amicizia entrerà in crisi vedendo scontrarsi due caratteri completamente opposti tra loro. Felix infatti non tollera il disordine e la vita dissipata di Oscar, che a sua volta si indispone per la precisione maniacale dell’amico, eccessivamente attento a fare mestieri e preparare da mangiare. Uno non dimentica la moglie, l’altro ha scordato persino di fare il padre. Sarà una serata con due ragazze cinesi del piano di sopra a dare la svolta decisiva al rapporto, nel modo che nessuno dei due osava intraprendere.
LA MORALE
Preferite la velocità o la precisione?, chiede uno degli amici al tavolo di poker a inizio spettacolo, mentre gli altri lamentano la sua lentezza nel mescolare le carte. Ecco, in quella frase è sintetizzata la diversità di atteggiamenti di Oscar e Felix, che poi è quella che molti di noi si sono trovati a gestire almeno una volta nella vita. Difficile fare una scelta radicale che escluda una delle due possibilità, perché il giusto sta sempre nel mezzo che equilibra le cose. Per dirla come una famosa canzone di Celentano, due caratteri diversi prendon fuoco facilmente, ma divisi siamo persi: la strana coppia descritta da Neil Simon vive proprio quello stato d’animo, perché l’amicizia non è poi molto diversa dall’amore. Ci si trova bene, quindi ci si avvicina, infine si esagera e si esaspera il rapporto: però la maturità del tempo fa comprendere i propri difetti che si è imparato a gestire grazie all’altro, anche inconsapevolmente.

IL COMMENTO
Un caposaldo del teatro torna al Manzoni con alcuni accorgimenti che rendono la trama ancor più comica, pur mantenendo il finale romantico. Si ride per tutto lo spettacolo, anche insieme agli stessi attori che talvolta non riescono a fermare il loro divertimento. Sul palcoscenico c’è un gruppo affiatato, che mantiene un ritmo altissimo, quasi cinematografico. Va apprezzata anzitutto la coralità degli amici del poker e delle due ragazze cinesi (in realtà attrici italianissime), che uniscono le loro voci, quindi si controbattono con una rapidità e una perfezione di tempi che testimoniano mesi e mesi di prove. La strana coppia di Neil Simon è una di quelle commedie che dovrebbero essere obbligatoriamente riviste con una cadenza costante: troppo spesso, cercando la perfezione negli altri che vorremmo a nostra immagine e somiglianza, ci dimentichiamo di vivere con serenità ciò che ci potrebbe dare una mano a capire qualcosa in più di noi stessi.
IL TOP
Gianluca Guidi è a dir poco formidabile: costruisce uno spettacolo pieno di ritmo e lo interpreta con la sua inconfondibile verve che lo fa essere attore e cantante con il medesimo talento nelle due arti. Il senso che ha lui del palcoscenico in pochi lo possono vantare. Sembra sempre molto serio in quel che dice il suo Oscar, e infatti si ride seriamente con lui ma anche con Ingrassia. Perfetto nella parte del preciso maniacale (che riesce a interpretare in modo completamente diverso da quello già impersonato due anni fa ne La piccola bottega degli orrori). La straordinaria gestualità e la capacità di Guidi e Ingrassia a passare da un modo di parlare a un altro improvvisamente, dona continuo colore a due personaggi che sanno fare propri, evitando accuratamente ogni tipo di confronto con le precedenti versioni dello spettacolo (che probabilmente oltretutto vincerebbero). Nessuno osi parlare di loro come di due figli d’arte: non perlomeno come se si trattasse di una colpa, per i quali doverli confinare in un ampissimo gruppo che annovera anche gente senza talento. Tuttavia nessuno, vedendoli sul palcoscenico prima ancora che su Wikipedia, potrà negare che i due siano nati con e per lo spettacolo. Meritevoli come nessun altro di carriere così brillanti. Lo confermano oggi che sono adulti amici tra loro: Guidi e Ingrassia sono così spettacolari perché sono cresciuti con lo spettacolo in casa.

LA SORPRESA
A testimonianza di questa volontà di interpretare lo spettacolo a tutto tondo, alcuni espedienti coinvolgono ancora di più il pubblico. Su tutti, la scelta di non creare un buio sul palco ogni volta che c’è da inserire o togliere qualche oggetto dalla scena: i macchinisti entrano e lavorano in diretta davanti al pubblico. È un modo di far vivere il teatro senza filtri a una platea che ogni volta non vede l’ora di scoprire i segreti del palcoscenico. Questo è lo spettacolo: giusto goderlo dall’inizio alla fine in ogni dettaglio. Tra gli attori, tutti bravissimi come detto, occhio a Claudia Tosoni: spiritosa, divertente, attenta. Sentiremo parlare sempre di più di lei.
Massimiliano Beneggi