Il Mecenate APS riapre il sipario del Teatro Delfino di Milano con il cartellone 2023/2024. Si parte, dal 24 al 26 novembre, con Telepathy, il nuovo spettacolo del più grande mentalista d’Italia, Francesco Tesei. Così è stato definito da Vanity Fair.
L’artista lavora infatti dal 1991 in tutto il mondo, visitando con i suoi spettacoli oltre 30 paesi, e in Italia ha collezionato trofei e riconoscimenti.

Dopo Mind Juggler, il suo spettacolo d’esordio che ha venduto più di 120.000 biglietti, Francesco Tesei torna al Teatro Delfino, con Telepathy, nato dal bisogno di un contatto con le persone a seguito del periodo di distanziamento sociale, da poco vissuto.
Con questo spettacolo il mentalista spera di accorciare le distanze tra le persone, tornando a giocare con interazioni fondate sulle parole ma anche su gesti, azioni, respiri e sorrisi. Per gettare la maschera, vivere emozioni reali e non virtuali, e costruire assieme alla partecipazione attiva del pubblico qualcosa che potremmo definire con un neologismo: telempatia.
Nessun potere sovrannaturale o paranormale, dunque, ma solo il desiderio e il bisogno di ricominciare a condividere esperienze tipicamente umane, come la meraviglia e lo stupore, in maniera empatica.
In Telepathy Tesei incarna la fragilità della condizione dell’uomo in relazione al contesto attuale, approcciando il tema in maniera trasversale ed allegorica attraverso continui riferimenti ad un personaggio fondamentale della drammaturgia: l’Amleto, riflesso e simbolo dell’incertezza di un’epoca altrettanto sospesa tra un “prima” e un “dopo”.
Come tutti noi, anche Amleto è smarrito e confuso. Anche impaurito, forse. Agli occhi degli altri personaggi Amleto sembra impazzito, ma solo perché l’uso sistematico e coraggioso del suo pensiero appartiene quasi completamente al domani, e per questo sembra rivolgersi a tutti noi. Soprattutto ai giovani del nostro presente, ai quali è affidato il compito di rimettere in sesto un mondo che è, come lo descriverebbe Amleto, Out of joint, cioè “fuori squadro”.
Allo stesso modo, anche il mentalista deve trovare nuove risorse per ricominciare, dopo mesi di “isolamento” che sembrano aver messo a dura prova la sua stessa mente e il suo spirito. Appare infatti a tratti quasi delirante e dissennato, eppure – come dice Polonio riferendosi ad Amleto – “Sebbene questa sia pazzia, c’è però del metodo.”
Comunicato stampa ufficiale