Non ce ne vorrà Anna Mazzamauro, se oggi 1 dicembre festeggiamo il suo compleanno. Non ce ne vorrà anche se è poco elegante ricordare l’età di una signora (che infatti non diremo). Ma quando l’energia è ancora quella di una ragazzina e il talento non smette di sorprendere, fare gli auguri per un compleanno importante diventa di buon auspicio per tutti.

Anna Mazzamauro è un’attrice straordinaria, che ha cominciato la sua carriera in teatro sin dagli anni ‘60. Anzi, per essere precisi, nel suo teatro. Perché in effetti nel 1965 fu proprio lei ad aprire il Carlino, un piccolo teatro nel centro di Roma (poi andato purtroppo distrutto in un incendio tre anni dopo) che fungeva da vero e proprio laboratorio in cui si esibivano sin da subito grandi artisti. Tra questi i Vianella, Bruno Lauzi ed Elio Pandolfi.

Carriera strepitosa quella di Anna Mazzamauro, rigorosamente nata a teatro, tuttavia confinata popolarmente in un unico grande ruolo: la signorina Silvani, amore proibito di Fantozzi. È letteralmente impossibile parlare di Anna Mazzamauro senza fare riferimento a quella straordinaria maschera che Paolo Villaggio le affidò e che lei ha saputo caratterizzare in modo unico. La Signorina Silvani è l’emblema di una arroganza e contemporaneamente di una simpatia da cui siamo attratti: come si fa a non amare quel personaggio, tanto insensibile quanto pieno di verve e di un’autostima esagerata? Se ancora oggi la collega meno avvenente ma più spregiudicata, ci ricorda la signorina Silvani, il merito è tutto di Anna Mazzamauro che (come accaduto con Filini, interpretato da Gigi Reder) è sempre stata l’unica a dare il volto a quella volgare e altrettanto divertente Miss Quarto Piano (come veniva definita sin dal primo Fantozzi).

Non è poco sapere creare una maschera cinematografica, senza la quale Fantozzi avrebbe perso di forza. Eppure nel caso di Anna Mazzamauro è decisamente limitativo parlare sempre solo di quel ruolo: potrebbe sembrare che il successo arrivi da una caratterizzazione unicamente fisica, ma è tutt’altro che così. Non va dimenticato che l’attrice romana ha recitato (e cantato) anche nella commedia musicale col Quartetto Cetra e Mina, Non cantare, spara. Ha interpretato Anna Magnani a teatro, in uno spettacolo a lei dedicato già prima della sua morte. Ad oggi è l’unica donna nel mondo ad avere avuto il coraggio (e il talento) per impersonare il ruolo di Cyrano de Bergerac. Anna Mazzamauro, dunque, deve molto alla popolarità regalatole dalla signorina Silvani, che l’ha portata anche a essere protagonista in tv (tra i tanti varietà, si ricordi Grand Hotel). Quel personaggio, però, non sarebbe mai arrivato se Federico Fellini non avesse potuto apprezzarne le doti teatrali per presentarla all’amico Paolo Villaggio.

Un personaggio, però, diventato talmente forte da superare la notorietà della stessa attrice: un problema, del resto, di cui fu schiavo per certi versi lo stesso Villaggio coi suoi Fantozzi e Fracchia. A proposito, la signorina Corvino di Fracchia la belva umana era sempre interpretata da Anna Mazzamauro. Questo per ricordare che, sebbene circoli da tempo sul web la voce per cui tra i due non vi fosse un gran rapporto, Villaggio la stimava al punto da volerla con sé in ogni pellicola di successo. Quelle voci sono cresciute dopo un’intervista rilasciata dall’attrice in cui dichiarava che Villaggio fosse poco propenso ad amicizie fuori dal lavoro: in ogni caso, qualunque sia stato il loro rapporto ha contribuito a realizzare una delle accoppiate più incredibili nella storia del cinema. Indimenticabile anche la loro reunion nel doppiaggio di Senti chi parla 2.

Presente in otto su dieci film della saga, la signorina Silvani di Anna Mazzamauro (signora Calboni nel secondo episodio) oggi potrebbe essere rivisto come la rivendicazione femminile di chi sfrutta a sua volta il proprio fascino sugli uomini (che rifiuta regolarmente) per ottenere da questi tutto quello che vuole. I suoi “Merdaccia” e le labbra vogliose ammiccanti sono leggenda dello spettacolo italiano. Un personaggio dalle mille sfaccettature che resterà sempre attuale. Appunto perché non è un personaggio cinematografico, ma una vera maschera.

Grazie a Paolo Villaggio ma, soprattutto, ad Anna Mazzamauro che, da qualche anno, ha dedicato al personaggio cinematografico anche un divertente monologo teatrale Com’è ancora umano lei, caro Fantozzi, in cui è accompagnata persino in alcune performance da un pianista.

Massimiliano Beneggi

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