Si intitola Matti la celebre sigla di Ciao Darwin, che da venticinque anni ormai è diventata assoluta leggenda della televisione italiana. Come si diceva ai tempi di Sarabanda, il pubblico sarebbe capace di “indovinarla con una” (nota). Basta il primo accordo di archi perché si possa immediatamente capire di quale canzone si tratti. Chi non ha mai pensato a frasi come “Se l’occhio andrà d’accordo col cervello, se il cuore ci dirà la verità” o “Grazie ad una mela siamo entrati nella storia” per giustificare la follia umana, che ci rende tanto piccoli quanto grandiosi a seconda delle situazioni? Una sigla insomma diventata un vero e proprio inno, dalla natura molto più filosofica di quanto il suo ritmo allegro e divertente non possa dare a immaginare. Ma è Matti a dovere tutta la sua popolarità a Ciao Darwin o viceversa? Certamente entrambi.

Non si può negare la forza televisiva per questo brano di Renato Zero, che la compose insieme al Maestro Renato Serio nell’ormai lontano 1998: se non fosse divenuta sigla di Ciao Darwin, difficilmente tutta Italia ne conoscerebbe ogni singola sfaccettatura, comprese parole e intermezzi di arrangiamento. D’altra parte bisogna ammetterlo: alla canzone associamo immediatamente anche le immagini delle due squadre che entrano in studio iin fila indiana avvicinandosi alle rispettive postazioni, con tanto di pubblico festante e corpo di ballo a creare l’atmosfera del varietà. Ciao Darwin è uno dei pochissimi programmi ad avere ancora una sigla che possa essere considerata tale, senza ridursi a un breve jingle. Quelle belle sigle a cui eravamo abituati un tempo, con i titoli di testa e una canzone da potere imparare a memoria.

Va però ammesso che la sigla Matti sia già essa stessa parte integrante della trasmissione. Talmente bella e coinvolgente da diventare persino uno dei momenti più affascinanti del programma. Un simile approccio è venuto meno proprio coi programmi che nacquero dopo il 1998: fino a quel momento, a partire da Zum Zum Zum in avanti, le sigle avevano avuto sempre una durata talmente valida da rendersi parti essenziali delle trasmissioni. Ecco perché, in fondo, il successo del programma a sua volta deve molto all’orchestrazione di questa straordinaria sigla.

A cantare, vi sono proprio Paolo Bonolis e Luca Laurenti. Tutto nacque nel 1998, quando Paolo Bonolis conduceva Un disco per l’estate per il secondo anno consecutivo insieme a Renato Zero. I due già da tempo erano molto amici e quell’avventura insieme nella kermesse estiva servì a cementare il loro rapporto di stima reciproca. Così Bonolis gli chiese espressamente di comporre la sigla di Ciao Darwin, che avrebbe preso il via di lì a pochi mesi: a chi chiedere una canzone del genere se non a uno che ha sempre fatto della Zerofollia la sua cifra artistica ed esistenziale principale? Sarebbe tuttavia stata incisa da Zero, come singolo, solo dopo un anno insieme alla canzone Il coraggio delle idee.

E di coraggio nelle idee ce ne vuole molto per comporre una canzone come Matti, che racconta le tantissime contraddizioni della natura umana, mai davvero centrata in un’unica realtà, perché Madre Natura ci mette da sempre alla prova con mille diversità a cui far fronte. E’ questa, in fondo, la filosofia stessa di Ciao Darwin. Ecco dunque il testo completo di Matti, dove si ravvisano autentiche perle poetiche per descrivere il bugiardo e trasformista opportunismo umano (Spariamo dei sorrisi, degli alibi perfetti, colletti inamidati dai trascorsi assai sospetti..).

Matti
Sono tutti matti
Urliamo, c’insultiamo, da nevrosi siamo afflitti
Spariamo dei sorrisi
Degli alibi perfetti
Colletti inamidati dai trascorsi assai sospetti
Siete tutti matti
Fuori ogni misura
Ma senza questa traccia anche per voi sarebbe dura
Fragili ed inetti
Bugiardi, trasformisti
Nella vostra trappola ci siam caduti tutti
Sono tutti matti
Matti

Sciocchi o intraprendenti, vere oppure appariscenti
Decidiamo che destino avremo mai
Se l’occhio andrà d’accordo col cervello
Se il cuore ci dirà la verità
Teneri, incompresi, a quelle labbra ancora appesi
Questa guerra è bella ma ci esaurirà
Uomini, che fantasia
Donne anche voi, che imprudente bugia
Matti
Senza via d’uscita
Ogni sistema è buono per fregare questa vita
Barche senza remi, asciutti temporali
Frammenti d’infinito, in balia dei cellulari
Sono tutti matti
Matti proprio tutti
Buoni solamente a strofinarsi dentro i letti
Studi della storia
Vittime in carriera
Tra la risata e l’altra siamo entrati nel duemila
Sono tutti matti
Matti
Matti

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