È la settimana del Don Carlo di Giuseppe Verdi. La settimana della Prima alla Scala, ossia l’evento per eccellenza del teatro italiano. Il prossimo 7 dicembre andrà in scena quindi lo spettacolo che apre ufficialmente la stagione del Teatro alla Scala di Milano. L’evento sarà trasmesso in diretta su Raiuno, Rai 5 e Radio Rai 3.. Scopriamolo insieme.
Anzitutto per la prima volta l’appuntamento sarà trasmesso dalla Rai in 4K, con dieci telecamere in alta definizione e il supporto di 45 microfoni tra palcoscenico e orchestra, quindi altri 15 per i solisti. Per il pubblico non vedente sarà possibile attivare su Rai Play un canale dedicato con l’audio descrizione dello spettacolo in diretta. La regia è di Lluis Pasqual, la direzione d’orchestra è del Maestro Riccardo Chailly.

L’anteprima e momenti di intervallo saranno condotti in tv da Milly Carlucci con Bruno Vespa, mentre i collegamenti dal foyer del teatro saranno ad appannaggio di Serena Scorzoni.
È la settima volta che il Don Carlo apre la stagione della Scala di Milano: la prima fu nel 1878, l’ultima nel 2008. Quella che suscitò più polemiche, però, risale al 1992: la regia era di Franco Zeffirelli, la direzione d’orchestra di Riccardo Muti. Sul palcoscenico, Luciano Pavarotti ebbe un calo di voce e il pubblico fischiò apertamente ben prima della conclusione dello spettacolo.

Ma di cosa parla Don Carlo? Qual è la sua trama?
Anzitutto va detto che Giuseppe Verdi compose quest’opera, ispirandosi a un lavoro di Schiller, tra il 1864 e il 1866 su precisa richiesta, a Parigi: lì venne quindi eseguita per la prima volta nel 1867 (qualche mese più tardi arrivò in Italia al Teatro Comunale di Bologna).
La trama racconta la storia di Don Carlo ed Elisabetta, coetanei rispettivamente eredi dei reali di Spagna e Francia: siamo quindi nel XVI secolo. I due sono promessi sposi per portare la pace tra i loro Paesi: si conoscono, si innamorano, ma ecco che ancor prima del loro matrimonio scoppia la pace tra Spagna e Francia, che nel frattempo hanno cambiato gli accordi. A sposare Elisabetta non sarà Don Carlo, ma suo padre Filippo II (a quell’epoca anche Duca di Milano), divenuto vedovo già in due occasioni (lo diventerà per altre due volte, sopravvivendo a quattro mogli). Nel frattempo Don Carlo, gettato nella disperazione perché la sua promessa sposa è divenuta la sua matrigna, è chiamato anche a difendere la popolazione fiamminga dalla dura politica del padre, per nulla libertaria. Si acuisce così il livore di Carlo verso Filippo II, che teme un amore tra il figlio ed Elisabetta e decide di farli sorvegliare. Arriverà anche un inganno, in cui si proverà a far credere a Carlo di trovarsi di fronte all’amata Elisabetta in una festa nella quale, invece, sotto le vesti della regina ci sarà la principessa di Eboli. Don Carlo difenderà il popolo fiammingo minacciando il padre con una spada, venendo fermato solo dall’amico Rodrigo. A quel punto la situazione precipita: Carlo e Rodrigo sono ormai condannati alla morte, mentre la Eboli, che non ha accettato il rifiuto di Carlo, prova a far credere a Filippo che tra Elisabetta e Carlo vi sia una relazione, ma dovrà ammettere la sua colpa. Rodrigo si addossa tutta la responsabilità della sommossa nelle Fiandre, in modo da salvare l’amico Carlo e il futuro della Spagna. In un colpo di archibugio, viene ucciso pertanto Rodrigo, mentre il popolo avanza una rivolta affinché venga liberato don Carlo, rinchiuso in una prigione da Filippo (le cui decisioni politiche sono in realtà ormai nelle mani del Grande Inquisitore della Chiesa). Una volta liberato, davanti alla tomba del nonno Carlo V, il giovane erede di Spagna si abbraccia per l’ultima volta con Elisabetta: quel momento tuttavia viene colto di sorpresa da Filippo, che minaccia una doppia vendetta. Ecco però che dalla tomba emerge proprio Carlo V, creduto morto fino a quel momento, che porta via il nipote ripetendo che “solo in cielo si può trovare pace”.

Il finale è ovviamente un’invenzione fantasiosa di Giuseppe Verdi, per creare una metafora del nonno che accoglie in cielo il nipote don Carlo, la cui morte sarà tra le cause scatenanti della Guerra degli Ottant’anni dei Paesi Bassi contro la Spagna.
Una storia cruda, di un rapporto complicatissimo tra un figlio, che crede nella libertà e nell’amore, e un padre collezionista di matrimoni interessati politicamente e unicamente proiettato ad avere il controllo sul mondo. Nel mezzo, la figura di Elisabetta, i cui sentimenti non sembrano interessare granché Filippo, destinata a un futuro per nulla rispondente ai suoi ideali. Elisabetta non venne poi condannata dal re di Spagna, ma morì comunque giovanissima.
Giovedì 7 dicembre Don Carlo sarà in onda su Raiuno e Rai 5 dalle 17.45.
Massimiliano Beneggi