Da lunedì 11 dicembre, tornano dietro al bancone di Striscia la notizia Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti. Sarà un record: per loro infatti inizia la trentesima stagione insieme nel tg satirico di Canale 5.

Iniziarono in effetti nel settembre 1994, con Iacchetti proveniente dai salotti di Maurizio Costanzo e Didomenica, oltre che dalle sue celebri canzoni bonsai che interpretava nei cabaret milanesi. Ezio Greggio, invece, era già padrone di casa a Striscia, con diverse edizioni all’attivo. Da quel momento nessuno li avrebbe divisi, perlomeno mai per sempre. Entrambi hanno dovuto più volte abbandonare il programma per impegni cinematografici o teatrali, lasciando così spazio ad altri personaggi che affiancassero il collega (si pensi a Lello Arena, Michelle Hunziker, in ultimo l’anno scorso anche Enrico Beruschi). In tutte le edizioni, però, almeno un periodo ad appannaggio della coppia Greggio-Iacchetti c’è sempre stata. E ha sempre rappresentato il meglio di Striscia la notizia.

Tante le risate (spesso sorprese anche nei fuorionda) tra i due, ma soprattutto i tormentoni.

Il vero re dei tormentoni di Striscia è senza dubbio Ezio Greggio coi suoi “Una notizia da leccarsi le orecchie”, “È lui o non è lui, certo che è lui”, “Sarà vero, sarà falso? Sarah Ferguson”, “Ma cosa dico questo…questo!”. Tuttavia, con alcuni tormentoni ha coinvolto anche il collega Iacchetti.

Nell’ordine primo che ricorderemo è il “Bau Bau Micio Micio”, tirato in ballo proprio da Enzo Iacchetti e poi riutilizzato per giustificare un pronostico in realtà mai realizzato sul Festival di Sanremo. Era il 1997: Striscia la notizia, forte di un pronostico azzeccato l’anno prima con un clamoroso gioco enigmistico che anticipava la vittoria di Ron, ci ritentò l’anno dopo. Obiettivo: dimostrare che il Festival fosse truccato. Così, intervistando i Jalisse e chiedendo loro come si chiamasse la loro canzone, il duo disse “Micio micio bau bau”. Quando il sabato sera Ezio Greggio chiese a Iacchetti chi avrebbe vinto il Festival di Sanremo, Enzino rispose “Bau bau micio micio”. Per Striscia (ma soprattutto per il suo deus ex machina, il volpone Antonio Ricci) fu sufficiente a dire a gran voce che il risultato del Festival fosse già scritto, e pazienza se in realtà erano stati invertiti il bau bau e il micio micio.

Impossibile dimenticare anche “E allora”, “Cosa c’è cosa c’è cosa c’è”, “Eh no eh no eh no”, “Siamo ragazzi”, “Ciapet”, “Che roba che roba che roba”, “Ciao mamma” (poi trasformato in “ciao Nereus”, dedicato al padre di Ezio Greggio). Oltre al grido (più di Greggio per la verità), “Le veline!”. Tutti tormentoni senza un senso specifico, ma che denotano un clima di leggerezza e amicizia tra Greggio e Iacchetti: ogni parola, anche la più semplice, se ripetuta tre volte consecutive da loro due, diventa estremamente comica. Sorprendenti e divertenti da sempre, ormai Greggio e Iacchetti sono assolutamente di casa per tante famiglie italiane. Bentornati allora, da lunedì 11 dicembre li aspetteremo a braccia aperte!

Massimiliano Beneggi

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