Va in onda mercoledì 20 dicembre People From Cecchetto: in prima serata su Raiuno è in arrivo dunque un grande speciale dedicato al più forte talent scout italiano.
Claudio Cecchetto rimbalza la definizione di “documentario”, in quanto a essere passato alla storia più che lui stesso è ciò che ha fatto. Comunque la si voglia mettere, Claudio Cecchetto è una pietra miliare del nostro spettacolo, senza cui tutto sarebbe stato diverso.

La sua carriera è nota a tutti, perlomeno fino alla generazione Millennials. People From Cecchetto sarà l’occasione per raccontarla anche ai più giovani, partendo proprio dai prodotti artistici in carne e ossa che, lanciati dal dj, testimoniano la lungimiranza di un uomo che conosce la musica come le sue tasche. Unico assente, Max Pezzali, con cui avvenne la rottura un anno e mezzo fa proprio poco prima del grande concerto di San Siro voluto fortemente dallo stesso Cecchetto. Cosa sia accaduto tra i due ancora non è dato sapere: si parlava di questioni economiche, ma nessuno ha mai confermato. A quanto si può intuire, con il passare degli anni sono cambiati gli staff e le idee non sarebbero più andate sulla stessa lunghezza d’onda. In ogni caso, Cecchetto ora nelle interviste parla di Pezzali come di un ingrato, ma si capisce che c’è più delusione che rabbia nelle sue parole. La storia però è quella nota: fu Cecchetto a fare degli 883 un fenomeno musicale imprescindibile degli anni ‘90.
Dunque in People From Cecchetto (il titolo ricorda un successo di Sandy Marton che, nel 1984, rappresentò il primo talento lanciato da Claudio che, in quel momento diventò un produttore), spazio a tutti quelli che invece sanno riconoscere i meriti di chi li ha scoperti. A partire dai protagonisti della Deejay Television, poi diventati fondamentali nel nostro spettacolo: Jovanotti, prima come dj quindi come rapper, Fiorello, Amadeus, Daniele Bossari, Fabio Volo. E ancora altre scoperte musicali: Sabrina Salerno, Tracy Spencer, Francesco Facchinetti.
Quella di Claudio Cecchetto e dei suoi prodotti artistici è una bella storia, che fa comprendere quanto sia importante nella vita trovare la persona in grado di far esprimere a ciascuno il suo talento.
Riassumiamo brevemente la carriera. Dj nelle discoteche milanesi, iscritto a Scienze alimentari, nel 1975 abbandona subito l’università per dedicarsi solo alla musica. Quindi entra a Radio Milano International, viene scoperto da Mike Bongiorno che lo vuole a TeleMilano per condurre Chewin Gum. Bastano alcune presenze a Discoring per convincere la Rai ad affidargli la conduzione del Festival di Sanremo a soli 27 anni. Presenta tre edizioni consecutive tra l’80 e l’82, che aiutano a rilanciare la kermesse dopo la crisi degli anni ‘70. Diventa un personaggio televisivo e musicale assoluto, nasce il boom Cecchetto: conduce Fantastico, Viva la voce (per sei anni), Premiatissima, Festivalbar, Azzurro, Castrocaro, Popcorn. Inventa una canzone che non cerca assiomi filosofici, ma efficace per far ballare gli italiani: Gioca Jouer entra nella storia della discodance. E soprattutto, nel 1982, fonda Radio Deejay, dove chiama tra gli altri a lavorare con lui anche un ex collega di Milano International: Gerry Scotti. Nel 1984, come si diceva, la svolta da produttore: crea l’etichetta Ibiza Records e lancia Sandy Marton. Due anni dopo si ripete con Sabrina Salerno, che fa partire il tormentone (più da guardare che ascoltare) Boys Boys.
Dunque mercoledì sera un grande tuffo negli anni ‘80, per celebrare la genialità di uno scopritore di talenti che non ha mai lesinato la possibilità di mettere i giovani in primo piano anche a suo discapito, nemmeno negli anni d’oro. Cecchetto da oltre trent’anni è più dietro le quinte che davanti: eppure c’è sempre ed è evidente. Il suo modo di fare spettacolo si incontrò con quello di Mike Bongiorno e Silvio Berlusconi: tanto show all’americana, con la capacità di osare laddove nessun altro ci avrebbe creduto. Chi, per esempio, prima di allora, avrebbe mai potuto immaginare un animatore turistico diventare quel fenomeno televisivo che tutti oggi conosciamo?
Cecchetto è un inventore dello spettacolo a cui ci siamo abituati bene per tanti anni, prima della trap insomma. Giusto allora il riconoscimento della Rai in prima serata. Ma ora non sarebbe il caso di chiamarlo per un’ospitata all’ultimo Festival (almeno per ora) di Amadeus?
Massimiliano Beneggi