Questa sera alle 21 su Raitre va in onda La vita è meravigliosa, film del 1946 diretto da Frank Capra con protagonista James Stewart.
Vincitore di un Golden Globe per la miglior regia e candidato a cinque Oscar (tutti persi), La vita è meravigliosa vede tra i doppiatori anche un giovanissimo Alberto Sordi, che aveva già alle spalle anche tale esperienza nei film di Stanlio e Ollio.

Il film è una bella storia, in cui si cita anche un po’ di letteratura: c’è infatti il regalo del libro di Tom Sawyer ad attendere il protagonista alla fine del film e il suo rivale in economia è tale Potter, dai tratti che rimarcano molto lo Scrooge di Charles Dickens.
Tanta cultura dunque ha aiutato la sceneggiatura del film. Vogliamo però concentrarci sull’influenza che ebbe a sua volta questa pellicola nella nostra cultura. Come? Musicalmente.
La trama della scena centrale da cui scaturisce la rinascita del protagonista George, infatti, non è nuova agli appassionati di musica. Riassumiamola brevemente: un imprenditore (George appunto) che ha sempre pensato prima agli altri e solo in un secondo momento a se stesso, è in preda allo sconforto e progetta di buttarsi da un ponte. Le preghiere dei suoi amici (che poi alla fine del film faranno trovare in una cesta a George i soldi necessari a risalire la china) sono però forti. Al punto che arrivano fino in cielo. Dio manda così sulla Terra un angelo custode senza ali. Questi convince il protagonista a non compiere quel gesto, mostrandogli una vita parallela, mai realizzata, che si sarebbe concretizzata senza lo stesso George.
Tutto sarebbe stato peggiore, altroché vita inutile quindi quella foto George, che si rende conto così della bellezza della vita e delle sue sfumature. L’angelo lo porta così a scoprire quanto il mondo sia…meraviglioso. Compiuta la sua missione, l’angelo di seconda classe conquisterà le ali per diventare di prima classe.

Orbene, questa è di fatto la storia di Meraviglioso di Domenico Modugno. La canzone, poi ripresa dai Negramaro nel 2008, partiva proprio dallo stesso assunto narrativo, solo che nel suo caso l’angelo si configurava in un uomo che passava sul ponte. Nel film, invece, l’angelo si butta in acqua ad aspettare lo stesso George per salvarlo.
In ogni caso l’influenza è evidente, la fortuna simile. Il brano di Modugno divenne pietra miliare nella nostra canzone, anche se non nel momento in cui lo si voleva lanciare. Era infatti il 1968: Modugno presentò la canzone al Festival di Sanremo. Appena un anno prima, però, era morto in tragiche e irrisolte circostanze Luigi Tenco. Presentare una canzone su un suicidio, proprio a Sanremo, appariva dunque fuori luogo. Per questo Meraviglioso fu scartata dalla commissione per il primo dei tredici Festival di Pippo Baudo.
Erano anni in cui Modugno stava entrando in crisi sotto il punto di vista delle vendite di dischi. Questo brano, scritto con Riccardo Pazzaglia, non ebbe subito il successo che meritava: a Sanremo Modugno ci andò con la canzone Il posto mio, interpretata anche da Tony Renis (autore del brano insieme a Testa). Non arrivò nemmeno alla finale.
Così dichiarò in tarda età Domenico Modugno in una intervista: “Meraviglioso non fu capita immediatamente, e Renzo Arbore lo ha riconosciuto di recente in una trasmissione televisiva confessando che anche lui si adoperò nella giuria dell’epoca perché la canzone venisse scartata, in quanto non adatta al Festival di Sanremo. Lo stesso Arbore l’ha poi indicata come la sua canzone preferita attuale”. Così, un brano nato dal cinema ed emerso in sordina non proprio sotto i migliori auspici, divenne uno dei brani più iconici della carriera di Mister Volare.
Stasera dunque tutti sintonizzati su Raitre, perché La vita è meravigliosa è un film che, ispirato al romanzo The Greatest Gift di P. Van Doren Stern del 1939, sa raccontare quanto l’amicizia e l’amore di chi ci vuol bene sia fondamentale per capire il valore della vita. Ma soprattutto è, inconsapevolmente, anche una pietra miliare per la nostra stessa musica italiana Essere falliti è altra cosa nella vita: Modugno lo seppe trasformare in canzone.
Massimiliano Beneggi