Con Wish, il nuovo film d’animazione Disney uscito il 23 dicembre, il cinema può tornare a sognare. In tutti i sensi.

Cominciamo da quello più pratico: anziché perdere ore ed ore sulle piattaforme on demand, a selezionare quale film guardare nell’eccessiva scelta a disposizione, un classico Disney rappresenta sempre una certezza. Ecco dunque una buona occasione per riempire le sale cinematografiche, vivendo la magia del Natale e restituendo un senso alla qualità della settima arte.

Poi c’è un senso legato al contenuto del film, che parla appunto di sogni.

In breve, la trama può essere riassunta in questo modo: il re Magnifico ha fondato, con sua moglie Amaya, il regno di Rosas, dove ogni mese si tiene una cerimonia che raduna il popolo, pronto a farsi esaudire i desideri dal sovrano. Magnifico, infatti, ha poteri magici in grado di soddisfare le richieste delle persone, che affidano a lui i propri sogni. Il re, tuttavia, ne sceglie solo uno al mese, tutti gli altri sono destinati a rimanere sospesi in un luogo che raccoglie tutti i sogni altrui, che non verranno mai più restituiti ai legittimi proprietari. Lo stregone ha fatto in modo che nessuno possa ricordare ne venire a conoscenza del proprio sogno. Quando la ragazzina Aisha (la voce italiana è di Gaia, non solo nella parte cantata) scopre l’inganno, fa di tutto per restituire ai nonni e a tutto il popolo i sogni che erano stati presi e talvolta fatti a pezzi dallo stesso Magnifico. Solo così questi potrebbero ritrovare la propria vitalità.

Nella sua impresa, Aisha viene aiutata da una stella cadente a cui affida le proprie speranze, e dal fedele amico Valentino (una simpatica capretta, a cui dà la voce Amadeus). Forse uno degli aiutanti più simpatici della storia Disney. Non sveleremo altro della trama, tutta da scoprire: basterà sapere che il libro da cui prende il via la narrazione si chiude come sempre con la frase “E vissero felici e contenti”.Non c’è bisogno di altro che di un lieto fine, soprattutto a Natale.

Wish è la storia che ci fa sognare e dà un valore ai nostri desideri, ricordandoci che solo potendo immaginare ciò che ci fa essere felici, continuiamo a vivere. Significativo anche il ruolo di Simon, amico di Aisha che tradisce il rapporto per realizzare il suo sogno di asservire il re: un desiderio che viene esaudito in quanto utile alla felicità del sovrano più che a quella del ragazzo.

La storia è una sorta di Peter Pan 3.0 e infatti lo stesso eroe in calzamaglia è presente in un cameo, anche per celebrare i 100 anni di Disney. Del resto, lo ricordiamo, il motto di Walt Disney era proprio “Se puoi sognarlo, puoi farlo”. Nessuno ha il diritto di prendere i nostri sogni e farne ciò che vuole, portandoci a dimenticare quel che ci appartiene ed è giusto continui a vivere dentro di noi. Amicizia, lealtà e sincerità sono al centro di questa storia Disney che, con Wish, torna alle storie più tradizionali. Nessun messaggio particolarmente concentrato su temi inclusivi (che sono sì utili, ma iniziavano a essere stucchevoli). Nessuna idea di voler insegnare a tutti i costi qualcosa di politicamente corretto.

Piuttosto una storia di autentica morale, valida comunque sempre e per tutti: il potere non deve autorizzare nessuno a prendersi gioco degli altri, traendo forza dall’energia dell’immaginazione altrui. Anche sotto il punto di vista della animazione, Disney torna a tecniche tradizionali.

Wish è la storia per chiunque, che farà essere tutti bambini e boomers allo stesso tempo. Così ogni generazione continua a riconoscersi nella storia Disney: quella che ci fa sognare da sempre e ci prende per mano da piccoli senza lasciarci mai più. Ecco, sognare che tutto questo possa conservarsi per sempre, lasciandoci custodire la nostra identità, non è utopistico. Tradizione, in effetti, vuol dire anche questo.

Massimiliano Beneggi