È in scena al Teatro Franco Parenti di Milano fino al 7 gennaio, Da questa sera si recita a soggetto! – Il metodo Pirandello (produzione Agidi) di Paolo Rossi e Carlo G.Gabardini. Ecco la recensione.

IL CAST

Paolo Rossi, Emanuele Dell’Aquila, Alex Orciari, Caterina Gabanella, Laura Bussani, Alessandro Cassutti
e con la partecipazione del pubblico. Regia di Paolo Rossi.

LA TRAMA

Un regista (Paolo Rossi) vuole mettere in scena l’opera pirandelliana Leonora addio. Si serve di una compagnia teatrale piuttosto singolare, dove ciascuno vuole agire un po’ a modo suo, mettendosi al centro della scena per esprimere il proprio talento. Le personalità sono le più varie: c’è la dj attempata che vorrebbe recitare ma sa parlare solo in dialetto triestino, c’è chi vorrebbe suonare il contrabbasso ma poi si limita ad accennare svogliatamente due notte quando gli viene richiesto. Poi c’è uno che tiene a farsi glorificare per essere uno dei massimi esperti in Pirandello, ma in realtà è solo l’unico della compagnia ad averlo studiato al liceo. Non manca l’attrice che si presenta sempre in ritardo alle prove, arrivando di corsa col cane di nome Luigi (e che sostiene essere la reincarnazione dell’autore di Uno, nessuno e centomila). La situazione sembra abbastanza ingestibile: nessuno dà la sensazione di volersi fare imporre alcuna regola. Anche per questo il regista sceglie di adottare per lo spettacolo il metodo Pirandello: si recita quindi a soggetto, senza copione ma soprattutto senza quarta parete. Non ci devono essere filtri tra attori e pubblico che, anzi, va coinvolto nello spettacolo. In nome dell’improvvisazione, vero motore del teatro. Anzi, dal pubblico stesso arrivano tre protagonisti per lo spettacolo e, vista la qualità della sua compagnia, il regista vorrebbe farci un pensiero…

LA MORALE

Cosa sarebbe il teatro senza una platea e senza un palcoscenico da cui prende vita lo spettacolo? La prima dà un’interpretazione personale di ciò che emerge dal secondo. Sono imprescindibili per creare una messa in scena diversa ogni sera. Non a caso, come dice Paolo Rossi, la prima regola del teatro è che “a teatro qualcosa succede sempre”. Dunque non è vero che sia necessario un copione: basta la presenza di attori e di un pubblico a cui rivolgersi direttamente perché nasca uno spettacolo. Anzi, più si vive il palcoscenico con l’improvvisazione della quotidianità e più questo si avvicinerà a una platea che non deve sentirsi estranea al racconto.

IL COMMENTO

Da questa sera si recita a soggetto! non è solo uno spettacolo, ma una vera esperienza. Con la scusa della trama che prende ispirazione dall’opera di Pirandello, Paolo Rossi mette in scena una vera e propria lezione di teatro. Lo fa coinvolgendo il pubblico e prendendolo per mano mentre spiega tanti segreti del mestiere di attore. La recita di Leonora addio alla fine è una piccola parte rispetto a tutto lo spettacolo, nel quale si alternano numeri di cabaret con musica, balli (del pubblico), monologhi e sketch improvvisati. A proposito, questi sono autenticamente tali, perché ogni sera i tre protagonisti che arrivano dal pubblico (più quelli che si offrono già nel foyer per fare delle domande) sono ovviamente diversi. Pertanto, nessuno può sapere quello che succederà. Di sicuro ci si diverte lasciandosi immergere dalla magia del palcoscenico, scoprendo ogni sera perché esista il teatro, ma anche cosa sia l’umorismo pirandelliano che esige una serietà quasi drammatica dopo tante risate. Ecco, la sintesi è che mentre si gioca, si sta assistendo anche a qualcosa di importante e soprattutto a uno spettacolo ben costruito.

IL TOP

La forza geniale registica e autorale di Paolo Rossi emerge chiaramente in Da questa sera si recita a soggetto!: uno dei pochi simboli rimasti di quella milanesità teatrale ereditata da Jannacci e Fo, si cimenta quindi in un esperimento che si rivela riuscitissimo. Rossi dissacra (senza bestemmiare) la Bibbia, ironizzando sulla nascita di Gesù ma al tempo stesso esaltando il coraggio umano di San Giuseppe. Racconta il teatro come forse nessuno ha mai avuto il coraggio di fare. Canta anche, a modo suo, ed entusiasma. Scivola però sulla satira: prendere di mira ancora solo Berlusconi (sei mesi dopo la morte del Cavaliere) significa averne un’ossessione fuori tempo massimo oltre che palesare un timore di non potere aggiornare il proprio repertorio. Al di là del rispetto, che ormai il politically correct impone su tutto, ma evidentemente non sui temi ancora utili a certa satira. Un genio come Rossi non ha sicuramente carenza di argomenti da necessitare di ciò. Da rilevare il talento della bravissima Caterina Gabanella, eccellente in canto e recitazione con una spontaneità che la rende donna nata per lo spettacolo.

LA SORPRESA

La struttura della messa in scena è essa stessa sorprendente, sin dall’inizio. Quando si entra in sala, Paolo Rossi è già sul palcoscenico con il microfono aperto a dialogare con la compagnia preparandosi poco prima dello spettacolo, con una spontaneità come se il pubblico non sentisse ciò che viene detto. Di fatto, quindi, comincia subito lo show, perché ciò che si può percepire non sono altro che i segreti del teatro, che emergeranno anche nello spettacolo ufficiale. Nemmeno la fine è prevedibile: dopo i saluti, infatti, il pubblico può salire sul palcoscenico e ballare in una discoteca che non si sa a che ora terminerà. A fare gli onori di casa, il simpaticissimo Alessandro Cassutti (ossia il presunto esperto in Pirandello), che mette a suo agio il pubblico facendolo entrare nell’atmosfera di ciò che vivrà nelle due ore successive.

Massimiliano Beneggi