Dal 9 al 21 gennaio, al Teatro Cometa Off di Roma (via Luca della Robbia) va in scena Il latte dell’umana tenerezza, scritto e diretto da Umberto Marino.

Un titolo di memoria shakespeariana per una commedia che affronta con toni e modi del tutto inediti il tema scottante della disabilità, mettendo al centro i rapporti umani. In scena come protagonista, nel ruolo di un avvocato che torna a casa per affrontare cure e riabilitazione dopo mesi di ospedale, l’attore Alessandro Fontana. Lui stesso un esempio eccellente di ‘disabilità positiva’.

La notte del 31 dicembre del 1999, Alessandro è stato colpito da una grave forma di meningite che ha leso la vista e compromesso parzialmente la deambulazione, proprio all’apice di una carriera che lo aveva portato diventare uno dei giovani protagonisti più apprezzati del musical italiano, con Garinei, Proietti e Saverio Marconi. Ma la malattia non ha cancellato la sua determinazione e il suo amore per l’arte e la musica (ora è anche Coordinatore Nazionale Cultura e Spettacolo del RID – Rete Italiana Disabili). Nello spettacolo – “Il latte dell’umana tenerezza”, Alessandro Fontana porta per la prima volta in scena un personaggio che vive un’esperienza vicina alla sua.

 

Massimo, un avvocato omosessuale piuttosto conservatore torna a casa dall’ospedale dove è stato per vari mesi. Era un uomo sportivo e brillante, la meningite l’ha reso ipovedente e per camminare ha bisogno del deambulatore. Non riesce a trovare un senso per questa nuova vita da disabile. Lo aiuta Simona (Cristina Chinaglia), la sua assistente di studio, una giovane donna che ha sacrificato la sua vita sentimentale all’amicizia molto esclusiva nei confronti dell’avvocato.

Il destino, che assume le vesti dei servizi sociali, manda in casa dell’avvocato Daniele (Guglielmo Poggi), un ragazzo che fa parte di Ultima Generazione, quelli che bloccano il raccordo e imbrattano i monumenti, un ventenne che, chiuso in camera sua e bloccato nei social, non riesce a trovare una strada. Il ragazzo riporterà alla vita l’avvocato, e l’avvocato insegnerà cos’è la vita al ragazzo. 

Una Italia divisa in due che trova una lingua comune per permettere alle sue due metà di parlarsi.

Comunicato stampa ufficiale

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