Ma perché tutti se la prendono con Virginia Raffaele e il suo Colpo di luna? Nell’ultima settimana è sembrato un gioco al massacro per provare a distruggere il nuovo programma in onda il venerdì in prima serata su Raiuno.

E’ vero che quando le attese sono molto alte, poi diventa difficile anche solo eguagliarle nei risultati. E’ vero che ormai la critica viene influenzata dai continui commenti sui social, che quasi sempre si rivelano negativi per fare rumore. E’ vero che gli ascolti tv secondo i dati Auditel non sono stati un granché (settimana scorsa ha vinto Paolo Bonolis, mentre Virginia Raffaele ha segnato una preoccupante linea in calo dopo la metà del programma). Tuttavia da qui a contestare Colpo di luna come uno scempio televisivo ce ne passa. Anche perché, a onor del vero, si tratta di un bel varietà. Un vero colpo da maestri di spettacolo. Non a caso la regia è di Duccio Forzano: non si ricordano programmi sviluppati male nella sua carriera.

Ecco, partiamo proprio dalla parola varietà che era stata anticipata e per la quale non si poteva non sapere il contenuto e il ritmo di Colpo di luna. L’idea è che ogni ospite sia un colpo di luna. Infatti Virginia è al centro della scena dall’inizio alla fine, ma non è da sola. Lo show è dichiaratamente un “umile omaggio a Teatro 10“. Non vale solo per la scenografia (pubblico del Teatro 5 di Cinecittà seduto di fronte a un campo larghissimo per i protagonisti, con l’orchestra diretta dal grande Maurizio Filardo posta sotto alla platea per lasciare spazio completamente libero a Virginia e i suoi ospiti), ma anche per tutta la struttura del programma.

Settimana scorsa diversi protagonisti dello spettacolo si sono alternati sempre rigorosamente ospitati da Virginia Raffaele: a cominciare da Gianni Morandi, Fabio De Luigi, Stefano Accorsi fino a Francesco Arca, Carlo Conti, Gigi D’Alessio. Questi ultimi tre sono personaggi fissi nelle puntate, che interloquiscono con la regina incontrastata del programma: Viriginia.

Lei è di una bravura stratosferica e, sebbene i ritmi siano quelli del varietà anni ’60 a cui non siamo più abituati, sa mantenere viva l’attenzione dall’inizio alla fine. Criticarla significa non volerla in tv con il principio per cui chi conduce debba necessariamente essere un presentatore. Regola che potrebbe anche valere, se solo si facesse rispettare anche altrove: in una tv che offre show di gente che non sa fare nulla come Pio e Amedeo, avere in prima serata un’artista che sa fare tutto come la Raffaele è oro che cola.

Canta, balla, imita, intervista. Magari per quest’ultima caratteristica si lascia spingere un po’ troppo dalla smania di fare la macchietta: non c’è una domanda precisa che preveda davvero una risposta completa, ma tutto sommato il racconto degli ospiti anziché spegnersi nella banalità rimane acceso proprio grazie alla capacità di Virginia di interrompere con comicità.

Intanto gli autori di Techecheté si sfregano le mani: da Colpo di luna emergeranno tanti bei frammenti utili da riproporre in futuro. L’esibizione di Morandi e Virginia in Banane e lampone, per esempio, è già leggenda.

Un po’ meno l’incursione della signora Coriandoli (alias Maurizio Ferrini), che potrebbe essere sfruttata per l’allegria del suo tormentone musicale La menopausa più che per quelle battute francamente debolissime che rallentano la trasmissione (“Ma gli ospiti di Porta a porta sono controfigure? Vespa è vero o vive in Portogallo?”). Forse la Coriandoli (anche lei ospite fisso) ha ormai perso da troppo tempo la sua ventata di originalità in questo mondo pieno di drag Queen e en travest.

Il resto funziona tutto: Carlo Conti sa essere ospite mantenendo il suo consueto ruolo di presentatore (intervista la Patty Pravo imitata dalla Raffaele), Gigi D’Alessio incanta con la musica al pianoforte, Francesco Arca non vuole strafare e si conferma simpaticissimo. Ottima spalla per una come Virginia Raffaele, che ingloba dentro di sé come al solito tanti personaggi e i relativi talenti. Per poterli imitare tutti, devi anche averli.

Quello che fa Virginia Raffaele in Colpo di luna (il titolo è un omaggio a Lelio Luttazzi e anche questo conferma una ricercatezza dal gusto raffinato) è in fondo ciò che faceva anche Mina negli anni ‘60. Contestarla significa rinnegare ciò di cui per anni abbiamo sospirato il ritorno. Il trash, volendo, è finalmente vinto. Facciamo in modo che prosegua anzi oltre le previste tre puntate. Facciamo in modo che non si debba guardare Techetechetè pensando sempre che il passato sia inarrivabile e meglio del presente.

Per la cronaca, anche di Fiorello conduttore si diceva che non avrebbe mai funzionato, esattamente come erano in pochi a credere in Amadeus direttore artistico di Sanremo. Lo si diceva persino degli show con Morandi e Celentano, accusati di “non essere presentatori”, anche se gli ascolti li premiavano. Oggi saremmo in grado di massacrare con la critica pure Mina, pur di fare notizia. La sensazione è che Virginia Raffaele sia la nuova vera grande scoperta Rai. Il miglior regalo che si potesse fare per festeggiare i 70 anni di televisione, perché in fondo era questo il vero pretesto per riproporre il varietà autentico su Raiuno, dopo l’esperimento riuscito l’anno scorso con Loretta Goggi. E poi finalmente torna di moda avere una sigla come si deve. Stasera ospiti di Virginia Raffaele saranno Arisa, Emanuela Fanelli, Carla Signoris, Massimo Ranieri.

Massimiliano Beneggi

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