Stasera a Splendida Cornice, ospite di Geppi Cucciari arriva Danilo Bertazzi. L’attore e conduttore è in realtà meglio noto come Tonio Cartonio. Ossia il personaggio che interpretava ne La Melevisione e che (magia o tormento del piccolo schermo) gli si è appiccicato per sempre, nonostante siano passati vent’anni esatti da quando Bertazzi ne ha smesso i panni.

In realtà Danilo Bertazzi è molto di più. Si tratta di un apprezzatissimo attore teatrale, la cui carriera non viene mai abbastanza raccontata. Vale la pena ricordarla.

Diplomato al Centro di Formazione Teatrale di Torino, Bertazzi mosse i suoi primi passi nel Teatro Stabile di Torino, quindi con il Teatro delle Dieci. Tra gli spettacoli che lo vedevano protagonista, anche Pirandello (Questa sera si recita a soggetto) e alcune rappresentazioni per bambini (tra cui Il piccolo principe).

Prima di arrivare alla Melevisione (poi anche a Trebisonda) Bertazzi era già stato sul piccolo schermo. Qualcuno lo ricorderà per uno spot di telefonia fissa nel 1990 e in uno di un panettone milanese nel 1996, ma anche per diverse fiction a cui prese parte. Ricordiamo Passioni, Carolina Invernizio, Cuore cattivo.

Arriva al cinema nel 1999, anno in cui inizia anche alla Melevisione, nel film con Stefano Accorsi, Ormai è fatta!.

Nel 2011 entrò nel cast di Centovetrine. Quindi recitò nel film Le stelle inquiete, senza mai smettere l’attività teatrale. La sua ospitata stasera da Geppi Cucciari non è inedita: aveva già lavorato con lei dieci anni fa Che succ3de? come “notaio”.

Su di lui girò una ingiustificata bufala che lo avrebbe voluto morto di overdose. Non si è mai risalito all’autore di tale voce, che certo fu di cattivo gusto e divenne virale, ancor più negli anni in cui Bertazzi non frequentava più la tv. Probabilmente un buontempone voleva solo scherzare su un personaggio amato dai più piccoli e dall’aria ingenua: lo faceva sorridere l’idea di un Tonio Cartonio drogato. Chissà, forse solo a lui però. A volte quando si usano i social bisognerebbe pensare al danno che questi possono fare. Perché se le parole scritte rendono i messaggi più astratti, le persone che le ricevono (o le subiscono) sono più che mai vere concretamente.

Detto questo, oggi dobbiamo applaudire Danilo Bertazzi che in questi anni ha sempre lavorato seguendo la sua strada e la sua passione. Senza fermarsi alle malelingue invidiose del suo successo. Bentornato Danilo, ultimo ricordo e pilastro di una tv dei ragazzi!

Massimiliano Beneggi

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