È tornata in grande stile Tutti pazzi per amore. Oltre che su RaiPlay, la fiction (78 episodi di 50 minuti per un totale di tre stagioni) è infatti anche su Netflix. Dato non proprio irrilevante, se si conta che l’ultimo capitolo andò in onda per la prima volta nel 2011. Non ci sono ancora social e Whatsapp, ma sono gli unici segni distintivi di una fiction che non perde di attualità: i temi della famiglia sono sempre quelli a distanza di tempo. Tutti pazzi per amore ebbe un grande successo all’epoca, ma resiste anche nell’era della visione compulsiva on demand delle serie tv. Vediamo perché.
Anzitutto la struttura. La regia di Riccardo Milani (nella terza serie passata a Laura Muscardin) e la sceneggiatura di Ivan Cotroneo (ma anche Monica Rametta, Stefano Bises, Stefano Tummolini, Fidel Signorini, Elena Bucaccio) sono in grado di mantenere viva l’attenzione dall’inizio alla fine di ogni puntata.

Succede sempre di tutto e quando la trama si rallenta, partono le canzoni, che coinvolgono il pubblico. Tutti pazzi per amore, infatti, è una serie tv che fa della musica la sua cifra essenziale. I protagonisti si ritrovano in ogni puntata a interpretare le loro situazioni emotive, attraverso brani che sono pietre miliari della melodia italiana. In particolare, tantissime le canzoni dei Matia Bazar, complesso preferito del protagonista Paolo. Ma c’è anche una bella colonna sonora, di quelle che fanno germogliare subito una serenità nell’anima, firmata da Piernicola Di Muro.
Vi è poi un’altra caratteristica, improntata dal regista Milani: i personaggi fanno i conti costantemente con la loro immaginazione, fantasticando reazioni e scene diverse da come che poi si concretizzeranno. Il risultato è spesso comico, anche grazie a un cast stellare.

Ecco, il cast. Questa un’altra chiave del successo di Tutti pazzi per amore. Non c’è un solo nome che non valga la pena di essere citato per talento oltre che per centralità in una fiction così corale. Emilio Solfrizzi (Paolo), Stefania Rocca (nella prima serie nel ruolo di Laura), Antonia Liskova (nella seconda serie nel ruolo di Laura), Neri Marcorè, Carlotta Natoli, Sonia Bergamasco, Irene Ferri, Piera Degli Esposti, Pia Velsi, Carla Signoris, Giuseppe Battiston, Alessio Boni, Marina Rocco, Luigi Diberti, Adriano Pantaleo, Ariella Reggio, Luca Angeletti, Pietro Taricone, Francesca Inaudi, Camilla Filippi, Clizia Fornasier. Giusto per non lasciarsi mancare nulla, nella terza serie arrivano anche Lucrezia Lante della Rovere, Ricky Memphis, Martina Stella, Chiara Francini, Giovanna Ralli. A tutti questi si aggiungano Brenno Placido, Nicole Murgia, Chiara Milani, Laura Calgani, strepitosamente simpatici e perfetti nelle loro parti a dispetto della loro giovanissima età (non a caso il futuro avrebbe regalato loro grandi soddisfazioni). Chi non proveniva dal teatro, lo avrebbe frequentato subito dopo. La differenza con altri prodotti televisivi si vede anche in questo. Raramente si ricorda una fiction con così tanti attori rilevanti e una storia appassionante.
E qui arriviamo all’altro punto di forza: la trama. Non spoileriamo nulla raccontando di due persone che si innamorano già con figli a carico (uno è vedovo, l’altra separata). Tra loro nasce un colpo di fulmine al supermercato, quindi si cercano di continuo nei giorni in cui litigano con i rispettivi vicini di casa. Ovviamente senza sapere che questi ultimi coincidono con le persone di cui si sono infatuati. Nel mezzo, contrasti generazionali coi figli fanno da contraltare ad amori adolescenziali che volenti o nolenti seguono l’esempio dei più adulti. Fanno e disfano tutto loro stessi e sarà sempre così per le tre edizioni della serie. A proposito, Tutti pazzi per amore è anche una delle prime fiction andate in onda con finali aperti, qualità specifica in particolare delle sceneggiature di Cotroneo.
C’è immensa fantasia, che consente non di sfiorare ma di immergersi con tutte le scarpe nell’assurdità. Si pensi a un funerale che diventa una autentica festa con tanto di vedova vestita da Marylin Monroe e i presenti a ballare intorno alla bara. Non solo: se ci si può aspettare un Solfrizzi spassosissimo, pieno di talento e altresì credibile nelle scene intense, come l’ironia di Stefania Rocca o Antonia Liskova, decisamente più difficile era immaginarsi una Piera Degli Esposti ballare Beyoncé (clicca qui per leggere l’intervista in cui la stessa attrice ricordava con entusiasmo quella scena). Insomma le sorprese sono davvero innumerevoli: lasciatevi sorprendere ancora da quella fiction, scoprirete ciò che non ci si potrebbe mai figurare nemmeno nel mondo più fantasioso. Ecco qui sotto una delle scene cult più divertenti della.
Dunque ritmo, cast, trama, imprevedibilità fanno di Tutti pazzi per amore una fiction di grande richiamo ancora oggi su Netflix, senza rischio di annoiare mai. Ma attenzione anche alla morale.
C’è grandissima centralità per i sentimenti in Tutti pazzi per amore: l’obiettivo è raccontare un altruismo a cui siamo sempre disposti di fronte alle persone a noi vicine, insieme alla voglia di condivisione (del tempo, delle passioni, dei pensieri): siamo pronti a mettere in gioco tutti noi stessi davanti all’amore. Ecco, le serie tv ben fatte bisogno di pescare nel giallo o nella morbosità per appassionare con tante puntate. Basta un prodotto ben fatto. Tutti pazzi per amore è ancora lì a ricordarcelo e, non a caso, è una delle più viste ancora oggi su Netflix. Famiglia, in fondo, è anche quello: ritrovarsi davanti a una bella fiction significativa, con un clima che ci faccia stare bene, rasserenandoci. Passano i decenni, ma i valori non cambiano: per questo Tutti pazzi per amore andrà sempre fortissimo, lasciandosi proporre a ogni generazione.
Massimiliano Beneggi