Va in onda stasera su Rete 4 il film Schindler’s List (La lista di Schinder). In occasione della Giornata della Memoria, dunque, anche quest’anno Mediaset trasmette in prima serata il capolavoro di Steven Spielberg del 1993, vincitore di ben 7 Premi Oscar.

Schindler’s List è tratto dal romanzo omonimo di Thomas Keneally, pubblicato undici anni prima del film. Nella pellicola di Spielberg il protagonista è Liam Neeson, anche se la parte fu proposta prima anche a Harrison Ford e Bruno Ganz, che rifiutarono. Si offrirono Kevin Costner e Mel Gibson, ma Spielberg li considerava già troppo affermati per dare risalto a una storia che non poteva essere offuscata dal nome di un attore importante. A proposito, anche Spielberg stesso, in realtà, fu una seconda scelta.

In un primo tempo, infatti, sembrava che a dirigere il film dovesse essere Roman Polanski, il quale però rifiutò in quanto ed deportato ebreo polacco e quindi troppo coinvolto nella storia. Vediamo la trama di Schindler’s List in breve.

Tutto succede a Cracovia, quando allo scoppio della seconda guerra mondiale viene fatto divieto a tutti gli ebrei di avere una attività. Ne approfitta Schindler, un imprenditore tedesco che apre una azienda di pentole e tegami. Sceglie come operai solo ebrei per risparmiare: il suo spirito imprenditoriale si rivela subito scaltro, tanto che riesce a farsi amico delle SS, dietro a una corruzione che porta avanti senza pietà. Altri imprenditori ebrei sono costretti a stringere rapporti con Schindler, attraverso il mercato nero. Così la azienda di Schindler cresce sempre di più, ma al tempo stesso anche il suo affetto verso gli operai ebrei. Da carnefice diventa così un aiuto per tutta la popolazione, che desidera essere nella “lista di Schindler” per lavorare ed evitare il campo di concentramento. Schindler si danna l’anima per avere sempre più ebrei e poterlo salvare dalla morte certa, in particolare dopo la liquidazione del ghetto di Cracovia, ormai troppo affollato. Inizierà a produrre anche munizioni e granate vedendo la sua attività in crisi, producendo proiettili non funzionanti con l’illusione di fare finire prima la guerra. Il tedesco, costretto a fuggire per non essere arrestato dalle truppe sovietiche, dopo avere salvato donne e bambine giunte per sbaglio ad Auschwitz dovrà abbandonare la sua fabbrica. Sarà ricordato da tutti gli ebrei per averli salvati dalla crudeltà nazista.

Qualche curiosità. Schinder’s List è basato su una storia vera: la pellicola è quasi interamente girata in bianco e nero per sottolineare una vita senza luce nell’Olocausto; unica scena a colori riguarda una bambina col cappotto rosso di cui poi si vede il cadavere dopo che nessuno ha fatto niente per salvarla. È un simbolismo: per Spielberg riecheggia l’olocausto stesso, visibile da tutti, ma altrettanto ignorato dalla massa che aveva i suoi interessi per far finta di nulla.

I 2/5 delle riprese sono girate con camera a spalla; tra i deportati c’è anche un cameo di Spielberg nel finale. Il film è girato a Cracovia dopo che si ruppe una cinepresa nel set dì Auschwitz: visto che la comunità ebraica lamentava l’utilizzo della sola Auschwitz per ricordare l’Olocausto, Spielberg approfittò dell’incidente per cambiare località del film. Le riprese del rastrellamento di Cracovia furono girate proprio cinquanta anni esatti dopo l’avvenimento: il 14 marzo 1993.

Ricordiamo infine gli Oscar vinti dal film che incassò 22 milioni di dollari negli USA e 143 milioni di Euro nel nostro continente: miglior film, regia, colonna sonora, sceneggiatura non originale, fotografia, scenografia, montaggio.

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