Dopo il successo della passata stagione, dall’8 all’11 febbraio torna in scena presso il Teatro Carcano di Milano, in collaborazione con il centro Humanitas per lei dell’Ospedale San Pio X, Svelarsi – una performance per sole donne (cis, tran e non-binary), con la regia e drammaturgia di Silvia Gallerano in scena con Giulia Aleandri, Elvira Berarducci, Smeralda Capizzi, Benedetta Cassio, Livia De Luca, Chantal Gori, Giulia Pietrozzini.

Che cos’è Svelarsi?

È uno spettacolo/esperimento/serata/happening/sabba/pigiama party/assemblea… qualcosa di indefinito e indefinibile, un momento di condivisione e di riflessione piuttosto allegro su temi come il femminismo, l’umiliazione, la rivalsa, il senso di colpa, l’autodeterminazione. É una serata per sole donne, che genera parecchie risate e una smodata sorellanza.

Svelarsi è un’altalena tra un senso di invasione, una mancanza di spazio, una compressione, da una parte; la potenza, lo strabordare, la risata travolgente, dall’altra. La cultura patriarcale che ancora ci circonda, insegna alle donne, sin da piccole, a limitare i propri desideri di potenza, ad accettare invasioni di campo da parte dell’altro sesso (dove il campo è il corpo), a mettersi in disparte e per senso di costrizione spesso a esplodere. 

Si parte da vissuti diversi che hanno una nota comune: di umiliazione, di mutilazione, di invisibilità. Messi insieme, tutti questi vissuti, si mostrano per quel che sono: semplici soprusi, spesso meschini.

Se ne vedono i contorni tragicomici, si impara a riderci su e a rispondere con una potenza che non è stata sopita. Il lavoro di scrittura è un lavoro condiviso: ogni attrice ha scritto con le parole o con il proprio corpo la sua presenza in questo lavoro. La scrittura non è solo di parole, anzi è soprattutto una scrittura di corpi.

Le parole a volte sono gli inganni, il rumore dell’abituale: i corpi, in questi momenti di svelamento rivelano la vera essenza, il discorso non articolato ma presente.

Svelarsi è un percorso di ricerca. Per questo si rivolge a un pubblico esclusivamente di donne (cis, trans e non binarie). Tutte quelle che si sentono e definiscono donne.

Non si tratta di creare uno spazio sicuro per chi è sul palco, ma di indagare che cosa succede ai corpi simili di chi assiste, domandarsi se il proprio corpo risuona più profondamente con quello che vede, nudo, in scena.

Svelarsi è anche l’occasione per costruire percorsi laboratoriali mirati, come nel caso del virtuoso e innovativo progetto “La salute femminile va in scena” del centro Humanitas per lei dell’ospedale San Pio X di Milano in collaborazione con il Teatro Carcano di Milano, che sfrutta la potenza dell’arte teatrale e il suo linguaggio esperienziale per promuovere la salute della donna.

Un’occasione per portare fuori dall’ospedale importanti consigli clinici di prevenzione, diagnosi e cura, e un’occasione per portare l’arte performativa fuori dal teatro come efficace strumento educativo capace di influenzare positivamente le persone.

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