L’ultimo Festival di Sanremo targato Amadeus verrà ricordato per la vittoria di Angelina Mango, per i record di ascolti e partecipazione al televoto, nonché le bellissime canzoni presentate.
Ci sono, tuttavia, anche dei lati oscuri in un Festival come questo. Non solo per la lunghezza delle serate, trascinate fino a orari impossibili. Diverse promesse non mantenute, confermano che Amadeus, per il suo ultimo Sanremo, non abbia badato a certi dettagli, volendo mettere di tutto e di più. O quasi.

La prima promessa che aveva fatto lo scorso novembre era stata la presenza di un Premio Toto Cutugno: ce lo aveva confidato in anteprima (clicca qui per sentire anche l’audio in cui lo dichiarava) ma di questo premio nessuna traccia. Solo un breve omaggio per Toto nella prima serata. Nessun ricordo invece per Nuti, Salvatore, Zavallone, Migliacci, tutti scomparsi nel 2023 e con un passato a Sanremo. Questi ricordi non erano stati promessi da Amadeus, ma una certa attenzione sarebbe stata doverosa.
Amadeus aveva invitato gli agricoltori in protesta sul palcoscenico, per poi rimangiarsi la parola.
Non solo: il buon Amadeus aveva detto non vi sarebbero stati ospiti cantanti italiani. Bene, ogni sera ce ne sono stati almeno tre. L’ultimo è stato Lazza, alle 2 di notte inoltrate nella serata finale.
Volendo essere pignoli, ci sarebbe stata anche l’illusione al pubblico di avere Celentano: ci siamo sorbiti la Cinquetti a cantare (male) una canzone che la data di scadenza ce l’aveva eccome. E di fronte a cui Amadeus non ha evitato la gaffe: “Sono sessant’anni che canti Non ho l’età”. Delicatissimo.
Inutile negarlo, però, Amadeus mancherà tantissimo al Festival per tutto quello che di buono ha dato in questi anni. Lo ha fatto crescere e lo ha reso un evento pazzesco: Sanremo gli dovrà sempre molto, perché è grazie ad Amadeus che si è compreso come quello dell’Ariston possa essere un palcoscenico per tutti. Solo fino a pochi anni fa sembrava impossibile: parlavano di Sanremo solo gli appassionati. Oggi Sanremo si ama dappertutto.
Con eleganza, simpatia e creatività Amadeus ha fatto cinque Festival uno più bello dell’altro e ha dimostrato il contrario di ciò che tutti pensavano: è lui a essere indispensabile per Fiorello e non il contrario. Lo showman siciliano ha bisogno sempre di una spalla, Amadeus invece è conduttore autentico. Padrone di casa assoluto.
È comunque un arrivederci, perché chiunque prenderà l’eredità di Amadeus rischierà di farsi male. Prima o poi tornerà: speriamo presto.
Massimiliano Beneggi
