Lo speciale Dedicato a Maurizio Costanzo è stato davvero un bell’omaggio? Proviamo a capirlo.

Dal punto di vista degli ascolti la trasmissione è un successo: 1 milione e 9 di telespettatori in seconda serata, col 21.9% di share. Ma non basta a raccontare i programma come un prodotto ben riuscito.

Tanti ospiti importanti a rappresentare i grandi amici di Costanzo, ma anche tante assenze (perché non c’erano Pierluigi Diaco, Vittorio Sgarbi, Giampiero Mughini, Gerry Scotti, giusto per dirne qualcuno?).

Tanta commozione, ma anche tanta ripetitività: fatti i saluti di Maria De Filippi, l’ospite d’onore travestito da conduttore, Fabio Fazio, non riesce a mascherare il suo disagio e lo fa ribadendo per tutta la puntata una serie di “Ma ci pensate che lui era qui”, “Ma ci pensate che lui ha inventato”…Ma ci pensate che Fabio Fazio ha sempre sputato su Berlusconi e in nome del denaro si è reso disponibile a presentare un evento su Canale 5?

Fazio conduce lo speciale ovviamente a suo modo: con garbo e noiosissima ruffianeria, decisamente non all’altezza della situazione, che non richiedeva voce tremolante e gag artefatte ma solo attenzione.

Impossibile non notare la gaffe di Enrico Mentana: mentre ricorda le trasmissioni fatte insieme a Costanzo, rammenta I tre tenori, storico evento andato in onda nel 1998 con Vianello, Bongiorno e Corrado. Ammette: “Una cosa così, con personaggi di quel calibro, sarebbe impossibile da rifare oggi”. Peccato che pochi anni fa proprio Costanzo e Mentana ci riprovarono, in una serata fatta con Bonolis (presente in sala ieri), Scotti e Carlo Conti.

Lo speciale dedicato a Maurizio Costanzo è un agglomerato di tanti ospiti al Teatro Parioli (da oggi intitolato anche al famoso giornalista) che raccontano un aneddoto a testa riguardante l’amico scomparso un anno fa. Quasi tutti ricordano il loro primo incontro con Costanzo: curioso, ma trattandosi quasi di tutti ospiti storici del talk show, è difficile non averli già sentiti. Bello vedere Venier e Arbore vicini, ma anche loro scadono nel già ripetuto e saputo da chiunque.

Fanno eccezione Verdone e De Sica, capaci come nessun altro di rendere spettacolare una serata altrimenti senza grandi sorprese.

Oltre gli interventi dei due attori e di Paolo Bonolis (anche ad altri è apparso con lo sguardo a disagio nel collegamento con Piersilvio Berlusconi?), i momenti più belli sono i filmati con lo stesso Costanzo. Tanto valeva fare un bel programma, magari in prima serata, con tanti videoricordi.

Doveva essere un omaggio, si è rivelato un tentativo pessimo di riproporre l’improponibile: uno show che aveva il nome e cognome del suo inventore. Inutile pensare che possa rifarlo qualcun altro: puoi mettere gli stessi ospiti, nella stessa cornice, ma nessuno sarà in grado di ascoltare gli invitati nella medesima maniera. Maurizio Costanzo Show lo poteva fare solo lui: protagonista senza manie di protagonismo. Tutti gli altri possono accomodarsi.

Massimiliano Beneggi

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