Una voce per San Marino 2024 ha fatto acqua da tutte le parti. A cominciare dal risultato: la vittoria dei Megara (gruppo spagnolo che canta a San Marino, dove si parla l’italiano) non è andata giù praticamente a nessuno. Intanto loro andranno all’Eurovision Song Contest a maggio.

Foto di Valentina Sabino

La classifica finale ha quindi visto al secondo posto Loredana Bertè, che riproponeva il suo Pazza, settima classificata a Sanremo appena due settimane prima. Diciamoci la verità: Loredana Bertè era il vero motivo per cui era diventata interessante la gara di San Marino.

Gli organizzatori l’hanno voluta a ogni costo, illudendola della possibilità di arrivare all’Eurovision Song Contest in Svezia: non era scontato dovesse vincere, ci mancherebbe, ma si fatica a interpretare 11:11 dei Megara come una canzone migliore.

Dunque erano tutti lì per la Bertè, pronti a un trionfo che sarebbe stato comunque una ruota di scorta, e che alla fine non si è nemmeno verificato. Così ci siamo sorbiti uno show che, dopo tre edizioni, non decolla e risulta pietoso anche sotto il punto di vista della qualità.

L’audio ovattato rende pessima la serata, dove nulla funziona: i premiati non sono avvisati di dover arrivare sul palcoscenico, Fabrizio Biggio conduttore mostra tutti i suoi limiti e se non altro aiuta la Rai a scartarlo per la conduzione di Sanremo, se mai ci sia stata una mezza idea.

Non aiutano nemmeno i cantanti in gara: Marcella Bella stona in una canzone peraltro difficile da farsi apprezzare al primo ascolto, Pago (ultimo classificato) sembra ormai un ex cantante fuori allenamento. I Jalisse completano la sensazione di trovarsi di fronte a un carrozzone che riesuma gli scartati dalla musica che conta. Certo che se poi fai male anche a San Marino, c’è poco da gridare al complotto.

Meglio non partecipare nemmeno a una kermesse di così basso valore ma molto pubblicizzata, perché quando perdi ti affossi con un’etichetta indelebile.

E dire che erano riusciti ad avere ospiti persino Riccardo Cocciante e Al Bano. Tutto questo non basta, pero, se il resto della trasmissione (finita a tarda notte) si rivela scadente. Persino Biggio ne è consapevole e si fa prendere in giro da Fiorello nella puntata di Viva Rai 2! il lunedì mattina.

Il vice Festival di Sanremo non funziona così come è organizzato: si cambi registro sennò diventa un minestrone riscaldato. Settimana scorsa qualcuno si chiedeva perché non avessero accettato di partecipare Mahmood e Annalisa: ecco, per fortuna esiste ancora una dignità artistica.

Massimiliano Beneggi

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