Che Alessandro Cattelan non sia il candidato ideale per il Festival di Sanremo 2025 lo si sapeva già dall’insuccesso che aveva incontrato in prima serata su Raiuno con Da grande. Che il Festival di Sanremo 2024 di Fiorella Mannoia sia stato un mezzo disastro lo si evince dalle classifiche Fimi che la vedono oltre il ventesimo posto in classifica. Che Cattelan e Mannoia fossero in grado di potenziare questi tonfi era però difficile immaginarlo. Eppure questo è quanto avvenuto.
Fiorella Mannoia, ospite pochi giorni fa di Alessandro Cattelan, ha deciso di mettere già da parte l’aplomb sanremese da cantante impegnata. Spazio alla verve ignorante e diseducativa. Ecco cosa è successo.

La canzone Mariposa ha un ritornello che in molti sui social si sono divertiti a sfottere, in quanto il finale “Orgogliosa e canto”, cantato rapidamente dalla Mannoia indurrebbe a sentire una bestemmia in un ascolto distratto. Non c’è troppo da spiegare: questione di assonanze e di coincidenze dovute anche allo iato dove Fiorella sovrappone la “a” di “orgogliosa” e la “e” della congiunzione facendo sembrare dica “se”.
Va bene, i social si divertono. Ma se la tv presta il fianco, insieme al’interprete della canzone, si può celebrare il funerale del buon senso.
Entrata in studio, Fiorella si rivolge a Cattelan (che già aveva cavalcato pedissequamente la gag con Alfa due settimane prima), chiedendo sorniona come mai sulla scenografia campeggi la scritta “E orgogliosa canto”. Oltretutto una frase pure sbagliata rispetto all’originale “Orgogliosa e canto”: Cattelan fa una gag a settimana e non gli riesce nemmeno bene.
Chiamata in causa sulla questione “bestemmia”, Fiorella Mannoia ammette divertita: “Non capivo dove la sentissero, da quando me l’hanno fatta notare la sento anche io”. E via di risate per sottolineare le assonanze e, implicitamente, far notare la bestemmia.
Ecco come delegittimare una canzone che, pur scopiazzata da De André, forse non meritava di essere privata del suo senso morale. Tutto per amore di una battuta che rende Fiorella Mannoia inascoltabile ai bambini (chi spiega loro cosa intendesse dire la cantante in questa intervista?) e Cattelan fuori da ogni controllo.
La censura Rai, che guarda al politically correct costantemente, non si preoccupa delle bestemmie che, anche se non pronunciate, sono comunque più che palesi. Se siamo d’accordo sull’idea che per non cadere in errore ventilare basti non pronunciare direttamente una bestemmia, ma potendo ventilarla tra larghe risate, allora cadono tutti i principi morali. Provate a farlo con tutte le categorie protette dal politically correct: provate a parlare male solo velatamente di donne, gay, extracomunitari, palestinesi. Ci renderemmo subito conto che il politically correct non esiste per tutto: su Dio si può scherzare.
Prima di affidare Sanremo 2025 a Cattelan, la Rai ci pensi a lungo. E prima di ospitare nuovamente Fiorella Mannoia, questa si scusi per l’enorme leggerezza fuori luogo. Va bene la frustrazione per il quindicesimo posto a Sanremo e per le mancate vendite dell’album, ma mancare di rispetto agli autori del brano e al suo pubblico non era il caso.
Ci si aspettano provvedimenti per entrambi…
Massimiliano Beneggi
