Negli ultimi giorni Striscia la Notizia è tornata a fare molto rumore sul Festival di Sanremo 2024 e sulla classifica finale Inutilmente, diciamolo subito. Vediamo perché.
L’accusa che viene mossa è quella di un milione e mezzo di preferenze provenienti dal televoto che sarebbero andate disperse.

Fatto gravissimo e che trova qualche riscontro di plausibilità. Quella sera del 10 febbraio, quando Angelina Mango veniva proclamata vincitrice, lo stesso Amadeus infatti aveva ammesso in diretta che c’erano dei problemi col televoto, a causa delle line intasate. Aveva altresì rassicurato il pubblico che tutto stesse andando comunque per il verso giusto, ma ad alimentare qualche preoccupazione c’erano le stories su Instagram di molti cantanti in gara che sottolineavano come molti televoti non ricevessero un messaggio di conferma. La controreplica dell’organizzazione suonava un po’ strana, almeno nel 2024: si sarebbe data priorità a raccogliere i voti anziché a rispondere con un messaggio di conferma. Come se non ci fosse la possibilità di un automatismo e tutto dovesse passare attraverso una persona fisica.
Dunque, qualche problema col televoto effettivamente c’è stato un mese fa. Aggiungiamo pure che non è mai visto un televoto così plebiscitario nei confronti di un cantante (Geolier). Questi ha ottenuto il 44.8% dei televoti nella serata finale e addirittura il 60% nella finalissima a 5. Considerando che non è mai stato primo successivamente in hit parade, qualche dubbio è sorto a tanti.
Ma è proprio da qua che dobbiamo partire per analizzare la richiesta di Striscia la Notizia, che grida allo scandalo di una classifica tutta da rivedere. Che il televoto di Sanremo 2024 sia stato poco chiaro è un fatto, ma il vincitore non cambierebbe.
Va detto, infatti, che per regolamento con un problema al televoto il Festival di Sanremo dovrebbe vedere la sua classifica decisa solo dalle giurie della sala stampa e della radio. Ecco, queste dalla prima all’ultima sera hanno sempre inserito Angelina Mango davanti ad Annalisa.
Senz’altro in qualche modo il televoto, così ampio nei confronti di Geolier per il quale si è mossa un’intera città (che ha tenuto a fare una gara aperta contro il resto d’Italia) ha drogato il risultato finale. La sala stampa si è compattata e nel rush finale ha dato la vittoria ad Angelina Mango senza indugi. Ma, lo ripetiamo, parliamo comunque di una cantante dalla prima all’ultima serata sempre davanti ad Annalisa. Solo nella prima serata superata da Loredana Bertè. Angelina Mango ha inoltre vinto il premio della sala stampa. Insomma, pure con il regolamento alla mano, la vincitrice finale di Sanremo 2024 non cambierebbe. Sarebbe diverso il podio, che vedrebbe uscire Geolier per dare spazio probabilmente proprio a uno tra Loredana Bertè e Diodato, apprezzatissimo da sala stampa e radio (quarto la prima sera, secondo nella seconda esibizione, quinto nelle cover al netto del televoto).
Insomma Striscia la notizia la butta in caciara per nulla. D’altra parte è da quando è cominciato il Festival che Sabino, l’inviato di Rai Scoglio 24, prova a fare le pulci a Sanremo e ad Amadeus cercando ogni pretesto. Ma quando i pretesti sono troppi, non ce n’è nemmeno uno credibile.
Niente di nuovo comunque : l’avversione di Antonio Ricci verso la kermesse canora non si è mai fermata nemmeno quando, in barba alla coerenza, l’ideatore di Striscia partecipò (seppur come figurante) al Festival nel 1995. Conduceva l’acerrimo nemico Pippo Baudo, da sempre preso di mira, e Ricci era nel gruppo dei coristi di Sabina Guzzanti e David Riondino con la canzone Troppo sole.
Una performance pietosa, ricordata come una delle peggiori di sempre e infatti bocciata dalle giurie che mandarono la canzone al diciottesimo posto in classifica, a 11 mila voti di distanza da Giorgia, vincitrice con Come saprei.
Dunque il dente avvelenato di Ricci verso Sanremo si è sempre acuito: l’anno successivo sparò a zero contro Baudo e la presunta vittoria decisa a tavolino di Ron, quindi nel 1997 se la prese contro il trionfo dei Jalisse e così via praticamente tutti gli anni. Non parliamone di quando hanno messo alla direzione del Festival storici rivali di Ricci, ossia Bonolis e Baglioni.
È credibile, pertanto, una polemica innescata da Ricci? Evidentemente non troppo. Parliamo di un personaggio ambiguo e controverso, che da sempre fa le pulci agli altri, ma ha ben poco da vantare in quanto a coerenza nella sua carriera.
Finita l’università divenne preside del liceo Pascoli di Albenga. Peccato che per sua stessa ammissione arrivò a ricoprire quel ruolo “grazie a un inciucio familiare”. Storia che poi si ripeté qualche anno dopo con la televisione. Tutto iniziò infatti con Beppe Grillo, suo amico sin dei tempi dell’università a Genova. Il comico era stato chiamato (dopo un provino con Pippo Baudo) per un programma in Rai, ma aveva bisogno di un autore. Così chiamò Antonio Ricci perché lo aiutasse. Da quel momento iniziò la carriera del futuro re di Striscia. “Non ho fatto gavetta televisiva, sono entrato dal portonissimo”, ammise in un’intervista Ricci.
Fu poi Enrico Beruschi a suggerire il nome di Ricci a Berlusconi, come nome forte su cui puntare per il nascente Drive In. Ma anche di questo non si fa mai menzione: Antonio Ricci è stato spinto più volte in alto, per un indiscutibile talento sia chiaro, ma comunque di spintarelle ne ha avute tante. E di cause perse? Altrettante, sebbene poi non ne parli mai (si pensi a quella persa contro Baglioni recentemente per averlo diffamato con un libro dall’esplicito contenuto contro il cantautore).
Ecco, ora scegliete voi quanto sia credibile tutta questa polemica sulla classifica finale di Sanremo 2024.
Massimiliano Beneggi
