Termina stasera Gioco sporco, uno dei programmi più interessanti degli ultimi tempi andato in onda su Italia Uno. Peccato che in molti non abbiano nemmeno saputo della sua esistenza, anche perché l’orario (una di notte) non lo aiuta a farsi conoscere.

Gioco sporco è un programma realizzato dalla redazione di Sportmediaset, che in sei puntate racconta brevemente la storia di un personaggio legato al mondo dello sport con un destino ancora irrisolto.

Filmati originali e interviste a tanti commentatori, più ancora che a protagonisti, aiutano a far luce su vicende rimaste oscure e intorno a cui c’è la netta sensazione di trovarsi di fronte a giochi di potere che avrebbero condizionato il susseguirsi degli eventi. La durata di 45 minuti è perfetta per appassionarsi senza annoiarsi poco prima di dormire. La struttura del programma è ben costruita, ci sono ospiti capaci di raccontare la storia, mai banali (la presenza della psicologa Cenci e della criminologa Carlini aiutano molto), ma soprattutto in questa trasmissione è evidente la mano di autori che sappiano scrivere.

Bene l’esperimento con Julio Velasco, che ha sempre frequentato lo sport tra calcio e pallavolo.

Unico neo, i personaggi raccontati. In questa prima edizione si è partiti con Marco Pantani, Ayrton Senna, Diego Maradona, Oscar Pistorius: leggende dello sport con una fine mai del tutto chiarita, ma tutto sommato già raccontate troppe volte.

Inside ha già affrontato più volte (e più approfonditamente) la questione Pantani, dell’incidente di Senna ormai sappiamo da trent’anni che non conosceremo mai la verità.

Su Maradona e Pistorius sono stati scritti talmente tanti libri da sembrare storie che ormai conosciamo a memoria. Il filmato inedito o l’aneddoto mai detto insomma non esiste.

Ecco, per una prima edizione si poteva puntare solo su personaggi di cui effettivamente si parla poco. Bene fanno, in questo senso, le puntate sull’ispettore Raciti (poliziotto morto in una collisione con ultras nel 2007) e Diego Bergamini (ex calciatore del Cosenza trovato morto nel 1989 sulla statale, in circostanze mia chiarite tra suicidio e crimine mafioso). Per la seconda edizione, Mediaset pensi a un orario migliore (anche se ai tempi della tv on demand che fa recuperare i programmi nell’orario preferito, questo è ormai secondario) ma soprattutto a personaggi di questo calibro da raccontare.

Massimiliano Beneggi

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