Dal 6 aprile al 5 maggio, al Piccolo Teatro Grassi di Milano (via Rovello) va in scena in prima assoluta, secondo atto del trittico che Pascal Rambert, artista associato, ha pensato per il Piccolo.
Sul palcoscenico ritroviamo la stessa compagnia di attrici e attori già protagonisti di Prima– Anna Bonaiuto, Anna Della Rosa, Marco Foschi, Leda Kreider e Sandro Lombardi -, insieme a interpreti dell’ultima generazione – Miruna Cuc, Cecilia Fabris, Pasquale Montemurro, Caterina Sanvi, Pietro Savoi -, allievi del Corso Claudia Giannotti della Scuola di Teatro “Luca Ronconi”.

Lo spettacolo è prodotto dal Piccolo insieme a structure production e Compagnia Lombardi-Tiezzi. Le scene sono firmate dal regista e da Anaïs Romand, anche ideatrice dei costumi; le luci sono di Yves Godin e le musiche di Alexandre Meyer. La traduzione è di Chiara Elefante.
La seconda parte del trittico di Pascal Rambert si apre con un colpo di scena: una fuoriserie lanciata a tutta velocità, un terribile incidente d’auto.
Con Durante, prosegue il racconto delle vicende che coinvolgono la compagnia di attrici e attori impegnata nella preparazione di uno spettacolo ispirato alla Battaglia di San Romano, trittico pittorico di Paolo Uccello.
Se Prima esplorava il flusso di passioni ed emozioni che attraversava i membri della compagnia nel corso delle prove, Durante si sofferma sulle loro fragilità, raccontando le angosce e le gioie della loro professione, tra le difficoltà e le incertezze che accompagnano uno spettacolo, nel momento stesso in cui va in scena.
Per dare vita a questo secondo capitolo, Pascal Rambert parte dal legame con i luoghi in cui è stato concepito, richiamando, da una parte, le suggestioni della cultura italiana – dalla pittura rinascimentale alla canzone – e, dall’altra, innestando il racconto nella storia stessa del Piccolo, rendendo un omaggio appassionato a Giorgio Strehler e al suo Arlecchino, due «spiriti del luogo» a cui l’autore è strettamente legato, resi qui portatori di un pensiero politico sull’Europa e sul futuro del teatro.
Così presenta lo spettacolo il direttore artistico del Piccolo Claudio Longhi: Indagando la vita delle forme, lo storico dell’arte Henri Focillonosservava che «l’opera d’arte è un tentativo verso l’unico: s’afferma come un tutto, come un assoluto; e, nello stesso tempo, fa parte d’un sistema di relazioni complesse.
È il risultato d’un’attività indipendente; traduce un sogno alto e libero; ma in essa si vedono anche convergere le energie delle civiltà. Infine è materia e spirito, è forma e contenuto».
Nell’incontro tra teatro e arti visive questa vibrante miscela si intensifica grazie alla presenza di corpi in carne e ossa che dialogano e si muovono nello spazio – o semplicemente lo abitano – innescando contrasti e sintonie, allontanamenti e attrazioni. È il caso di Durante, seconda tappa del percorso creativo che Pascal Rambert ha concepito per il Piccolo Teatro di Milano. Mantenendo come gangli originari le tre “cantiche” visionarie della Battaglia di San Romano di Paolo Uccello, capolavoro rinascimentale retto da una sofisticata proporzione di piani e diagonali, lo spettacolo svela una “elettrica” ragnatela di rapporti, affetti e incidenti d’amore. Ne è cardine la parola: forgiata dal cristallino laborlimae con cui Rambert plasma una lingua a misura della mirabile compagnia in scena (con nuovi innesti, interni alla Scuola di Teatro “Luca Ronconi”), affonda nella superficie raggrumata dell’esistenza e insieme si eleva a slanci metafisici.
Evocando un poeta tanto caro al drammaturgo francese, un battello ebbro di fragilità, turbamenti, apparizioni (l’Arlecchino strehleriano!) disegna le linee di una dimensione erotica della pratica teatrale che racconta, in fondo, del nostro desiderio di ri-conoscerci nell’altro.
