È in scena fino al 14 aprile al Teatro Sistina Chapiteau di Milano Billy Elliot (produzione Peep Arrow Entertainment), il musical tratto dal film di Stephen Daldry, con testi di Lee Hall adattati da Massimo Romeo Piparo. Ecco la recensione.

Foto di Gianluca Saragò

IL CAST

Giulio Scarpati, Rossella Brescia, Emiliano Fiasco, Francesco Perlamagna, Alex Pedrinzani, Monica Guazzini, Nico Colucci, Fabrizia Scaccia, Nico Di Crescenzo, Pasquale Delli Paoli, Sebastiano Vinci, Giulia Carosi, Francesco Consiglio. Regia di Massimo Romeo Piparo.

LA TRAMA

Billy Elliot è un ragazzino che frequenta un corso di pugilato, ma lo fa svogliatamente, indotto dalla passione del padre. Questi si chiama Jackie ed è un minatore che guida la classe operaia in uno sciopero a tempo indeterminato, in forte polemica contro il governo capitalista. Uscendo dalle lezioni di pugilato, Billy si ferma per caso a osservare il corso di ballo tenuto dalla rigida Mrs. Wilkinson, la quale intuisce che il ragazzino potrebbe avere la passione e il talento per il ballo. Lo mette alla prova inserendolo nella classe di bambine e Billy scopre di amare la danza, così in gran segreto dalla famiglia (composta anche da nonna e fratello maggiore) abbandona le lezioni di boxe e frequenta quelle di ballo. Si sente incoraggiato anche dalla madre che, pur morta da qualche tempo, continua a parlare a Billy in un dialogo intimo e carico di suggerimenti preziosi. Quando Jackie scopre la passione di Billy, gli tarpa le ali convinto che la danza sia uno sport unicamente per femmine. Una volta visto il vero talento del ragazzino, però, sarà lo stesso Jackie a fare di tutto affinché il figlio partecipi a un’importante audizione che potrebbe cambiargli la vita: si schiererà persino al fianco dei krumiri, abbandonando lo sciopero e tornando a guadagnare la cifra necessaria a realizzare il sogno di Billy.

LA MORALE

La passione e il talento non hanno sesso né colore politico: l’unico modo per scoprirli è vivere con libertà quello che la vita ci offre. In tal senso, non ci serve la critica di chi magari è mosso da personali fallimenti o pregiudizi, ma l’incoraggiamento di chi, amandoci, conosce cosa ci possa fare vivere bene. I sogni, anche quelli che arrivano all’improvviso, meritano di essere tentati.

Foto di Gianluca Saragò

IL COMMENTO

Una storia emozionante, arrivata al cinema vent’anni fa, quando il tema dell’inclusione non era così scontato e frequente per tutti. Una storia che ha molto da insegnare, anche per come viene affrontata: la paura dell’omosessualità viene infatti completamente cancellata dalla voglia di realizzare un sogno, disinteressandosi dell’orientamento sessuale. A questo, si aggiungano il rapporto padre-figlio e un forte interessamento alla politica e ai problemi sociali. L’intensità della storia si unisce a un ritmo che non si spegne mai, nonostante la lunghezza del testo (due ore e mezza intervallate da una pausa). Musical e prosa creano vivacità di emozioni e, a tratti, di divertimento. Un bel cast convince soprattutto nella recitazione e nel ballo, un po’ meno nel canto dove alcuni brani di Elton John forse meriterebbero un trattamento migliore, mentre a volte sembrano buttati in interpretazioni dal tono quasi casuale e incerto.

IL TOP

I due nomi principali valgono il prezzo del biglietto. Rossella Brescia è la numero uno tra le artiste complete che possiamo vantare in Italia e lo conferma in Billy Elliot, dove non esalta la straordinaria comicità espressa in altri spettacoli ma le bastano passi di danza autentica e una recitazione convincente per riconciliarci con la professionalità vera. La sua Mrs Wilkinson è tanto apparentemente cinica quanto concretamente empatica: Rossella le dà un carattere preciso con voce e presenza scenica impeccabili. Giulio Scarpati, nei panni di Jackie Elliot, crea l’emozione del padre pronto a rinunciare ai suoi ideali pur di realizzare quelli più importanti del figlio. Qualunque ruolo reciti Scarpati, ci si ritrova sempre in linea col suo personaggio, perché riesce a caricare di umanità ogni interpretazione, esprimendo passione e naturalezza: qualità che si possono affermare di pochi attori.

LA SORPRESA

Emiliano Fiasco (Billy) e Francesco Perlamagna (Michael, l’amico che si prende una cotta per Billy) sono straordinariamente coinvolgenti, emozionanti, complici e divertenti. Numeri di danza formidabili sprigionano applausi ripetutamente, ma la commozione più grande la crea Fabrizia Scaccia, nei panni della madre di Billy. Ogni dialogo col figlio è poesia, quando poi lei canta è celestiale.

Massimiliano Beneggi

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