Amadeus a Nove, questione di ore: secondo Dagospia l’accordo è stato trovato e nella giornata di venerdì 12 aprile avverrà la firma sul contratto.

L’indiscrezione vorrebbe Amadeus come responsabile dell’intrattenimento dell’emittente Warner Bros e arriva proprio nel giorno in cui è stata ufficializzata la sua conduzione per l’evento all’Arena di Verona, Una nessuna e centomila. Il concerto sarà trasmesso su Raiuno il 4 e il 5 maggio.

Dunque Amadeus lascerebbe la Rai e con lui andrebbe a Nove anche Fiorello (ormai si muovono insieme come Gianni e Pinotto). Ma perché spingersi a tanto? Perché Amadeus deve lasciare la Rai?

“Non per i soldi”, dirà il conduttore dopo la firma del contratto. E ovviamente gli crederemo come abbiamo creduto a Fazio e come facemmo a suo tempo con Bongiorno, Carrà, Baudo, Bonaccorti quando andarono a Fininvest. Tutte bugie, che speriamo non sfoceranno nella più triste e bugiarda delle recriminazioni politiche, dopo avere infarcito di comunismo gli ultimi Festival di Sanremo, anche sotto governo meloniano.

Certo il passaggio di Amadeus a Nove non sarebbe il massimo dell’auspicio: Fabio Fazio inanella un flop dopo l’altro ogni domenica, con ascolti nettamente più bassi rispetto alla concorrenza. Se Amadeus vuole accontentarsi di ribadire come il collega la frase “Ottimi risultati”, riferendosi allo storico di Nove, si accomodi pure, ma per una rete che vuole chiaramente opporsi ai colossi televisivi (e che fa parte di un colosso internazionale), sembrerebbe limitante.

Ci sono reti che, per quanto ci provino, non sono organizzate per pareggiarsi davvero a Rai e Mediaset. Fiorello non ha ebbe vita facile già quando andò a Sky 15 anni fa. Stessa cosa si dica di Simona Ventura, senza parlare di tutti quegli artisti che dovevano fare di Vero Tv la nuova Mediaset (Costanzo, Columbro, Ruta, Parietti, Tedeschi, Zuzzurro e Gaspare): un’esperienza da dimenticare per tutti loro e persino per l’emittente, chiusa dopo tre anni.

Lasciare il servizio pubblico è spesso una scelta difficile, farlo per una rete disorganizzata sarebbe un boomerang. E poco rispettoso: Amadeus ha dato tanto ma ha anche ricevuto molto dalla Rai. Nessuna emittente gli avrebbe dato pieno possesso del Festival di Sanremo, affidandogli le chiavi e la potestà su una kermesse che lui ha saputo sviluppare, ma di assoluto successo storicamente. Insomma, va bene applaudire Amadeus ma se qualcuno pensa davvero che senza di lui non ci sarebbe Sanremo si sbaglia di grosso.

E ancora, perché dichiarare all’intero mondo che la Rai ti ha offerto la prima serata con Fiorello, se poi devi lasciare? Amadeus non lo fare, sei ancora in tempo per rimanere un conduttore di punta di viale Mazzini. Se molli ora, quando torni rischi di non trovare più il tuo posto. Resisti, rimani in Rai. Fallo per i milioni di telespettatori che ti seguono ogni sera in quella oscene trasmissioni che sono Affari tuoi e I soliti idioti: nessuno li guarda perché siano belli, ma in quanto accompagnano la prima serata di Raiuno. Se vai a Nove, puoi solo accompagnare i film replicati 30 volte in un anno: perdi immediatamente pubblico e credibilità. Pensaci, fallo anche per tuo figlio: un conto è farlo andare in prima fila a Sanremo, altra cosa è farlo essere ogni domenica a guardare Fabio Fazio. Uno shock paragonabile a chi passa da mangiare caviale a mangiare mozzarella: evitalo almeno a Josè…

Eppure sembra tardi: domani avverrà la firma, tra Amadeus e Nove è ormai fatta..

Massimiliano Beneggi

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