E’ uscita Carla e la Credenza, la nuova canzone di Pierdavide Carone, autore del suo stesso brano, prodotto da Davide Gobello e Pio.

La prima domanda che viene, ascoltando Carla e la Credenza è: perché Pierdavide Carone viene costantemente snobbato dal Festival di Sanremo (e non solo)? Ogni volta che lancia un brano si balla e si canta entusiasmandosi. Con Carla e la Credenza, Carone raggiunge forse il livello più alto di divertissment musicale, che esplode in tutta la sua energia.

Si tratta di una canzone dal testo apparentemente nonsense, che gioca molto su rime divertenti: è la storia di un uomo che è stato un po’ dappertutto senza mai riuscire a dare valore alle cose importanti della sua vita. Ora cerca la pace, lontano dai rumori e dalle voci della finta cultura.

La frase del ritornello Voglio restare a galla come la mia merda più utile di me alla Madre Terra è una poetica tautologia talmente divertente rischia di diventare presto il manifesto di una generazione che ha scoperto nella psicologia contemporanea la possibilità di fare della propria depressione un motivo di autoironia. Ecco, anche per questo non può che far bene Carla e la Credenza.

Rimane un dubbio, appunto su chi sia Carla e perché dobbiamo immaginarcela dentro a una credenza. Prima che finisca l’estate lo scopriremo certamente perché questa sarà una hit sicuramente. La hit del rilancio di Carone. Deve essere così, perché è il Dio della musica a volere che Carla e la Credenza faccia ballare tutti con il suo straordinario ritmo folk.

Ecco qui sotto video visual e testo completo di Carla e la Credenza.

Sono stato sulla Luna era un po’ come una duna/ mamma mia ma che sfortuna/ Sono stato nello spazio/senza ossigeno che strazio/ quasi meglio il mio palazzo/ e mi sono rotto il cazzo/ della smania esistenziale dello spirito/ elevare tutto ciò che invece vorrei fare

Voglio restare dentro il mio appartamento senza il traffico del centro/ voglio la mia ignoranza dentro in questa stanza/ come Carla nella sua credenza/ Io me boh va beh

Sono stato anche su Marte mi annoiavo un poco a morte/ e non c’era forma d’arte/ prendi e mettila da parte/ Basta voglia di scoprire: anche un premio Nobel muore/ l’hanno detto al televisore

Voglio restare dentro il mio appartamento senza il traffico del centro/ voglio restare a galla come la mia merda più utile di me alla Madre Terra/ e dimeno la coda senza capo né coda/ pazzo proprio come una giornata/ nudo a prendere il sole per sentirmi migliore e insultare uno di colore

Voglio restare dentro il mio appartamento senza il traffico del centro/ voglio la mia ignoranza dentro in questa stanza/ come Carla nella sua credenza/ voglio restare a galla come la mia merda più utile di me alla Terra/ e che la mia esistenza muoia in una danza/ come quella carpa nella lenza o una capra di Faenza/ o la Carla e la Credenza/ io me boh va beh

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