La ruota della fortuna piace ancora. Come si poteva immaginare, il remake dello storico quiz con la conduzione di Gerry Scotti è un esperimento vincente. Oltre il 22% di share alla prima puntata.

È quasi tutto uguale a trent’anni fa, dalle regole ai ritmi del programma, in linea con quelli dettati da Mike Bongiorno, già sprintosi all’epoca e senza necessità di essere velocizzati ossessivamente come fece qualche anno dopo Enrico Papi. Scompare (purtroppo) il jingle storico “Gira la ruota, ma con la simpatia e la professionalità di Gerry Scotti La ruota della fortuna non si snatura e nemmeno il conduttore prova a essere diverso da quello che conosciamo. Anche perché lui è l’erede naturale di Mike, ormai il quiz è nelle sue corde da sempre: il motto “Ocio che arriva”, con cui annuncia le nuove frasi misteriose da scoprire, lo usava già ai tempi de Il Quizzone, a riprova di un genere televisivo non inventato ma sviluppato da lui negli anni.

Le poche cose che cambiano ne La ruota della fortuna di Gerry Scotti non fanno altro che confermare che il gioco non se ne è mai davvero andato dalla tv. Le tre manche veloci, in cui i concorrenti non devono né girare la ruota né chiamare alcuna lettera, mentre le caselle si riempiono da sole in pochi secondi, somiglia molto alle prove di Caduta libera. Naturalmente con la conduzione dello stesso Scotti questa somiglianza si rende ancor più evidente. Insomma, senza saperlo abbiamo giocato alla Ruota della fortuna anche in questi ultimi anni.

C’è però qualcosa di poetico, forse anche di piacevolmente nostalgico, nel rivedere espressamente la ruota colorata girare, con tanto di valletta (Samira Lui, già ex Ereditiera su Raiuno) a scoprire le caselle. In un’epoca in cui la tecnologia consente di mostrare le lettere direttamente dalla regia, non avere rinunciato alla valletta vuol dire cercare una continuità con la bella tv di Mike, dove tutti sono indispensabili e non c’è un solo protagonista nella trasmissione. Ne abbiamo parlato già in Non chiamateci vallette, ma vale sempre la pena ripeterlo: laddove ci sono le vallette, c’è una tv intelligente e non è casuale.

La ruota della fortuna quindi funziona ancora: in teoria è prevista solo fino al 2 giugno per celebrare i 100 anni dalla nascita di Mike Bongiorno, ma la sensazione è che tre settimane siano davvero troppo poche per un programma storico. Esperimento riuscito, ora si pensi a farlo proseguire per tutta l’estate. Abbiamo bisogno di indovinare frasi misteriose e sentire la freschezza di un quiz divertente e dinamico, anche in vista del caldo torrido.

Massimiliano Beneggi

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