Amadeus a Nove è la notizia che continua a rimbalzare sui media da un mese a questa parte. La rete del gruppo Discovery sembrerebbe voler fare sul serio: oltre al direttore artistico degli ultimi anni del Festival di Sanremo, paiono pronti a sbarcare a Nove anche Barbara D’Urso e Francesca Fagnani (per quest’ultima un ritorno, anche se questa volta con una crescita professionale decisamente più importante).

In tanti hanno paragonato Nove a Mediaset, con l’esodo di personaggi illustri della Rai pronti a sbarcare il lunario sulla rete privata. La domanda che tutti si pongono è: vale la pena fare questo trasloco, che in fondo al pubblico cambia ben poco? Proviamo dunque a ripercorrere i casi più eclatanti e vediamo in quanti casi l’esodo dalla Rai si è rivelato vincente e in quali no. Curiosamente, uno dei flop più eclatanti fu proprio di Amadeus.

ESODO VINCENTE: Mike Bongiorno, Corrado, Raimondo Vianello, Sandra Mondaini, Maurizio Costanzo furono i primi ad approdare a Canale 5, dopo tantissimi anni di Rai. Una vera scommessa per loro, che si fidarono delle idee innovative di Berlusconi e ebbero ragione. Non avrebbero mai più lasciato la Fininvest.

Enrica Bonaccorti fu costretta a lasciare la Rai per uso privatistico del servizio pubblico, dopo aver annunciato in diretta tv che sarebbe diventata mamma. Ciao Enrica e La giostra furono solo i primi successi di 12 anni pieni di soddisfazione a Mediaset.

Raffaella Carrà ebbe solo un’esperienza a Mediaset, decisamente fortunata, perché Raffaella Carrà Show sarebbe stato riproposto anche in Spagna su Telecinco.

Paolo Bonolis è quasi sempre riuscito a spuntarla. Successe quando abbandonò la Rai giovanissimo per condurre Bim Bum Bam, quindi nel 1996 quando tornò a Mediaset la seconda volta con Tira e Molla. Un po’ più sfortunato il ritorno nel 2005: Serie A e Fattore C (fotocopia dell’appena abbandonato Affari tuoi) furono due flop, che tuttavia Bonolis superò col successo de Il senso della vita.

Lorella Cuccarini non ha sbagliato un colpo, facendo bene a seguire il Maestro Baudo nel 1987 con Festival, dando seguito a Odiens, Paperissima e altri fortunati successi. Quando ha fatto ritorno da La vita in diretta nel 2019 ha trovato una nuova vita come giurata di Amici.

Milly Carlucci era una ragazza quando aveva lasciato la Rai per approdare a Canale 5 nel 1985. Fu l’inizio della svolta (che poi si sarebbe concretizzata del tutto solo nel ritorno alla Rai): alle tante edizioni dei Telegatti e Vota la voce si aggiunga il successo di Bellezze al bagno.

Gabriella Carlucci fece ancora meglio della sorella: arrivata conducendo Donna sotto le stelle nel 1993, ebbe grande successo con Buona Domenica e in seguito con Melaverde. Il passaggio a Mediaset le fece bene-

Marco Columbro aveva solo due esperienze da ragazzo sulla Rai (Fresco fresco, C’era due volte) quando arrivò a Canale 5 con Buongiorno Italia. Divenne un personaggio simbolo della Fininvest, che lasciò solo nel 2003 quando fece male nel ritorno a viale Mazzini con Scommettiamo che?. Da quel momento venne cancellato dalla tv.

Loretta Goggi tornò dopo diversi anni a condurre un programma con Viva Napoli!, al fianco di Mike. Fu un successo, sugellato dalla fiction Due per tre, con Johnny Dorelli.

ESODO INCERTO: Pippo Baudo fece benissimo al suo debutto su Canale 5, quando arrivò la prima volta nel 1987 conducendo Festival, in prima serata il venerdì. Il presentatore, però, sentiva la nostalgia della diretta e viveva l’ostracismo di Antonio Ricci, Corrado e Maurizio Costanzo: così, sentendosi a disagio, lasciò nuovamente Mediaset per fare ritorno alla Rai. Il secondo tentativo a Cologno Monzese fu più tragico: un flop dopo l’altro nel triennio 1997-1999 tra Una volta al mese, Tiramisù, La canzone del secolo, La festa del disco. Da gennaio 2000 sarebbe tornato da Mamma Rai. Il vero debutto sulle reti private, però, Baudo lo aveva avuto con Un milione al secondo, condotto nel 1984 su Rete 4 mentre era contemporaneamente in Rai.

Piero Chiambretti è appena tornato alla Rai ieri sera dopo vent’anni. Il suo arrivo a La7 con Markette fu un successo (e anche quello successivamente a Canale 5). Tuttavia, l’esordio sulla tv privata con Pronto Chiambretti? non fu esaltante.

Adriano Celentano fece un boom di ascolti la prima volta su Canale 5 col concerto in diretta dall’Arena di Verona, Rock Economy. Il pubblico, però, lo abbandonò nel 2018 quando condusse il suo primo vero show su Mediaset, Adrian.

Alberto Castagna soffrì le pene dell’inferno con il suo Sarà vero? nella stagione 1993/1994, in cui si domandava chi gliel’avesse fatta fare di lasciare la Rai. Il successo di Stranamore, la stagione successiva, gli diede però l’occasione di non tornare mai più a viale Mazzini.

Simona Ventura lanciò davvero la sua carriera nel passaggio a Mediaset nel 1994 con Mai dire Gol, dopo diversi anni da inviata alla Rai. Quando però lasciò Quelli che il calcio nel 2011 per tornare alle tv private, fu un disastro dietro l’altro: Sky e la pessima esperienza di Agon Channel rischiarono di farle finire anzitempo l’avventura in tv.

Bianca Berlinguer nessuno l’avrebbe mai immaginata in una rete di Berlusconi. Ci è andata col suo Cartabianca, ma gli ascolti sono più bassi di quelli che otteneva su Raitre, anche se comunque non è definibile un flop.

ESODO FLOP: Fabrizio Frizzi ebbe solo un’esperienza a Mediaset e fu un flop incredibile. Conduceva Come sorelle con Valeria Mazza, ma la trasmissione (anno 2003) dovette chiudere una settimana prima per bassi ascolti. Dopo pochi mesi Frizzi tornò a condurre Piazza Grande.

Gianfranco Funari portò su Italia Uno il medesimo format che già aveva fatto apprezzare in Rai: su Mediaset si intitolava Mezzogiorno italiano. Fu un successo a metà, che lo vide lentamente logorare il suo rapporto con Berlusconi prima di approdare alle tv minori.

Enzo Tortora passò a Rete 4 a inizio anni ’80, per sperimentare la tv privata. Italia parla si rivelò un fiasco.

Antonella Clerici tentò la conduzione di A tu per tu nel 1997. Fu surclassata dall’ospite fisso Funari, fino a uscire dalla trasmissione. Dall’anno dopo tornò in Rai.

Mara Venier fu disastrosa nel suo arrivo a Canale 5 nel 1997 con Ciao Mara e Una goccia nel mare. Anche la sua seconda vita a Mediaset non la vide protagonista di un programma tutto suo: si dovette accontentare di fare la giuria a Tu si que vales.

Flavio Insinna, prossimo a passare a La7, non ha una grande esperienza nella tv privata. Entrò nella tv di Berlusconi nel 2011 dopo il successo di Affari tuoi. Gli affidarono la conduzione de La corrida e del programma Il braccio e la mente: andò malissimo.

Michele Santoro andrebbe probabilmente inserito in una categoria a parte dei giornalisti (ma qui eviteremo di citare i vari Mentana, Fede, Porro, tutti soddisfatti peraltro delle loro esperienze). Lui, però, è un anchorman che arrivò nella tana del lupo: Moby Dick non funzionò su Italia Uno. Dovette tornare alla Rai.

Amadeus: proprio lui. Dopo una carriera sfavillante a Mediaset, passò con successo a Raiuno dove dopo qualche anno, come Frizzi, litigò con la dirigenza. Provò a tornare a Canale 5 nel 2006, ma incontrò solo flop prima di risalire la china proprio in Rai. Si ricordino Formula segreta, Uno contro Cento, Canta e vinci.

Positivi i passaggi dalla tv pubblica a quella privata per Massimo Giletti e Fabio Fazio, anche se quest’ultimo fu un flop assoluto quando arrivò a La7 nel 2001 e, tutto sommato, quest’anno ha replicato gli ascolti che faceva già su Raitre, ossia ha sempre perso contro i concorrenti diretti. Un successo per Nove, meno per lui.

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