Dal 28 maggio all’1 giugno, Lluís Pasqual torna al Piccolo di Milano, sul palcoscenico del Teatro Strehler, con Nozze di sangue, di Federico García Lorca

Lina Sastri è la straordinaria protagonista di questo dramma in cui si intrecciano amore, tradimento e vendetta e che mette in scena, tra teatro, danza e canto, un fatto di cronaca attraverso gli occhi di uno dei più celebri poeti del Novecento. 

Lo spettacolo è una coproduzione Teatro Stabile di Catania, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e Teatro Stabile di Palermo.

 

La trama. Nel dramma di García Lorca solo uno dei personaggi ha un nome, gli altri sono ruoli, funzioni sociali e archetipi di una società chiusa e violenta, che soffoca nel sangue la passione. Sessismo, limitazioni alla libertà personale e clima repressivo non erano estranei al poeta e drammaturgo spagnolo, destinato a una tragica fine tre anni dopo il debutto dell’opera, nel 1933. 

Lluís Pasqual, che per il Piccolo ha firmato, nel 1986, El publico e, nel 2010, Donna Rosita nubile, profondo conoscitore di García Lorca, accentua la temperatura poetica del dramma, dando vita ad una contaminazione tra prosa, danza e musica lontana da ogni naturalismo e forte della versatilità di un’interprete d’eccezione come Lina Sastri.

 

«Nozze di sangue, uno dei titoli più folgoranti della storia del teatro del Novecento europeo, non è altro che una “cronaca di un fatto di vita” raccontato da un poeta – commenta il regista –. A pochi chilometri da Granada, in una campagna secca, durante una festa di matrimonio, la sposa fugge con un lontano parente. Lo sposo tradito li insegue e si finisce a coltellate. La notizia appare sui giornali.

Nella mente del poeta, questa storia vera ha fatto un viaggio profondo e scuro, e il suo racconto dei “fatti” è diventato un urlo contro qualsiasi “convenzione” nel campo dell’amore e un grido di libertà nel seguire la passione che brucia due cuori e due corpi in una stessa fiamma. Nel viaggio del racconto ha creato due personaggi enormi, due vittime, due donne: la fidanzata e la madre. Quelle che restano e che dovranno trascinarsi a vita il dolore e le ferite che provengono dal cosiddetto cainismo spagnolo: fratello contro fratello, divisi fino alla morte.»

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