Appena scattate le 23, a elezioni europee terminate, occhi puntati su Maratona Mentana, Speciale Porta a Porta, Bianco e nero: ma perché? È curioso in effetti che in un’Italia dove si fa a gara per celebrare il proprio astensionismo al voto, i canali televisivi si impegnino con tanto fervore a cercare di creare la migliore informazione sul tema che ha disinteressato metà degli italiani.

Mentana maltratta (un po’ scherzando è molto no) in diretta i suoi collaboratori perché siano più rapidi e seguano i suoi ritmi, Vespa fa un collegamento ogni tre minuti per sapere a che punto sono i risultati delle proiezioni affinché possa essere il primo a darne notizia. C’è grande passione intorno all’argomento. Ma a ben guardare diventa presto la fiera dell’inutilità. Perlomeno in una tornata elettorale come questa, in cui il partito di Giorgia Meloni stravince dall’inizio alla fine su tutti gli avversari, senza appello né possibilità di ribaltoni.

Come in una noiosa tappa ciclistica, i dibattiti politici post elezioni sono un contentino per gli appassionati, ma se non succedono colpi di scena svelano tutta la loro pochezza. Sì, perché la forza di queste trasmissioni è concentrata sui risultati, non certo sui ragionamenti degli esperti in studio, che valgono come i commenti da sapientone di Davide Cassani al fianco del telecronista di turno nel Giro d’Italia. Possono raccontare quello che vogliono, anche le statistiche mai rivelate prima, a interessare però sono solo i risultati. Se la tappa è noiosa, ci si rende conto di quanto bestialità vengano dette da chi parla.

Il commento diventa retorico, fatto di se e di ma, con cui notoriamente non si fa la storia ma alcuni politologi pretendono di poter usare per narrare passato, presente e futuro. A ogni aggiornamento aumenta il distacco tra la forza principale in fuga e il plotone degli inseguitori, con tanto di ipotesi su cosa potrebbe accadere mezz’ora dopo. Poi arriva il momento in cui iniziano ad arrivare le interviste a caldo ai protagonisti che, esattamente come i corridori, hanno sempre una giustificazione pronta in caso di grave sconfitta. Tuttavia anche questa non viene quasi mai ammessa: anzi, hanno vinto tutti. Peccato che la maglia rosa la indossi sempre soltanto uno.

A proposito, prima che ci si facciano illusioni dopo una nottata passata a sciorinare risultati in percentuali, sarà bene ricordare a chi conduce quelle trasmissioni che a poco servirà fare share alti in piena notte, quando nessuno guarda la tv. E che il gioco linguistico non porti a parlare di interesse degli italiani per i programmi politici: se interessassero davvero i programmi elettorali, l’astensionismo non sarebbe mai la consolazione dei perdenti.

Massimiliano Beneggi

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