Poche ore dopo l’annuncio di Carlo Conti che ripristinerà Sanremo Giovani, come da copione sbocciano le prime polemiche. Ovviamente sui social, ovviamente smodate, ovviamente create da gente senza arte né parte. In tanti hanno già commentato sostenendo che vi sia un ritorno al passato che allontanerà i giovani da Sanremo. Non facciamo confusione: casomai Sanremo Giovani torna a essere una gara a sé.
In poche parole: non succederà più che chi vince il concorso a dicembre tra i Giovani vada a gareggiare contro i superBig della musica italiana. Se la cosa disturba chi alimenta polemiche, è bene ricordare che cosa andremo davvero a perderci (e cosa guadagneremo).

Anzitutto ci risparmieremo tante ricerche su Google per scoprire affannosamente chi siano certi cantanti. Sì, perché quando arrivano i giovani a Sanremo tra i Big, senza aver fatto nemmeno un brano di successo, sono dei meri sconosciuti. La storia (breve) di questa commistione tra le categorie dimostra che, purtroppo, quasi sempre rimangono sconosciuti anche dopo il Festival. Non dimentichiamoci che con una formula simile abbiamo avuto vincitori tra i Big i Jalisse nel 1997 e Annalisa Minetti nel 1998: Dio non voglia abbattere i loro talenti, ma la successiva prosecuzione delle rispettive carriere è sotto gli occhi di tutti. Nulla di indimenticabile.
Analizziamo attentamente cosa è accaduto negli ultimi anni. Il primo a provare questo esperimento fu Claudio Baglioni: a dicembre 2018 si svolgeva Sanremo Giovani, in due serate diverse. Chi vinceva, andava tra i Big a febbraio. Emersero Mahmood (già partecipante anni prima) e Einar. Sul primo non si discute, sul secondo nemmeno Federica Sciarelli si è mai preoccupata di saperne il destino.
Quando Amadeus ha ripristinato questa strana formula, sono venuti fuori nomi più improbabili che mai: Matteo Romano, Yuman, Will, Colla Zio, Shari, Sethu, Bnkr44. A loro si aggiungano Olly e Santi Francesi, già emersi da due talent diversi ma subito dimenticati. Incomprensibile (ma non troppo visto che è prodotto dal management di Amadeus) come sia finito tra i Big anche Maninni, non finalista nel 2022, ma nella categoria principale nel 2024.
È andata meglio (ma chissà come continuerà davvero la carriera in futuro) a Clara, Tananai e Gianmaria. Troppo poco per credere a questa ruffianata targata Amadeus che, giustamente, Carlo Conti ha abolito per non bruciare promettenti carriere.
Massimiliano Beneggi
