È uscita Se avessi, la canzone autobiografica di Cristina Scuccia, scritta da lei stessa con Alessio Marullo e Iacopo Falsetti.
Impossibile in effetti non intuire il racconto di una crisi personale della protagonista, che ha abbandonato l’abito da suora per una vita laica, ma senza rinnegare la morale che l’ha accompagnata nella sua vita. Le domande che si fa la Scuccia, infatti, sono relative a come sarebbe stata la sua esistenza se avesse fatto scelte diverse. Compresa una fede maggiore, che pensava essere più forte (ma non si è comunque estinta).

Intrappolata tra le incertezze e i dubbi di una vita a cui potrebbe non bastare la fede per risolvere tanti quesiti che si pone a Barcellona, vicina alla sua Ragusa, Cristina Scuccia trova la risposta giusta: inutile guardare a ciò che non si è fatto e ai sogni che sono cambiati nel tempo. Il passato è passato e i sacrifici fatti sono in ogni caso utili a crescere e a riscrivere la propria personale storia. Anche per questo va interpretata come una canzone di rinascita più che di giustificazione di una scelta del tutto personale.
Se avessi viene presentata così: “È un viaggio interiore che porta alla luce aspetti mai esplorati. Il tutto attraverso l’abbandono delle proprie certezze e la scoperta di nuove realtà e paure”.
Melodicamente una bella canzone, che forse avrebbe avuto più attenzione su un palcoscenico come Sanremo: tra i tormentoni dell’estate ci perderemo un po’ questa Se avessi. Una canzone che, tuttavia, probabilmente verrà fuori meglio più tardi. In ogni caso va ammesso: Cristina Scuccia ha una bella voce. Anche se il velo da suora la aiutò a farsi conoscere, fu apprezzata anzitutto per il talento artistico. Giusto proseguire a darle spazio dopo il successo di Io canto. E chissà, magari Sanremo tornerà a essere nel suo mirino ora che al Festival è tornato Carlo Conti, con cui andò già vicino a partecipare nel 2016.
Ecco video e testo di Se avessi.
Ho bisogno di trovare un senso/ per smaltire questa rabbia che ho dentro/ nel mio corpo chiusa in trappola anime ballando/ quando il buio è così buio riaccendo la mia identità sospesa nel tempo/ in un giorno senza sole perdo tutte le parole senza un perché
Tra le vie di Barcellona torno a casa e ballo ancora: quando arriva poi la notte, la notte la notte: se mi fermo e penso che poi se se la fede non bastasse se una sfida non bastasse per risolvere i quesiti a cui ho pensato tanto/ per dei sogni tanto ambiti oltre il nero e il bianco e se avessi amato meglio o sbagliassi ciò che sento e se avessi capito se avessi creduto di più se avessi se avessi se avessi se avessi
Sarà giusto o sarà sbagliato quale sia la verità non importa è già passato/ sulla pelle cicatrici con tanti sacrifici e poi mi sento persa nelle incertezze e questo mondo no non dà carezze e forse ha senso che non c’è un senso e se
Tra le vie di Barcellona torno a casa e ballo ancora: quando arriva poi la notte, la notte la notte: se mi fermo e penso che poi se se la fede non bastasse se una sfida non bastasse per risolvere i quesiti a cui ho pensato tanto/ per dei sogni tanto ambiti oltre il nero e il bianco e se avessi amato meglio o sbagliassi ciò che sento e se avessi capito se avessi creduto di più se avessi se avessi se avessi se avessi
Tra le vie di Barcellona riscrivo la mia storia e se avessi capito se avessi creduto di più se avessi se avessi se avessi
