Ancora una volta circolano voci (infondate) su Ylenia Carrisi: il web, purtroppo, non smette di diffondere news corredate da titoloni suggestivi per acchiappare i clic. L’ultimo, in ordine cronologico, riguarda appunto la figlia di Al Bano e Romina Power, sparita dal 1994 e come noto dichiarata morta presunta.
Nei giorni scorsi, sui social, Romina Carrisi, la figlia minore della coppia, ha postato in una storia la foto di un vecchio libro appartenente alla sorella Ylenia. Nello specifico un Little Golden Book su cui Ylenia, da bambina, aveva scritto il proprio nome.

La foto di Romina era molto tenera e giustificava il ricordo nei confronti della sorella, attraverso questo oggetto. Peccato che, al solito, ci sia stato chi ha pensato bene di speculare. Tanti siti web hanno incominciato a prendere la notizia per farne titoli che non c’entravano nulla col significato del contenuto: Ylenia Carrisi, grande gioia dopo 30 anni dalla sua scomparsa: è stato ritrovato, titola un sito pur mantenendo la correttezza dei sostantivi maschili e femminili, ma pur sempre giocando con il significato delle parole che provano a lasciar intendere tutt’altro. Qualcun altro, in maniera peggiore, ha scritto senza vergogna: Ritrovato oggetto appartenente a Ylenia Carrisi che fa ben sperare. Magari fosse così: purtroppo il libro ritrovato non dà alcuna informazione circa la scomparsa di Ylenia, né voleva essere questo il senso della storia pubblicata da Romina.
Insomma, sulle fake news continua a sussistere il problema, perché se da un lato ci si scherma dietro a contenuti che con grandi giri di parole raccontano in due righe quanto accaduto realmente, dall’altra la legge al momento non impedisce di fare certi titoli. Peccato che siano proprio questi ad attirare i lettori sul web, creando così confusione tra chi prova a fare un’informazione seria e chi invece si preoccupa solamente di avere le visualizzazioni sul proprio sito. A questo punto sarebbe il caso di mettere un freno importante anche su questo fenomeno e, naturalmente, di lasciare che le situazioni delicate vengano affrontate con l’attenzione dovuta.
