È uscita Farò più rumore del ratatata degli Eugenio in via di Gioia.
È l’estate del Ratata di Mahmood, ma non solo. Questa canzone è infatti una bella ballata folk orecchiabile e ritmata, che sembrerebbe alludere a un testo divertente. In realtà il significato di Farò più rumore del ratatata è molto profondo. Gli Eugenio in via di Gioia, infatti, propongono per l’estate 2024 un testo pacifista.

Non a caso c’è la citazione di Imagine, notoriamente usato come brano che inneggia alla libertà e alla pace nel mondo. Quel genere di umanità, tuttavia, appare ormai utopistica è rintracciabile solo in quel brano di Lennon. D’altra parte gli Eugenio in via di Gioia sono chiari: finché c’è musica c’è speranza per l’amore nel mondo.
Vietato dunque stancarsi di gridare l’amore per la libertà, a costo di perdere la voce (ma di sicuro non la dignità). Tante discussioni e dibattiti politici diventano inutili se non si fa nulla per evitare dolori e contrasti: quel silenzio che si pone di fronte a certe situazioni fa male come un’arma. Gli Eugenio in via di Gioia sono certi: arriverà il momento in cui la voce del popolo farà più rumore di qualunque arma, basta essere tutti insieme per una rivoluzione.
Testo forse un po’ utopistico, diranno molti: può darsi, ma c’è bisogno in questa vita di sentirsi dire che non tutto il bene è sempre impossibile. Se poi si balla volentieri come in questo caso, ecco che il messaggio arriva prima e fa breccia nel cuore di ciascuno.
Ecco video e testo di Farò più rumore del ratatata.
C’era un ragazzo nero giallo bianco e trasparente/ viveva in Cina Italia Russia e MedioOriente/ vigeva più diritti e meno privilegi/ da quando se n’è andato lo cerco dentro Imagine
La strada è la mia casa e la famiglia è la gente/ la sarta, il panettiere, la banca e il presidente/ e sogno un mondo semplice fatto di persone/ e che la libertà viva dentro a una canzone
In piazza nei vicoli e fuori città/ farò più rumore del ratatatà/ ratatatà farò più rumore del ratata
E suona la chitarra suona fino all’alba/ e canta che la voce questa voce è un’arma/ ti vengo sotto casa e grido scendi e parliamo/ la guerra uccide ma il silenzio giuro gli dà una mano
E un pazzo urla da solo in mezzo ad altre persone/ ma se stiamo tutti insieme sarà rivoluzione
In piazza nei vicoli e fuori città/ farò più rumore del ratatatà/ tarattatatarattatatà farò più rumore del ratatatà/ tarattatatarattatatà farò più rumore del ratatatà
Rappato: Qualcosa rimane, riesci a guardarmi negli occhi/ cosa deve succedere ancora là fuori/ è davvero ti droghi? A che serve studiare?/ tesi politiche, critiche e poi tutto questo sapere/ si rimane a guardare al sicuro davanti alla tele/ non basterà questo a pulir la coscienza/ non piangete per me ma per la vostra essenza/ accendete la musica adesso che in strada la luce si è spenta
E perderò la voce non la dignità/ in faccia al dolore all’avidità/ e sarò amore sarò musica finché sarò vivo e finché sarò qua
In piazza nei vicoli e fuori città/ farò più rumore del ratatatà/ tarattatatarattatatà farò più rumore del ratatatà/ tarattatatarattatatà farò più rumore del ratatatà
