Si chiamano Umberto e Damiano le rivelazioni dell’intrattenimento di questa stagione. Parliamo di due ragazzi romani classe 1992 e 1993 che da qualche tempo stanno letteralmente spopolando con la loro ironia.

Giusto per dare un’idea: su Instagram contano già 183 mila followers e hanno cominciato solo dallo scorso settembre a essere personaggi radiofonici, con una trasmissione in prima mattina su Radio Deejay.

Umberto e Damiano hanno partecipato con successo a Italia’s got talent nel 2022 e nel recentissimo Acchiappatalenti di Milly Carlucci su Raiuno. Hanno una gavetta che dura da ormai oltre 15 anni e che spazia tra diverse televisioni locali, ma la loro popolarità continua a essere soprattutto sul web, dove tutto è nato. Sono infatti ormai famosi da tanti anni sui social per le gag che li vedono protagonisti soprattutto con i pensionati.

Il meccanismo dei loro sketch è semplicissimo e apparentemente banale quanto in realtà geniale. I due si capiscono al volo e hanno una sintonia naturale straordinaria. Umberto (relativamente basso, barbuto e con gli occhiali) e Damiano (ragazzone alto e riccioluto) vanno nei mercati e cercano le prede di nuovi scherzi. Ne combinano di tutti i colori. Per esempio si inventano di dover intervistare il titolare del fan club di Claudio Baglioni o con un cuoco che non si sono presentati all’appuntamento, quindi chiedono ad anziani (sempre piuttosto arzilli) di fingere di essere gli ospiti attesi dalla regia e dal pubblico: questi accettano, per poi ritrovarsi inguaiati nel non sapere cosa raccontare. Oppure Damiano, che è sempre il più “discolo” che inguaia le vittime, chiede aiuto a un signore perché gli regga uno zaino mentre deve parcheggiare: questo lo fa generosamente ma ecco che subito dopo arriva Umberto, sempre nei panni dell’intervistatore, pronto a domandargli se sappia qualcosa di un venditore di merce contraffatta che si aggira con uno zaino. Quindi torna Damiano con il suo sguardo irresistibilmente sornione e il povero signore viene additato dal ragazzo come il venditore abusivo. Un’altra volta Umberto parla delle problematiche edilizie insieme ai classici avventori dei cantieri stradali, sempre animati da questi argomenti, e li illude di parlare al telefono con uffici del Comune che possano risolvere la questione. Dall’altra parte del telefono, però, c’è Damiano e ovviamente le vittime dello scherzo si trovano in un vicolo cieco da cui faticano a uscire. Chiunque si fermi a parlare con Umberto e Damiano, insomma, si deve pentire dopo pochi minuti, perché loro portano alla luce problemi che fino a un attimo prima nessuno sapeva nemmeno esistessero e anziché trovare una soluzione, portano all’esasperazione i poveri pensionati, costretti a difendersi da accuse infondate.

Va detto che Umberto e Damiano sanno scegliere le loro prede. Non immaginatevi anziani confusi e in difficoltà: sono sempre pensionati molto arzilli, spesso pronti a rispondere per le rime. Capita anche che Umberto fermi un anziano chiedendo di spaventare Damiano, il quale finge di rimanerci secco, ma il pensionato se ne frega e se ne va autoproclamandosi innocente. In altri casi le vittime sono palesemente consapevoli dello scherzo ma si mostrano disponibili a reggere il gioco per rendere tutto molto divertente: in fondo un po’ di visibilità piace a tutti. Solo in rari casi le vittime alla fine dello scherzo ancora non hanno capito cosa gli sia stato combinato intorno: come quelli che chiacchierano appoggiati al palo e vengono fermati da Umberto e Damiano con il ringraziamento di fare un lavoro socialmente utile, ossia reggere il palo barcollante.

Fanno ridere Umberto e Damiano. Non sono comunque mai offensivi, divertono perché sono spontanei e perche alcune gag si intuisce debbano averle pensate lì per lì. Se fermano gli anziani e non i più giovani è solo perché i primi sono disponibili a scambiare quattro chiacchiere pur di evitare la noia. È perché i ragazzi difficilmente hanno la pazienza di parlare di argomenti utili senza nulla in cambio. Dunque possono anche mettersi a tacere i benpensanti (pochi a onor del vero) che commentano “Se fosse tuo nonno non lo faresti”. Non sono cattivi, anzi alla fine delle gag Umberto e Damiano si abbracciano con le vittime ringraziandoli di aver giocato con loro (che infatti accettano di essere mandati in onda sul web). In fondo fanno la stessa cosa che fa Paolo Bonolis e sono molto meno inopportuni di quanto non lo fosse Frank Matano coi suoi scherzi volgari al telefono o peti in faccia alle persone. Non parliamo di Pio e Amedeo, miracolati senza arte né parte, la cui comicità si basa sul solo insulto gratuito.

C’è però un problema che va sollevato. Umberto e Damiano possono funzionare solo sui social e al massimo in radio. Speriamo quindi non avvenga anche per loro il passaggio sul piccolo schermo, che purtroppo risparmia sempre più spesso sui casting per adeguarsi ai social (che però hanno un linguaggio diverso, oltre a richiedere un talento inferiore). Sì perché la domanda è: cosa sanno fare davvero Umberto e Damiano? A Italia’s got talent hanno fatto ridere con la loro Frozen in versione ridotta e a basso costo. Su Radio Deejay commentano di tutto e sono simpatici. Ma sempre in troppo breve tempo per apprezzarne il loro reale talento. Si fatica a definirli comici, perché per fare ridere devono sempre servirsi della sponda su altre persone. Cosa sarebbero Umberto e Damiano senza gli avventori del mercato? Cosa sarebbero senza pensionati con cui prendersela? Possibile che non esista più una comicità come quella di Pozzetto, De Sica, Proietti, Sordi, Totò, Villaggio e via dicendo, capaci di far ridere senza sperare nella spalla inconsapevole di altre persone da prendere in giro?

Fatte salve rare eccezioni come Max Angioni e Pintus, pare davvero difficile trovare comici autentici da una ventina di anni a sta parte. Quando succede, ci si deve sempre infilare troppa volgarità. La comicità per la tv sta morendo. Anche per questo funziona sui social, dove tutto è più rapido e dove occorrono spontaneità e rapidità. Che non tutti però sanno proporre: per fortuna Umberto e Damiano sono campioni in questo. Per il salto di qualità in un film o in uno show tv, però, bisogna ancora aspettare.

Massimiliano Beneggi

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