Si è spento a 93 anni il cantautore e discografico Gianni Moccia. Il primo cantante per il quale fu coniato il termine cantautore.

La notizia della morte si diffonde in queste ore, dopo che lo storico musicale Ugo Caruso ne ha fatto un post settimana scorsa su Facebook. In molti non se ne sono accorti, o forse hanno ritenuto di poca rilevanza la notizia, giunta comunque quattro mesi dopo l’effettiva scomparsa di Gianni Meccia, su cui la famiglia ha mantenuto il più grande riserbo. Ora che la notizia è diventata pubblica e ha trovato conferma ufficiale, purtroppo la comunichiamo anche noi. Ecco chi era Gianni Meccia.
Nato a Ferrara il 2 giugno 1931, Gianni Meccia inizia la carriera a soli 20 anni. Trasferitosi a Roma per intraprendere l’attività di attore cinematografico, inizia ad esibirsi nei locali della capitale cantando alcune canzoni di sua composizione, e nel 1954 riesce anche a fare un’apparizione estemporanea nella trasmissione televisiva Primo applauso. Conosce in questo periodo Franco Migliacci, con il quale avrà in seguito occasione di collaborare, ed è proprio Migliacci che riesce a procurargli un’audizione presso la RCA Italiana; durante questo provino, in cui esegue alcune sue canzoni caratterizzate da testi umoristici e surreali (come Odio tutte le vecchie signore, Il tarlo, Anche le guardie possono perdere l’equilibrio, Diomira) viene ascoltato per caso da Mario Riva, che decide di chiamarlo come ospite al suo programma Il Musichiere.
Desta scalpore in questa trasmissione, agli inizi del 1959, in cui, accompagnandosi con la chitarra, esegue Odio tutte le vecchie signore, che inciderà solo anni dopo. Nello stesso anno l’RCA gli propone un contratto, per cui inizia ad incidere i primi 45 giri per la sottoetichetta Camden: per lui è coniato nella prima volta in Italia il termine cantautore. Nel frattempo una sua canzone è incisa da Domenico Modugno: Non restare fra gli angeli, di cui Meccia scrive il testo.
Dopo il primo 45 giri, Jasmine, passato inosservato, il successo arriva con il secondo, Il barattolo, arrangiata da Ennio Morricone, che ha l’idea di inserire il rumore di un barattolo che rotola (fatto cadere su uno scivolo ricoperto da ghiaia e cemento); il successo è replicato dal singolo successivo, Pissi pissi bao bao, e, alla fine dell’anno, da Il pullover. Nello stesso periodo riscuote un grande successo come autore con S’è fatto tardi, Folle banderuola, cantata da Mina, Alzo la vela, interpretata da Jenny Luna, Primo sguardo, scritta per Nilla Pizzi, e Così, a poco a poco, cantata da Teddy Reno.
Nel 1961 debutta al Festival di Sanremo con il brano Patatina, scritto con Franco Migliacci e cantato con Wilma De Angelis; dello stesso anno è il brano Io lavoro e la partecipazione al film “musicarello” Io bacio… tu baci.
Il suo più grande successo da autore è però Il mondo, scritta per il testo con Jimmy Fontana (su musica di Carlo Pes, Lilli Greco e Jimmy Fontana)[3], che la incide, e diventa un successo mondiale. Nel 1967 partecipa al Festival di Sanremocon Ma piano (per non svegliarmi), cantata da Nico Fidenco e Cher, che non accede alla finale (ma pochi mesi dopo viene inclusa dai Nomadi nel loro primo album, Per quando noi non ci saremo); nello stesso anno partecipa anche al Festival di Napoli con Dint’all’arca ‘e Noé. Nel 1969scrive la lunga suite Concerto per Patty per Patty Pravo. Si è anche dedicato al cinema, componendo diverse colonne sonore.
Negli anni settanta decide di diventare discografico e fonda, nel 1970, la Pull, insieme a Bruno Zambrini: tra gli altri, scoprirà e lancerà I Cugini di Campagna.
Autore anche di alcune sigle tv di cartoni animati, si ricorda in particolare La canzone di Charlotte.
