I Pooh fanno una cortese richiesta sui social, ma non tutti i fan la accolgono benevolmente. Scoppia una vera e propria bufera sui social. Ecco cosa è successo.

In ogni concerto dei Pooh il finale con le ultime dieci canzoni non cambia: dopo Uomini soli, parte Io sono vivo, con una breve presentazione di Dodi Battaglia e Phil che fa partire la cassa per dare il via alla canzone. A quel punto gran parte del pubblico arriva sotto al palcoscenico e inizia a cantare a squarciagola, di fatto costringendo anche chi ha pagato il biglietto in prima fila a doversi ascoltare le ultime dieci canzoni vedendosi davanti altro pubblico in piedi.

Una pratica non propriamente delle migliori, frequente a dire il vero in moltissimi concerti (anche se dieci brani da seguire così sono veramente tanti, sebbene i Pooh eseguano in totale ben 40 canzoni). Problema: in troppi concerti, pur di non perdersi il posto sotto al palco, molti anticipano i tempi sistemandosi in piedi già durante il ritornello di Uomini soli. Rumore e trambusto inevitabili su una delle canzoni più poetiche in assoluto, che deve praticamente spezzare tra la parte più melodica e quella più ballabile del concerto.

Dunque, sulle loro pagine social i Pooh hanno provato a fare ordine chiarendo con educazione così:

Cari AMICI, Noi apprezziamo il vostro ENTUSIASMO e comprendiamo il vostro bisogno di partecipare “fisicamente” al nostro concerto ma vi chiediamo la CORTESIA di aspettare ad alzarvi fino alla fine di “UOMINI SOLI”, un brano che non può convivere col trambusto, un brano che va ASCOLTATO. Inoltre, anche SPETTACOLARMENTE, se voi aspettate alla fine della presentazione di DODI che PHIL parta con la cassa per l’inizio di “IO SONO VIVO”, tutto sarà più BELLO e a tempo! GRAZIEEEEEE!

Dai commenti, tuttavia, si evince che in molti non abbiano apprezzato la richiesta. Si legge di tutto, spesso anche con una certa maleducazione: “Sono rimasta a quei concerti in cui ballavi e cantavi ed eri vivo, queste robe da mummie le lascio a voi”, “Basta con sti concerti seduti, altri tempi quando arrivavi allo stadio tre ore prima per prendere il posto migliore”, “Tiratevela meno che è meglio (non potete nemmeno più permettervelo!) e abbiate rispetto per chi il biglietto di ingresso ve lo paga”, “Un concerto non si può vedere seduti, chi vuole stare seduto prenda il biglietto sugli spalti”, “I concerti da seduti sono tristi”, “Siete patetici” “Presuntuosi”, “Dobbiamo essere telecomandati da voi anziché essere ringraziati”. I commenti di questo tenore sono davvero tanti.

Come sempre, però, il pubblico si divide. Oltre a quelli che sentono l’esigenza di correre sotto il palcoscenico, ci sono anche le persone che amano seguire il concerto da seduti e apprezzano la richiesta dei Pooh, come rispetto per chi paga il biglietto nelle prime file: “Esatto! Sennò si paga per i posti migliori e ci si trova davanti un sacco di gente senza vedere niente”, “Se si paga la poltrona non è giusto stare in piedi”, “Grazie Pooh, ora chi si alzerà prima non potrà più dire che sono i Pooh a volerlo”, “Bravi! L’anno scorso a San Siro non c’è stato rispetto”, “Sono d’accordo, si rovina l’atmosfera”, “Bravissimi e unici”, “Siete l’infinito”.

Insomma tutti non si possono accontentare, chissà però che succederà ora ai concerti dei Pooh (tra i favoriti per partecipare anche a Sanremo 2025). Di certo il gruppo quando mosse i primi passi 60 anni fa non avrebbe potuto immaginare di dovere un giorno fare i conti con gli haters e la cattiveria social…

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