Era l’estate 1994, quando Gerry Scotti conduceva la prima edizione de Il Quizzone.
Il programma, importato dal Giappone dove lo aveva inventato Kazuo Gomi, era in un certo modo l’anticipazione di tanti altri giochi che si sarebbero visti in tv negli anni successivi. Come sempre, però, l’originale rimane il più bello.

Due squadre di concorrenti vip (modello che oggi imperversa anche con una certa esagerazione) si sfidavano tra loro su diverse prove. Per certi versi Il Quizzone rappresentò una sorta di anticipazione di Passaparola, arrivato qualche anno dopo. In particolare un paio di giochi fecero la storia de Il Quizzone: uno in cui bisognava indovinare una frase misteriosa pronunciata (male) in italiano da turisti stranieri e un altro nel quale si vedeva un vetraio creare oggetti, che bisognava indovinare prima che scadesse il tempo. Simile a questo c’era anche L’araba fenice, in cui il video di un oggetto che prendeva fuoco veniva fatto vedere dalla fine, per scoprire di cosa si trattasse in origine. Famosi anche Balle spaziali, che altro non era se non il classico gioco del vero o falso, e la Prova culinaria, in cui bisognava scoprire a cosa servisse un utensile da cucina particolare. Curiosamente, da qui emerse al grande pubblico Dario Ballantini nelle imitazioni di Paolo Limiti e Ignazio La Russa con il tormentone “Veramente brutto”.
A fare da sottofondo la celebre Carmen di Bizet, che si alternava alla Toccata e fuga in Re minore di Bach: c’era anche cultura musicale classica, sebbene non dichiarata, nella tv di un tempo.

Il canovaccio era facile: Gerry Scotti faceva partire il filmato con il tormentone Ocio che arriva!, quindi i concorrenti potevano interromperlo provando a dare la soluzione. Avevano a disposizione ciascuno due risposte per ogni gioco: chi sbagliava veniva ammonito. Meccanismi facili, dove cartellini gialli e rossi non erano molto diversi dalle X usate poi ne L’Eredità ma anche in altri giochi. Eppure c’era un sapore di originalità in quel programma: Il Quizzone era rapido, dinamico, per questo divertente.
I concorrenti spesso si ripetevano (Massimo Boldi nella seconda edizione, per esempio, era fisso in ogni puntata) e costituivano squadre inimmaginabili. Come quella che vide Susanna Messaggio e Gabriella Golia al fianco di Moana Pozzi (morta quattro giorni dopo la messa in onda della puntata).
Andarono in onda quattro edizioni con Scotti (affiancato nella terza da Laura Freddi e Natalia Estrada, imperversanti ovunque in quegli anni) e una con Amadeus (sempre con Laura Freddi). Il programma di ripetuto, col titolo Facce da quiz, nel 2001: conduceva Gigi Sabani, affiancato da Ellen Hidding e Alessia Mancini. Dopodiché, il nulla.
In questa tv, ormai palesemente priva di idee e costretta a ripristinare vecchi programmi, che le nuove generazioni non hanno mai conosciuto, Il Quizzone (colpevolmente dimenticato persino da Mediaset Infinity) sarebbe di sicuro ancora uno dei format più freschi e divertenti da poter offrire.
