Affari tuoi, versione De Martino, è cominciato. Possiamo tranquillamente chiamarlo Affari tuoi versione Amadeus, perché in effetti cambia solo il conduttore, che ricalca fortemente i toni e i modi del nuovo direttore artistico di Nove per il programma meglio noto come quello dei pacchi.

Pacato, gentile, paziente. Anche troppo. Stefano De Martino usa esattamente gli stessi clichet noiosissimi adottati da Amadeus. Viene anzi persino citato più volte Amadeus, come se De Martino fosse lì in prestito: a fine puntata, con i concorrenti rimasti con due pacchi importanti, urla “Come direbbe Amadeus, soldi sicuri!”. La fantasia non esiste. Anche De Martino, laddove cerca di creare suspance, allunga semplicemente il brodo facendo diventare il programma troppo pesante. E pensare che, prima che Affari tuoi si trasformasse in un prolasso per il pubblico, questo gioco era una vera dinamite di divertimento.

Vent’anni fa era Paolo Bonolis a lanciare la prima edizione. Era un esperimento, che via via arrivò a superare Striscia la notizia negli ascolti, fatto più che nuovo all’epoca. Ovviamente che Bonolis sia diverso da De Martino si sapeva. Tuttavia chi sperava nella verve napoletana del conduttore deve rimandare l’appuntamento. Magari è colpa dell’emozione (De Martino è alla sua prima esperienza così importante), ma questo Stefano De Martino risulta davvero sotto tono. E così il programma.

Urge ricordare che Affari tuoi era già sparito per qualche anno dalla tv e non se ne sentiva la mancanza. Per mantenere in vita una trasmissione come questa, bisognerebbe farla diventare allegra, frizzante. Con un ritmo piatto, Affari tuoi è destinato a essere nuovamente cestinato.

Qua di energico è rimasta solo la concorrente che dichiara di volere aprire il pacco 7 perché è il numero di Cristiano Ronaldo. Nemmeno su questo però De Martino è in grado di raccogliere per fare una battuta: avrebbe potuto tirare in ballo il 10 di Maradona, mettere in discussione questa logistica di numeri chiedendo spiegazioni al marito. Nulla, calma piatta su tutto.

Purtroppo ci siamo tenuti anche il pubblico che legge lentamente gli zeri sull’assegno compilato da De Martino: speravamo che con l’addio di Amadeus ci saremmo liberati di questa invenzione, invece non è stato trovato nulla di meglio dagli autori.

Anzi, questi fanno sempre il minimo sforzo. Nessuna novità, a parte il telefono (un vecchio apparecchio con la cornetta anziché un cellulare) e il riepilogo grafico di tutte le offerte fatte ai concorrenti nel corso della puntata.

Bocciato dunque l’esordio De Martino (voto 5 di incoraggiamento). Bocciato Affari tuoi (voto 4), perché se vuoi mantenere ritmi così lenti in tv devi perlomeno proporre la cultura. In Affari tuoi, come noto, non c’è nulla più che una strategia e tanta fortuna. Non ci si può permettere questa pochezza di contenuti e ritmi in una volta sola. Gli ascolti? Se premieranno non è merito del programma dunque, ma delle prime serate di Raiuno, che dovranno sempre essere all’altezza della rete.

Che belli i tempi in cui anziché un tiepido “spacchetta” di De Martino sentivamo urlare da Bonolis “scavicchi ma non apra”. Che belli i tempi in cui il dottore si chiamava bastardo. Già, ma era vent’anni fa: questo programma era più fantasioso nel 2005, poi via via un’involuzione, cominciata con Insinna, proseguita con Amadeus e ribadita ora. Se De Martino è destinato a Sanremo nei prossimi anni, conviene cambi strategia, così non va.

Massimiliano Beneggi

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