Anche Pomeriggio Cinque ha riaperto i battenti. Novità? Pochine, anche se Myrta Merlino ormai ha saputo fare del contenitore pomeridiano un programma a sua immagine e somiglianza. Vediamo in che modo con il commento e le nostre pagelle.

Un tempo si pensava a Pomeriggio Cinque come alla trasmissione regina del trash televisivo. Il merito era di Barbara D’Urso, che aveva creato un salotto su notizie puramente gossippare e con ospiti privi di ogni cultura. Oggi Pomeriggio Cinque siamo abituati, invece, a saperlo già come un programma di approfondimento, con la cronaca nera raccontata in modo giornalistico e non coi toni dello scoop urlato e sensazionalistico. Ora lo sappiamo, un anno fa questo atteggiamento risultava strano a molti.

Foto da Instagram

Dunque Myrta Merlino è stata in grado di fare sua la trasmissione in un anno, senza che ce ne accorgessimo. Ormai è una amica, padrona di casa del pomeriggio Mediaset, amata umanamente e stimata professionalmente. Elegante e mai volgare, è l’icona della bella femminilità: la Merlino piace sotto ogni aspetto. Niente salamelecchi, si va dritti alla notizia senza girarci intorno e con servizi ben curati. Giornalistici per l’appunto.

Come ipotizzabile la nuova edizione si apre con la cronaca nera della strage familiare di Paderno Dugnano. Quindi l’assassinio della povera Sharon e quello di Pierina, con l’ospitata della persona (innocente) fino a un po’ di tempo fa sospettata da molti come colpevole dell’omicidio. Tutti argomenti già trattati anche a Mattino Cinque, ma i temi dell’attualità non si scelgono: si subiscono, con tutti i loro aggiornamenti.

Tanta cronaca nera. “Forse troppa”, penserà qualcuno. Non vi è dubbio, se ne farebbe volentieri a meno e la prima a evitarla se potesse sarebbe la stessa Merlino. Il diritto di cronaca, tuttavia, è sacro e purtroppo dobbiamo prendercela solo con la società ma non con gli autori di Pomeriggio Cinque se si parla troppo di cronaca nera. Soprattutto perché si affronta l’argomento senza ospiti che chiacchierino come si fa al bar, perlopiù pagati. Linea all’inviato, servizio, niente parola inutile a chi non ne sa: Merlino vuole al massimo un’opinione su caratteri generali, non giudizi. Chapeau.

Se ce la vogliamo prendere con gli autori di Pomeriggio Cinque, possiamo farlo per la scelta (rivendicata dalla stessa Merlino) del tavolo al centro dello studio con un 5 gigantesco. Al tavolone sono seduti quattro ospiti, con Myrta al centro. Addio dunque alle poltrone: ormai il nuovo format dei talk show prevede di avere un tavolone. Da Fazio in avanti lo hanno copiato tutti. Compreso Matano, che sarà ancora il rivale diretto della Merlino con La vita in diretta. Non era meglio cercare un escamotage diverso? Oltretutto è davvero brutto discutere attorno a un tavolo, rimane poco familiare e resta fazianamente freddo, ma vallo a far capire agli autori di oggi.

Ci sono altre cose che non tornano: perché Davide Maggio, ospite fisso, deve ancora collegarsi da casa come se fossimo in periodo Covid, per dire quello che deve dire? A proposito, esprime sempre i concetti migliori senza guardare in faccia nessuno, però ora che diventa personaggio televisivo dopo tanta gavetta sul suo blog, un corso di dizione sarebbe necessario se si vuole evitare di farlo diventare odioso solo a sentirlo parlare.

Tardelli, Dalla Chiesa, Luxuria sono tra gli altri ospiti della giornata. Peccato che si discuta, dopo gli omicidi di cui sopra, anche di Fedez e Ferragni. I due influencer si sono lasciati da 6 mesi, non sarà il caso di smetterla di parlare di questo? Perché accanirsi su ogni cosa dica o faccia Fedez?

Purtroppo questa ossessione fa diventare la Merlino un po’ retorica e il suo programma quasi una barzelletta. Anzi, peggio di una puntata di Casa Vianello, con un finale sempre scontato. Peccato.

Le pagelle di questa prima puntata, quindi, danno più della piena sufficienza a Myrta Merlino (voto 7), che però potrebbe fare meglio se evitasse questa ripetitività su Fedez. Il programma Pomeriggio Cinque si merita un 8-. Il diminutivo è necessario perché stona un po’ la disinvoltura con cui si passa dalla cronaca nera al gossip (anche se è solo uno).

Massimiliano Beneggi

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