È stata prorogata fino al 6 ottobre la mostra Lady Oscar 1979-2024, a Milano al Museo del Fumetto di Wow Spazio Fumetto (viale Campania 12).

Ormai da oltre tre mesi la mostra sta richiamando l’attenzione di numerosi fan, appassionati al celebre anime che nel 2024 compie 45 anni. Un’occasione per tutti di rivivere l’emozionante avventura della ragazza cresciuta come un militare nella famiglia de Jarayes. Quella storia, che unendo le vicende sentimentali della coraggiosa Oscar al racconto della Rivoluzione francese consentì a tanti giovani di conoscere fatti e personaggi che cambiarono il destino della Corona parigina, non smette di essere avvincente a distanza di anni.

Il successo di Lady Oscar è da attribuirsi alla sceneggiatura, all’eleganza della sua protagonista (divenuta vero idolo degli anni ‘80) e alla tecnica dei suoi disegni. Bene, la mostra di Spazio Fumetto è capace di esprimere tutto questo. Come? Con pannelli illustrati che raccontano curiosità e aneddoti intorno alla costruzione del manga, nonché con bozzetti originali dell’anime. Tutto ricavato da collezioni private, tra cui si trovano anche un vestito da Lady Oscar e una culla col fiocco blu e un fioretto vicino al cuscino.

Tanti piccoli dettagli che gli amanti di Lady Oscar non potranno non apprezzare, insieme a una serie di cronologie in grado di fare chiarezza una volta per tutte sulla trama e gli intrecci amorosi della celebre storia. Compresi quelli censurati dalla televisione italiana, perché considerati troppo audaci.

In effetti il successo di Lady Oscar, oggi visibile sulle piattaforme a pagamento ma assente dai canali Mediaset ormai da troppi anni, è rimasto nella memoria di chi lo vide all’epoca e di chi ne cantava la sigla. A proposito, i puristi diranno sempre che la sigla di Lady Oscar è solo una (quella cantata da Clara Serina nel 1979 “Grande festa alla corte di Francia c’è nel regno una bimba in più…”), ma non si può prescindere dalla delicatezza romantica di quella cantata da Enzo Draghi e Cristina D’Avena nel 1990 (“Guarda il lampo che laggiù attraversa il cielo blu..:”). Per chi non sapesse quale preferire, l’ingresso alla mostra consentirà di riviverle tutte e due, con tanto di quadri che faranno sentire come nella corte di Versailles. L’eleganza non manca di certo a questa mostra e le sorprese nemmeno, perché se pensate di sapere tutto di Lady Oscar vi sbagliate. Dietro a questa mostra c’è una grande ricerca, ricca di curiosità specie sul manga, nato per il pubblico femminile come una storia a puntate concentrata su Maria Antonietta e trasformato via via dalla sua stessa creatrice Riyoko Ikeda in un racconto per tutti e concentrato sulla figura di Oscar (marginale nelle prime puntate).

La serie animata (40 puntate, in Italia per la prima volta nel 1982 con sole 37 puntate e Cinzia De Carolis a dare la voce a Oscar) non la vediamo da anni su canali in chiaro, ma ci sono buone speranze che questo accada a breve: nel 2025, infatti, uscirà un nuovo lungometraggio animato dedicato a Lady Oscar. Se funzionerà come accaduto col rilancio di Barbie, c’è da scommettere che anche l’eroina della Rivoluzione francese tornerà ad appassionare persino le generazioni più giovani. E allora le repliche su Italia Uno saranno d’obbligo.

Ma la trama, ve la ricordate? Proviamo a riassumerla.

Maria Antonietta d’Austria, figlia di Maria Teresa, nonché promessa sposa di Luigi Augusto, nipote di Luigi XV è sempre scortata da Oscar, comandante della Guardia Reale, educata da sempre come un uomo per volere del padre.
Oscar si accorge presto di una relazione segreta tra Maria Antonietta e il conte von Fersen di Svezia, che prosegue anche alla morte di Luigi XV, quando ormai la figlia di Maria Teresa è moglie del re di Francia. Costretta a separarsi dal conte, fuggito, Maria Teresa cade in depressione. La contessa di Polignac la spinge addirittura nel gioco d’azzardo, prima di uccidere la madre adottiva della sua figlia biologica, Rosalie.
L’evento porta lo scompiglio totale e introduce persino l’immagine del suicidio: quello della sorellastra di Rosalie, una volta saputo il passato losco di sua madre.

Maria Antonietta, che si è ritirata a vita privata dopo il ritorno per un certo periodo del conte von Fersen, è vittima della celebre truffa nota come affare della collana con cui viene messa in discussione la sua onestà morale di fronte a certi imbrogli tenuti nascosti. Diciamocelo pure francamente: se è vero che Maria Antonietta non vuole acquistare quella collana, è pur vero che non rappresenta quella che si può definire una “persona senza macchia e senza peccato”. Lady Oscar ce lo ha insegnato; gli intrighi a corte si celano persino sotto la maschera del Cavaliere Nero che, con l’appoggio del duca d’Orleans, compie dei furti ai danni dei nobili per cedere tutto ai più poveri.
Attorno alla storia, che si conclude con la Rivoluzione Francese e che porta Maria Antonietta all’esecuzione con la ghigliottina, si narra quindi la storia di Oscar, che per tutta la serie viene regolarmente confusa per un uomo. La sua fedeltà alla Corona fa di lei un personaggio estremamente leale, ma non manca la parte sentimentale a coinvolgere il pubblico e a sconvolgere la sua carriera: Oscar è contesa praticamente da tre uomini (e persino da una donna) e, quando alla fine si scopre innamorata di Andrè, decide di mettersi dalla parte del popolo nella Rivoluzione contro la Regina.
Il finale è tragico: Andrè e Oscar muoiono durante la presa della Bastiglia.

Se avete voglia di passare un’ora dedicandovi a questa appassionante storia, però, meglio non perdersi la mostra di Spazio Fumetto: ingresso 8 euro fino al 6 ottobre.

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