L’1. il 2 e il 3 ottobre, per i fan di Cristina D’Avena non sono date qualsiasi. Il 3 ottobre di 36 anni fa, infatti, andava in onda la prima puntata di Arriva Cristina. Il 2 ottobre di 35 anni fa, invece, andava in onda la prima puntata di Cristina, il telefilm sequel di Arriva Cristina. Il 1 ottobre 1990, infine, andava in onda il primo episodio di Cri Cri, terzo e penultimo episodio della saga. Tre anni consecutivi, tre successi clamorosi.
È il 3 ottobre 1988 quando alle 20 va in onda la prima puntata di Arriva Cristina. A quell’ora c’è il tg1, mentre la Fininvest non ha ancora il suo telegiornale: il telefilm arriva quindi a una media di 3 milioni di telespettatori. Numeri impossibili oggi, e non solo per quantità dei canali: la qualità di quei telefilm che incollavano bambini e ragazzi era di un livello importante, ed è per questo che risulta un vero peccato come non sia mai più stato ritentato qualcosa di simile.
La regia è sempre di Francesco Vicario, la sceneggiatura oltre che di Stefano Vicario è di Alessandra Valeri Manera. Resterà questa la squadra vincente fino all’ultima edizione della saga.
Cristina organizza un complesso musicale insieme ai suoi compagni di università: non si fa più alcun cenno ai Bee Hive, anche se tecnicamente Steve (Marco Bellavia) e Paul arriverebbero proprio dal gruppo di Mirko.
Steve si rivela subito come un amico di Cristina, innamorato di lei. Alla fine della serie il sentimento cambierà, ma non arriverà mai ai livelli mielosi di Licia e Mirko. E per certi versi è ancora più credibile.
Il telefilm, infatti, non ha praticamente niente di caricaturale, se si escludono le canzoni che partono all’improvviso mentre i protagonisti sono in mezzo alla strada e nel centro commerciale. Brani che, puntualmente, coinvolgono persino tanti ballerini che spuntano dal nulla.
Cristina, assalita anche lei dall’entusiasmo della folla, non si fa mai pregare due volte e attacca così a cantare in mezzo a tutti. Sarà in fondo quello che vedremo anche nella fortunatissima Tutti pazzi per amore vent’anni dopo.
Il messaggio è chiaro: la nostra vita è una musica, e ogni istante della nostra esistenza ha una colonna sonora che parla di noi sempre con estrema puntualità. Solidarietà e sincerità sono valori che, con quello dell’amicizia, non solo rendono possibile la vita ma la fanno persino bella: è il tema centrale di ogni canzone.
Il gruppo musicale ha sì un’importanza, ma non è più centrale come nel caso dei Bee Hive: non si capisce bene se per Cristina, infatti, la band sia il lavoro o l’hobby che si alterna ai suoi studi di medicina in pieno parallelismo con la reale vita della cantante bolognese. I personaggi, tra cui spunta una giovane Marta Iacopini, poi conduttrice dei contenitori per ragazzi, non sono doppiati come in Licia, i dialoghi sono molto più curati, con ritmi veloci in un contesto che risulta sicuramente più credibile.
Cristina ha una famiglia chiassosa e numerosa: vivono con lei una sorella più piccola, un fratellino, i genitori (alias Enrico Bertorelli e Anna Priori) che si alternano nel coccolare e nel bacchettare i figli, e una tata (Grazia Migneco) che nel medesimo momento coccola e bacchetta tutti nella casa. Il vicino di casa è lo zio Carlo (alias Adolfo Fenoglio, nella serie anche soprannominato signorino Carlo, come lo chiama la tata con una citazione probabilmente del leggendario personaggio femminile di Anna Marchesini), uno stralunato inventore a cui non riesce quasi nulla come vorrebbe. Sa però sempre trovare la soluzione migliore per aiutare i nipoti regalando tanta serenità e facendo sempre ben presente un principio: il sorriso e l’umorismo non guastano mai e aiutano a vedere il mondo diversamente! Gelosie, rimpianti, problemi quotidiani che si risolvono: basta parlare, non tenersi tutto dentro e vedere le situazioni per quello che sono senza esasperarle.
La celebre sigla è una sorta di presentazione che descrive la personalità di Cristina e che spesso ancora oggi è utilizzata all’inizio dei suoi concerti.
L’altra canzone rappresentativa di questa serie è Riuscirai, non a caso lato B del 45 giri contenente Arriva Cristina.
Riuscirai è un brano che Cristina canta al fratello Luca perché sia spronato a tirare fuori sempre il meglio di se stesso, potendo così accettare tutte le sue fragilità e superando in questo modo le difficoltà della vita. Non c’è nessun adulto disposto ad accettare i disagi di un bambino, ci pensa Cristina a comprendere la psicologia di Luca (e quindi del piccolo pubblico da casa). Anche così la cantante entra sempre più nei cuori di tutti.
Fai così e non fermarti mai
Stringi i denti e come un treno vai Butta fuori tutto quel che hai ed allora sai Riuscirai
Collaudato anche il telefilm che vede Cristina D’Avena nei panni di se stessa, la Merak (già alla guida di Licia) produsse quindi altre serie che seguivano lo stesso filone.

Cristina e Cri Cri non si distinguono più di tanto se non per la presenza costante, nella terza serie, della vita universitaria che coinvolge la D’Avena con i suoi amici e colleghi di band. La sceneggiatura è decisamente divertente e fa trasparire tanta allegria.
I telefilm sono successi clamorosi, interrotti alla sera alle 20 solo dai telegiornali di Emilio Fede, che fa grande Studio Aperto dando per primo la notizia dell’attacco americano sull’Iraq. È la nascita della diretta di Fininvest la cui storia, ancora una volta, va a intersecarsi dunque in qualche modo con quella della tv dei ragazzi di quegli anni.
Così Cristina va in onda regolarmente nel 1989, mentre Cri Cri, che ha già la durata di due serie (72 episodi), deve procrastinare i tempi per alcuni rinvii dovuti alle esigenze del telegiornale.
Difficili da digerire, per i bambini dell’epoca, quelle edizioni straordinarie di Studio Aperto che fanno saltare l’appuntamento quotidiano. Diventa tuttavia quasi poetica, a vederla con gli occhi di oggi, l’attesa che imponeva di arrivare al giorno successivo per vedere il programma preferito. Un valore che oggi, con i canali tematici attivi 24 ore su 24, non esiste più.
Tra gli attori, nell’ospedale dove Cristina fa tirocinio, si trovano ora anche un fantasioso prestigiatore alias Michele Foresta (Mago Forest) e Raffaele Fallica (futuro insegnante di doppiaggio noto anche per il ruolo del portiere in Casa Vianello). Come al solito, insomma, nessuna improvvisazione ma tanto professionismo. I telefilm hanno ritmi veloci e dinamici, con il vantaggio, rispetto agli altri concorrenti, di non cedere mai alla tentazione delle irritanti risate registrate in sottofondo.
Gag che vedono sempre i maschi piuttosto impacciati e brontoloni, a dispetto di una Cristina che logicamente è una sorta di eroina: ha la soluzione sempre pronta e con il sorriso sulle labbra toglie ogni castagna dal fuoco.
Le sigle sono la parte più forte musicalmente: Cristina è l’orecchiabile ritornello secondo cui l’amicizia è davvero preziosa.
Cristina l’amicizia è davvero preziosa E col tempo ancor più luminosa
È speciale, sincera è meravigliosa
Cri Cri è uno dei primi rap italiani, anche se nessuno darà mai il merito alla tv dei ragazzi di avere sdoganato il genere ben prima di tanti musicisti. I temi, sempre quelli: amicizia, credere nei propri sogni, solidarietà, rispetto.
Un sogno che si avvera è straordinario Colora il mondo di opportunità
Ti da una carica di volontà
Che felicità se un sogno è già realtà
Altri due album, che si aggiungevano così a Fivelandia e Cristina e i tuoi amici in tv: per la D’Avena sono tre lp (di successo) all’anno.
