Al Teatro Strehler Milano, fino al 6 ottobre, ecco Magazzino 18: il dramma dell’esodo forzato degli italiani di Istria e Dalmazia raccontato dalle parole e dalle musiche di Simone Cristicchi. Uno spettacolo di e con Simone Cristicchi, con la partecipazione del coro Mitici Angioletti di Maria Francesca Polli. Regia di Antonio Calenda.

 

Magazzino 18 debuttava, per la prima volta, al Politeama Rossetti di Trieste, poco più di dieci anni fa, inaugurando un lungo, intenso viaggio nella storia del nostro paese, accompagnato da uno straordinario e commosso seguito di pubblico. 

Per il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia che lo ha prodotto – e al cui fianco, fin dalla prima edizione è stato Corvino Produzioni – con Magazzino 18 il palcoscenico si è fatto strumento per indagare e raccontare una complessa pagina della storia del territorio e del Novecento.

Simone Cristicchi, diretto da Antonio Calenda, riprende ora le fila, sempre in forma di “musical civile”, del racconto del destino di quasi trecentomila persone che, dopo la tragedia delle foibe, furono forzati a lasciare le loro terre natali – i vasti territori dell’Istria e della fascia costiera che l’Italia perdette in favore della Jugoslavia, con i trattati di pace del 1947 – e proseguire la loro esistenza nella neonata Repubblica Italiana. 

Il Magazzino 18, al Porto Vecchio di Trieste, restituito dalle parole e dalle musiche di Cristicchi, raccoglie tante piccole, umili testimonianze della quotidianità di quelle persone: sono le cose che le famiglie di esuli portarono via dalle loro case, in attesa di riprendersi le loro vite, e che, invece, rimasero immagazzinate in un “non luogo” dell’anima e della Storia.

 

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